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I Magnifici 7 dell’It? Per gli investitori è l’ora della selezione: quattro titoli su cui puntare

(reuters)

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Le semestrali delle Big Tech hanno evidenziato che la crescita prosegue, ma con un ritmo differenziato tra le società. Così, continuare a investire nel settore come fosse un blocco unico potrebbe rivelarsi un rischio. la parola ai money-manager
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ROMA – “I risultati positivi potrebbero non essere più sufficienti. Il mercato si aspetta sempre una crescita eccezionale”, aveva avvertito il Financial Times qualche settimana fa, quando stava per entrare nel vivo la stagione delle semestrali per le grandi aziende tecnologiche americane. Un avvertimento che si è rivelato fondato, considerato che i dati hanno poi evidenziato uno scenario tutt’altro che uniforme. Per avere un quadro completo dello stato di salute delle cosiddette “Magnificent Seven” occorrerà attenderà il 27 agosto, quando Nvidia alzerà il velo sui risultati di metà anno, ma intanto qualche riflessione si può già fare dopo i dati delle altre, da Alphabet ad Amazon, da Apple a Meta, da Microsoft a Tesla. Anche in ottica di investimenti futuri, ricordando che queste sette aziende valgono quasi un terzo dell’S&P 500, vale a dire l’indice azionario più importante del mondo, che raccoglie le prime 500 aziende per capitalizzazione di Wall Street.

ROMA – “I risultati positivi potrebbero non essere più sufficienti. Il mercato si aspetta sempre una crescita eccezionale”, aveva avvertito il Financial Times qualche settimana fa, quando stava per entrare nel vivo la stagione delle semestrali per le grandi aziende tecnologiche americane. Un avvertimento che si è rivelato fondato, considerato che i dati hanno poi evidenziato uno scenario tutt’altro che uniforme. Per avere un quadro completo dello stato di salute delle cosiddette “Magnificent Seven” occorrerà attenderà il 27 agosto, quando Nvidia alzerà il velo sui risultati di metà anno, ma intanto qualche riflessione si può già fare dopo i dati delle altre, da Alphabet ad Amazon, da Apple a Meta, da Microsoft a Tesla. Anche in ottica di investimenti futuri, ricordando che queste sette aziende valgono quasi un terzo dell’S&P 500, vale a dire l’indice azionario più importante del mondo, che raccoglie le prime 500 aziende per capitalizzazione di Wall Street.

La nuova era dell’IA tra vincitori e vinti

Alla pubblicazione dei dati semestrali, vi è stato un balzo in avanti per la quotazione di Meta, grazie a utili per azione a quota 7,14 contro i 5,92 attesi dagli analisti, mentre le vendite si sono abbattute su Amazon nonostante risultati migliori delle attese, offuscati tuttavia dalla prudenza per l’andamento futuro. Una conferma del fatto che ormai le quotazioni hanno raggiunto livelli tali, da giustificare ulteriori rialzi solo in caso di una corsa a perdifiato. Simile la situazione per Apple, per i dubbi emersi tra gli analisti in merito alla capacità dell’azienda della Mela nel trasformare in vantaggio competitivo i propri investimenti sull’intelligenza artificiale.“La partita si gioca sull’IA”, ha evidenziato un’analisi del Wall Street Journal, evidenziando come per i prossimi trimestri molto dipenderà dal contributo di questa tecnologia ai margini aziendali, dato che su altri segmenti di business gli spazi di ulteriore crescita sono limitati.

Per gli investitori italiani è l’ora della selezione

E gli investitori? Guardando alla prospettiva di chi opera dall’Italia, c’è innanzitutto da dire che i dazi annunciati dall’Amministrazione Trump hanno ridato un po’ di fiato al dollaro rispetto all’euro, premiando così gli investimenti nella divisa americana. “La definizione ‘Magnifiche 7’ è ormai obsoleta, meglio parlare di giganti tecnologici Usa in senso generale e analizzare singoli nomi nei settori che continueranno a farla da padroni anche nel prossimo decennio”, riflette Massimo Maria Gionso, partner di Nextam partners. “Nella tecnologia Usa, le barriere di ingresso sono ancora abbastanza forti da impedire, nel breve, grosse forme di concorrenza, per cui rimanere investiti nel settore ha ancora senso”. Detto questo, per Gionso è opportuno seguire in maniera continuativa l’evoluzione del mercato per individuare le realtà che hanno ancora un potenziale non espresso dai titoli di Borsa.

Quattro titoli su tutti

Per David Coppini, investment manager di First Capital, sono quattro i titoli sui quali puntare: Microsoft, Apple, Meta e Nvidia. “Microsoft resta una delle società più solide e complete del panorama tech globale. Business diversificato, crescita nel cloud e nell’intelligenza artificiale (grazie alla partnership con OpenAI), bilancio impeccabile”, sottolinea. “Apple produce principalmente hardware, e l’integrazione dell’IA richiede tempi di adattamento più lunghi. Ma il potenziale di innovazione e la fedeltà del cliente restano altissimi. Nessun altro brand ha un ecosistema così integrato e profittevole”.

Quanto a Meta, l’ottimismo è legato al fatto che dispone di un vantaggio competitivo unico: “Un bacino dati sconfinato proveniente da Facebook, Instagram e WhatsApp. Questo patrimonio informativo è un asset chiave per costruire modelli di intelligenza artificiale personalizzati e performanti. La capacità di monetizzazione è già comprovata, e l’evoluzione futura promette ulteriore crescita”, sottolinea Coppini. Quanto a Nvidia, in attesa della semestrale, resta l’ottimismo per la leadership nei chip per l’intelligenza artificiale.

Per Coppini, Alphabet rimane una macchina da utili, ma oggi affronta una sfida strategica senza precedenti. “Il suo core business – la ricerca online – è minacciato dall’avvento dei motori IA conversazionali come ChatGpt”. Mentre Tesla “è il titolo più fragile del gruppo. I margini sono sotto pressione e la concorrenza cinese si fa aggressiva”. Da qui, conclude, la prudenza nell’approcciare questo titolo.

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