ROMA - “La rottamazione è come una fisarmonica”. A fissare in un’immagine i lavori in corso sulla proposta della Lega è Massimo Garavaglia, il presidente della commissione Finanze del Senato a cui Matteo Salvini ha affidato la gestione del disegno di legge per una maxi-rateizzazione delle cartelle fiscali in 10 anni.
La manutenzione è partita: l’obiettivo è rendere il meccanismo più sostenibile. E quindi ridurre l’esborso a carico dello Stato. Costi giù e più possibilità di agganciare la misura alla legge di bilancio, ragionano i leghisti.
A dare forma alle modifiche saranno gli emendamenti attesi alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva. Il termine per il deposito in commissione è stato fissato al 12 settembre.
Una volta confez…
ROMA - “La rottamazione è come una fisarmonica”. A fissare in un’immagine i lavori in corso sulla proposta della Lega è Massimo Garavaglia, il presidente della commissione Finanze del Senato a cui Matteo Salvini ha affidato la gestione del disegno di legge per una maxi-rateizzazione delle cartelle fiscali in 10 anni.
La manutenzione è partita: l’obiettivo è rendere il meccanismo più sostenibile. E quindi ridurre l’esborso a carico dello Stato. Costi giù e più possibilità di agganciare la misura alla legge di bilancio, ragionano i leghisti.
A dare forma alle modifiche saranno gli emendamenti attesi alla ripresa dei lavori parlamentari dopo la pausa estiva. Il termine per il deposito in commissione è stato fissato al 12 settembre.
Una volta confezionato lo schema, il tutto sarà travasato nella manovra. Almeno questo è l’iter caro al Carroccio. Ma come cambierà la rottamazione quinquies? Il punto di partenza è stato già fissato: non tutti potranno accedere al meccanismo che punta a esonerare i contribuenti dal pagamento delle sanzioni e degli interessi caricati nelle cartelle.
La platea sarà delimitata da una serie di paletti. Tre sono già in fase avanzata. ll primo riguarda la fedeltà fiscale: l’accesso sarà negato a chi ha saltato il pagamento delle rate nelle edizioni precedenti. Il secondo paletto ha a che fare con la tipologia del debito: la valutazione in corso riguarda la possibilità o meno di includere anche i carichi che fanno riferimento agli enti locali. Infine l’ammontare delle somme dovute al Fisco: fuori i piccoli importi mentre per i grandi, da "milioni di euro”, spiega Garavaglia, si opterebbe per una valutazione caso per caso.
Tra le correzioni potrebbe rientrare anche il pagamento di un anticipo per usufruire della rottamazione. In questo modo, spiegano fonti di partito, lo Stato avrebbe una garanzia maggiore sui pagamenti successivi. Un altro tema al centro delle riflessioni delle ultime ore è la decadenza dall’agevolazione. Il disegno di legge depositato in Parlamento prevede l’uscita dopo otto rate non pagate. Potrebbero salire a dieci.
Le prossime settimane saranno decisive per capire le sorti del progetto. Poi bisognerà fare i conti per stimare il fabbisogno. Non solo. Per sdoganare l’ingresso della rottamazione nella legge di bilancio, il Carroccio dovrà vedersela con Forza Italia. Gli azzurri puntano alla riduzione dell’Irpef per il ceto medio: il taglio dell’aliquota di riferimento dal 35% al 33% costa 2,5 miliardi a scaglione invariato, mentre sale a 4 miliardi innalzando il limite da 50 a 60mila euro. Il derby fiscale nella maggioranza è già iniziato.