ROMA – Ora è ufficiale: l’Inps riconosce il congedo di paternità obbligatorio anche alle madri intenzionali nelle coppie omogenitoriali femminili. Lo comunica l’Istituto con un messaggio pubblicato oggi, a due settimane dalla sentenza numero 115 della Corte Costituzionale, che ha giudicato incostituzionale il divieto per una lavoratrice – madre intenzionale – di accedere a questo diritto.
Una svolta storica, che estende la tutela alla genitorialità in modo più inclusivo e conforme ai nuovi modelli familiari, senza necessità di una nuova legge: basta la pronuncia della Corte e l’adeguamento immediato dell’ente previdenziale.
Il caso: una coppia di donne, due madri, ma solo una con diritti pieni
La sentenza della Consulta, depositata il 21 luglio e pub…
ROMA – Ora è ufficiale: l’Inps riconosce il congedo di paternità obbligatorio anche alle madri intenzionali nelle coppie omogenitoriali femminili. Lo comunica l’Istituto con un messaggio pubblicato oggi, a due settimane dalla sentenza numero 115 della Corte Costituzionale, che ha giudicato incostituzionale il divieto per una lavoratrice – madre intenzionale – di accedere a questo diritto.
Una svolta storica, che estende la tutela alla genitorialità in modo più inclusivo e conforme ai nuovi modelli familiari, senza necessità di una nuova legge: basta la pronuncia della Corte e l’adeguamento immediato dell’ente previdenziale.
Il caso: una coppia di donne, due madri, ma solo una con diritti pieni
La sentenza della Consulta, depositata il 21 luglio e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 23 luglio scorso, riguarda la situazione di una coppia di donne entrambe riconosciute come genitori nei registri dello stato civile. Finora solo la madre biologica – quella che partorisce – poteva accedere al congedo di maternità. L’altra, seppure legalmente genitore, era esclusa anche dal congedo di paternità obbligatorio, previsto invece per i padri in coppie eterosessuali.
Una disparità che la Corte ha giudicato incostituzionale, riconoscendo alla madre intenzionale il ruolo equiparabile a quello paterno, con piena partecipazione alla cura del neonato fin dalla nascita.
Cosa cambia da oggi: 10 giorni retribuiti anche per la madre non biologica
Il messaggio Inps chiarisce che, dal 24 luglio 2025, giorno successivo alla pubblicazione della sentenza, la madre intenzionale lavoratrice dipendente ha diritto al congedo di paternità obbligatorio:
- 10 giorni lavorativi retribuiti al 100%,
- 20 giorni in caso di parto plurimo,
- piena contribuzione figurativa ai fini pensionistici.
Condizione essenziale: la madre deve risultare genitore nei registri dello stato civile o essere tale in virtù di un provvedimento di adozione, affidamento o collocamento. È dunque esclusa ogni forma di genitorialità “di fatto” non riconosciuta legalmente.
Le regole operative: chi presenta domanda e a chi
La lavoratrice madre intenzionale deve:
- comunicare la fruizione del congedo al datore di lavoro, che anticipa l’indennità per conto dell’Inps;
- presentare domanda direttamente all’Inps solo se rientra in categorie per le quali l’indennità non è anticipata (es. lavoratrici agricole, domestiche, etc.).
- Le dipendenti pubbliche devono rivolgersi al proprio datore di lavoro, dato che l’Inps non è competente per queste categorie.
Tutte le regole operative sono quelle previste nella circolare Inps n. 122/2022, ora estese anche alla madre intenzionale. Durante i giorni di congedo, la retribuzione è al 100%, con copertura contributiva piena.
Le parole della Corte: “Figura equiparabile a quella paterna”
Nella sentenza, la Corte sottolinea che “è ben possibile identificare nelle coppie omogenitoriali femminili una figura equiparabile a quella paterna all’interno delle coppie eterosessuali”. Da qui la distinzione netta tra:
- madre biologica, alla quale spettano i diritti di maternità,
- e madre intenzionale, che ha condiviso fin dall’inizio l’impegno di cura del nuovo nato.
Il diritto al congedo per quest’ultima è dunque funzionale all’interesse del minore, che deve poter contare su entrambi i genitori.
Un passo verso l’uguaglianza nei diritti genitoriali
L’attuazione immediata della pronuncia costituzionale da parte dell’INPS segna un punto importante nell’evoluzione del diritto del lavoro e della famiglia. Senza bisogno di nuove norme, la madre intenzionale entra ufficialmente nel perimetro della genitorialità tutelata.
Una novità che, oltre a sanare una disparità, rispecchia la realtà di molte famiglie omogenitoriali italiane e si inserisce nel solco della direttiva europea 2019/1158, sull’equilibrio tra vita professionale e familiare.