Aeroitalia cambia nome e livrea. L’ad Intrieri: “Ita ci obbliga. Ma resterà tratto nazionale”
di Aldo FontanarosaROMA – Gaetano Intrieri, ad di Aeroitalia. E’ vero che la sua compagnia cambierà nome?
“Confermo”.
Ita, dunque, ha vinto?
“C’è una ordinanza del Tribunale civile di Roma che sottolinea l’eccessiva somiglianza tra il nostro nome e quello di Alitalia, di cui Ita Airways resta proprietaria. Una ordinanza, preciso, che non scrive la parola fine in questa vicenda”.
E’ provvisoria, certo, ma voi decidete di rispettarla cambiando nome.
“Avremmo voluto negoziare con Ita per conservare il nostro marchio. Ma loro non si sono neanche seduti al tavolo, malgrado esponenti del governo li avessero incoraggiati a farlo”.
Quando ci sarà il cambio?
“Dal primo gennaio 2026”.
Cambierà anche la vostra livrea bianca, che pure è oggetto di contestazione?
“Confermo”.
Quale sarà il vostro nuovo nome?
“Lo abbiamo scelto al 99%. Ma non posso ancora rivelarlo. Sia il marchio sia la livrea, le anticipo, avranno un forte tratto di italianità al quale certo non rinunciamo”.
Per tre mesi il vecchio marchio e il nuovo co…
ROMA – Gaetano Intrieri, ad di Aeroitalia. E’ vero che la sua compagnia cambierà nome?
“Confermo”.
Ita, dunque, ha vinto?
“C’è una ordinanza del Tribunale civile di Roma che sottolinea l’eccessiva somiglianza tra il nostro nome e quello di Alitalia, di cui Ita Airways resta proprietaria. Una ordinanza, preciso, che non scrive la parola fine in questa vicenda”.
E’ provvisoria, certo, ma voi decidete di rispettarla cambiando nome.
“Avremmo voluto negoziare con Ita per conservare il nostro marchio. Ma loro non si sono neanche seduti al tavolo, malgrado esponenti del governo li avessero incoraggiati a farlo”.
Quando ci sarà il cambio?
“Dal primo gennaio 2026”.
Cambierà anche la vostra livrea bianca, che pure è oggetto di contestazione?
“Confermo”.
Quale sarà il vostro nuovo nome?
“Lo abbiamo scelto al 99%. Ma non posso ancora rivelarlo. Sia il marchio sia la livrea, le anticipo, avranno un forte tratto di italianità al quale certo non rinunciamo”.
Per tre mesi il vecchio marchio e il nuovo conviveranno come hanno fatto Omnitel e Vodafone. Così sarà più chiara la continuità
Come si affronta uno choc così?
“Non siamo stati con le mani in mano, dopo l’ordinanza sfavorevole. Subito ci siamo affidati a una primaria società straniera specializzata a gestire situazioni simili. Questo consulente ci ha convinti ad adottare una soluzione analoga a quella di Omnitel”.
Nel senso?
“Noi possiamo usare il marchio Aeroitalia ancora per tre mesi. Dunque fino a dicembre i due marchi – Aeroitalia e il nuovo – conviveranno così come fecero Omnitel e Vodafone. In questo modo sarà chiara la continuità tra i due marchi”.
Di Aeroitalia, da gennaio 2026, non resterà più niente?
“L’ordinanza dice che possiamo usare ancora questo nome per la società. Sugli aerei, da gennaio 2026, metteremo il nuovo brand in grande con la frase operated by aeroitalia più in piccolo”.
Se dovessimo vincere nel merito, chiederemo i danni al ministero dell’Economia e a Lufthansa. La cifra sarà di 900 milioni
L’ordinanza, lei ricordava, è ancora provvisoria. Se voi doveste vincere nel merito, anche in Cassazione, che cosa farete?
“Chiederemo i danni a Ita Airways”.
Li chiederete ai due azionisti: il ministero dell’Economia e Lufthansa. Quanti soldi?
“Novecento milioni”.
Ma il cambio di nome non rappresenterà un passaggio letale per voi?
“Assolutamente no, perché stiamo gestendo la situazione con professionalità e accortezza. Quest’anno avremo trasportato il 35% di passeggeri in più. Siamo pronti ad ampliare la flotta. Intanto moltiplichiamo le alleanze commerciali: a quelle con Delta e Air France, aggiungiamo l’intesa con Qatar”.
Aeroitalia è viva.
“Cambia nome, ma è vivissima. L’ordinanza che ci penalizza oggi, profondamente ingiusta, non ci fermerà”.