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Così cambierà il Fisco per gli enti locali. Premi ai Comuni e un’agenzia dedicata

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Le richieste nel parere della commissione Finanze del Senato al decreto sui tributi locali. Spending review più flessibile per le Regioni
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ROMA - La maggioranza chiede al governo un Fisco più “amico” per Comuni e Regioni. La lista delle richieste compare nello schema di parere al decreto attuativo della delega fiscale sui tributi locali: la firma è quella di Massimo Garavaglia (Lega), relatore e presidente della commissione Finanze del Senato, dove il provvedimento è sotto esame. L’impianto può contare anche sul nulla osta di Fratelli d’Italia e FI.

Il parere sarà votato a settembre, ma la bozza mette già le cose in chiaro con l’esecutivo. Il via libera al decreto legislativo è accompagnato, infatti, da 14 osservazioni e tre considerazioni. Di fatto chiedono di rimettere mano al testo del provvedimento. A iniziare dalla spending review, che si vuole più flessibile. E quindi via le norme che legano il contributo delle Regioni alla finanza pubblica a importi predeterminati. Non solo. Le maglie larghe riguardano anche le penalizzazioni in caso di mancato rispetto del Patto di stabilità interno: niente più tagli ai trasferim…

ROMA - La maggioranza chiede al governo un Fisco più “amico” per Comuni e Regioni. La lista delle richieste compare nello schema di parere al decreto attuativo della delega fiscale sui tributi locali: la firma è quella di Massimo Garavaglia (Lega), relatore e presidente della commissione Finanze del Senato, dove il provvedimento è sotto esame. L’impianto può contare anche sul nulla osta di Fratelli d’Italia e FI.

Il parere sarà votato a settembre, ma la bozza mette già le cose in chiaro con l’esecutivo. Il via libera al decreto legislativo è accompagnato, infatti, da 14 osservazioni e tre considerazioni. Di fatto chiedono di rimettere mano al testo del provvedimento. A iniziare dalla spending review, che si vuole più flessibile. E quindi via le norme che legano il contributo delle Regioni alla finanza pubblica a importi predeterminati. Non solo. Le maglie larghe riguardano anche le penalizzazioni in caso di mancato rispetto del Patto di stabilità interno: niente più tagli ai trasferimenti. Le richieste sono agganciate alle “numerose pronunce della Corte Costituzionale che considera incostituzionali i tagli permanenti alle risorse degli enti locali per contribuire al controllo della finanza pubblica”.

Sempre in favore dei governatori è declinata la proposta di riequilibrare l’andamento dei bilanci locali. Nello specifico si chiede di dare alle Regioni la possibilità di rateizzare i costi delle anticipazioni di liquidità che hanno generato debiti nei confronti dello Stato e di Cassa depositi e prestiti. Una boccata d’ossigeno che passerebbe da un dilazionamento dei pagamenti in 25 anni, a partire dal 2026. Scorrendo l’elenco delle osservazioni c’è anche l’invito a “riconsiderare la scelta di sostituire l’addizionale con una compartecipazione all’Irpef”. Nel mirino finisce l’articolo del decreto attuativo della riforma del fisco che ha cancellato la rideterminazione dell’aliquota dell’addizionale regionale.

Spazio anche ai Comuni. E quindi a valutare “la necessità di introdurre meccanismi di premialità di carattere finanziario per” quelli “che incrementano il gettito delle tasse locali”. Il riconoscimento andrebbe anche ai sindaci che hanno reso più efficiente la riscossione coattiva, quella che scatta quando il contribuente non salda il debito dovuto e che prevede l’utilizzo di strumenti come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.

La riscossione è anche al centro di un’altra considerazione. Lo schema di parere promuove la creazione di un’Agenzia delle Entrate dedicata alla fiscalità degli enti locali. L’organismo pubblico - si legge in un passaggio del testo - dovrà essere vigilato dal ministero dell’Economia e delle Finanze avvalendosi di un maggior coordinamento tra le banche dati già esistenti.

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