I dazi affossano le Crocs: il titolo perde quasi il 30% a Wall Street. “E la moda sta cambiando”
di Cenzio Di ZanniROMA – Vendite in caduta libera e le Crocs fanno rumore a Wall Street. Le azioni dell’azienda che produce le calzature nate quasi per caso negli Stati Uniti sono precipitate di quasi il 30%: ad affossare il titolo quotato al Nasdaq è stato l’annuncio di un calo dovuto a due fattori. Primo: i dazi di Donald Trump, che dovevano fare grande l’America e intanto fanno inciampare una delle 3mila società che popolano il listino newyorkese. Secondo motivo: "l’estrema cautela", annota l’azienda, da parte dei consumatori statunitensi. Probabilmente un timido segnale di come le ‘scarpe bruttine’, così sono state definite da più parti, non facciano più tendenza. Insomma, la resina colorata che ha preso il largo dal Colorado oltre vent’anni fa sta perdendo il suo abbrivio sul mercato, secondo quanto riportano i media americani.
ROMA – Vendite in caduta libera e le Crocs fanno rumore a Wall Street. Le azioni dell’azienda che produce le calzature nate quasi per caso negli Stati Uniti sono precipitate di quasi il 30%: ad affossare il titolo quotato al Nasdaq è stato l’annuncio di un calo dovuto a due fattori. Primo: i dazi di Donald Trump, che dovevano fare grande l’America e intanto fanno inciampare una delle 3mila società che popolano il listino newyorkese. Secondo motivo: "l’estrema cautela", annota l’azienda, da parte dei consumatori statunitensi. Probabilmente un timido segnale di come le ‘scarpe bruttine’, così sono state definite da più parti, non facciano più tendenza. Insomma, la resina colorata che ha preso il largo dal Colorado oltre vent’anni fa sta perdendo il suo abbrivio sul mercato, secondo quanto riportano i media americani.
L'azienda ha previsto un calo dei ricavi tra il 9% e l'11% nel trimestre in corso, mentre gli analisti si aspettavano una leggera crescita. Un impatto negativo sulla redditività per il quale la società punta il dito verso Trump e le sue tariffe Maga: "La continua incertezza derivante dall'evoluzione della politica commerciale globale e dalle relative pressioni sui consumatori" è uno dei motivi del calo, sostengono i manager. Susan Healy, direttore finanziario, ricorda che i dazi peseranno per 40 milioni di dollari sui conti nella seconda metà del 2025 e per 90 milioni su base annua, stando all'attuale mix di approvvigionamento.
Di certo c’è che il crollo delle azioni è stato il più forte calo giornaliero dal 2011 e ha riportato il titolo Crocs al livello più basso da quasi tre anni. Per Andrew Rees, l’amministratore delegato del gruppo, ci sono "ampie prove" che alcuni consumatori in Nord America siano "estremamente cauti”. “Non acquistano, non vanno nemmeno nei negozi e vediamo un calo degli acquisti". Gli americani, osserva l’ad, "già attenti", erano preoccupati per gli aumenti di prezzo attuali e futuri. Secondo Rees, la seconda metà dell'anno sarà "preoccupante" e il tutto si riflette chiaramente negli ordini dei suoi partner commerciali.
Considerate a lungo 'un passo falso' nella moda, le vendite di Crocs si sono impennate durante la pandemia, quando i consumatori cercavano calzature più comode. Un paio di Crocs dorate è spuntato sul red carpet degli Oscar 2021. Realizzate in una speciale resina espansa leggera e inodore, erano inizialmente destinate a velisti e appassionati di sport acquatici. Poi sono diventate più popolari a metà degli anni Duemila.
Ora, sebbene le Crocs abbiano il loro appeal e siano indossate da celebrità come Drew Barrymore (una delle Charlie's Angels con Cameron Diaz), Rees riconosce che i gusti dei clienti stanno cambiando. La moda spinge a "tornare verso le calzature sportive". Dazi a parte.