Unipol, l’utile semestrale balza a 743 milioni. “Dall’Ops su Sondrio proventi per 170 milioni”
di Emma BonottiMILANO – Sei mesi di crescita in doppia cifra. Unipol archivia il primo semestre 2025 con un utile netto consolidato pari a 743 milioni di euro, in rialzo del 17,6% anno su anno e includendo il contributo delle partecipate Bper (19,8%) e Banca Popolare di Sondrio (19,7%, poi consegnato nel secondo trimestre nell’ambito dell’Ops dell’emiliana). Al 30 giugno, il contributo delle due banche al risultato del gruppo ammonta a 244 milioni.
Confermata la solvibilità della compagnia, che presenta un indice consolidato pari al 222%, in miglioramento rispetto al 212% del 31 dicembre 2024: considerando le partecipazione bancarie come meri investimenti in strumenti di capitale, l’indice di solvibilità del gruppo assicurativo risulta pari al 286%.
Laterza: “Dall’Ops di Bpe…
MILANO – Sei mesi di crescita in doppia cifra. Unipol archivia il primo semestre 2025 con un utile netto consolidato pari a 743 milioni di euro, in rialzo del 17,6% anno su anno e includendo il contributo delle partecipate Bper (19,8%) e Banca Popolare di Sondrio (19,7%, poi consegnato nel secondo trimestre nell’ambito dell’Ops dell’emiliana). Al 30 giugno, il contributo delle due banche al risultato del gruppo ammonta a 244 milioni.
Confermata la solvibilità della compagnia, che presenta un indice consolidato pari al 222%, in miglioramento rispetto al 212% del 31 dicembre 2024: considerando le partecipazione bancarie come meri investimenti in strumenti di capitale, l’indice di solvibilità del gruppo assicurativo risulta pari al 286%.
Laterza: “Dall’Ops di Bper impatto positivo di 170 milioni”
Come detto, Unipol è coinvolta nelle scalate bancarie dell’ultimo anno per la sua posizione di socio forte in Bper e, fino a giugno, anche nella Pop Sondrio, ora parte del gruppo emiliano. “Sono numerose le sinergie che possono essere messe in atto da questa entità combinata, di cui siamo soci al 20%, e ne approfitteremo per migliorare ulteriormente il canale della bancassicurazione”, ha spiegato l’ad Matteo Laterza agli analisti.
Per aver aderito all’offerta di Bper sulla banca valtellinese, la compagnia registrerà un impatto positivo di 170 milioni di euro nel conto economico terzo trimestre. Viceversa, i proventi finanziari del secondo trimestre “hanno subito un impatto negativo di 70 milioni dopo le tasse per effetto della valutazione mark to market del derivato sulla vendita a termine costruito su Bper”.
Sprint del settore vita
Sul fronte commerciale, la raccolta diretta assicurativa sale del 12,3% a 9,2 miliardi, con un contributo simile dal business danni (+4,5% a 4,8 miliardi) e dal vita, che accelera del 22,3% a 4,4 miliardi.
La prima divisione cresce in particolare grazie al contributo del comparto Salute (+12%), con solide performance sia del canale corporate sia di quelli retail (Rete Agenziale e Reti Bancarie). Positivi i risultati del comparto Auto che, con premi pari a 2.290 milioni registra una crescita del 4%, mentre il comparto Non Auto raggiunge premi pari a 2.498 milioni, in rialzo del 5%. Il combined ratio, che misura la redditività della compagnia, si attesta al 92,7%, contro il 93,1% del primo semestre 2024. Il risultato ante imposte del settore danni passa da 475 a 520 milioni.
Nel comparto vita, invece, la raccolta diretta del gruppo segna un balzo in doppia cifra, grazie al contributo del canale bancassicurativo, delle agenzie, nonché della raccolta apportata da grandi contratti collettivi previdenziali anche di nuova acquisizione. Al netto di questi ultimi, la crescita è pari all’8,4%. Il risultato ante imposte del settore vita è pari a 180 milioni di euro, in crescita rispetto ai 137 milioni realizzati nei primi sei mesi dell’esercizio 2024.
Numeri oltre le attese, ma il titolo scende
I numeri oltre le attese degli analisti non sostengono il titolo a Piazza Affari, che perde quasi il 3%, zavorrato dal taglio della guidance di Munich Re e le incertezze legate al risiko bancario. Pesa anche il risultato del ramo danni più debole del previsto, penalizzato da proventi finanziari inferiori alle attese. Possibile che il titolo, ai massimi da fine 2009, risenta anche di qualche presa di beneficio.
Di certo il taglio di alcuni target di Munich Re mostra come il comparto assicurativo non sia immune alle tensioni sui mercati. Da qui le vendite anche sulle altre big assicurative, dalla svizzera Helvetia Insurance ad Axa, passando per Zurich (-0,8%) e Allianz (-0,4%).
“Tutto lascia presagire un forte 2025 che migliorerà ulteriormente la visibilità sugli obiettivi del piano triennale”, affermano da Intermonte commentando i conti della compagnia bolognese. Anche Equita parla di risultati nel secondo trimestre “più forti delle attese”.