NEGLI anni Settanta, il gioco del ping pong favorì il disgelo tra gli Stati Uniti di Nixon e la Cina di Mao. Oggi un grande ex tennista potrebbe riavvicinare l’America di Trump alla Svizzera.
Investito dallo tsunami dei dazi americani al 39%, il governo elvetico cerca un nuovo canale di dialogo con la Casa Bianca. E l’idea di mandare in avanscoperta figure dello sport non dispiace alla presidente della Confederazione svizzera, Karin Keller-Sutter.
Ai giornalisti di TeleZueri che le prospettano questo scenario, la presidente risponde: «Se personalità che conoscono il presidente avessero una conversazione con lui, noi non saremmo contrari».
Un lontano incontro
I due - Trump e Federer - per la verità non si conoscono bene. Nel 2008, hanno parlato a una festa della giornalista Anna Wintour, ex direttrice di Vogue, a New York.
Ma quel lontano incontro certo non permetterà al campione del tennis di salvare il suo Paese.
Meglio se Federer, ancora amato negli Usa, si presentasse a Trump…
NEGLI anni Settanta, il gioco del ping pong favorì il disgelo tra gli Stati Uniti di Nixon e la Cina di Mao. Oggi un grande ex tennista potrebbe riavvicinare l’America di Trump alla Svizzera.
Investito dallo tsunami dei dazi americani al 39%, il governo elvetico cerca un nuovo canale di dialogo con la Casa Bianca. E l’idea di mandare in avanscoperta figure dello sport non dispiace alla presidente della Confederazione svizzera, Karin Keller-Sutter.
Ai giornalisti di TeleZueri che le prospettano questo scenario, la presidente risponde: «Se personalità che conoscono il presidente avessero una conversazione con lui, noi non saremmo contrari».
Un lontano incontro
I due - Trump e Federer - per la verità non si conoscono bene. Nel 2008, hanno parlato a una festa della giornalista Anna Wintour, ex direttrice di Vogue, a New York.
Ma quel lontano incontro certo non permetterà al campione del tennis di salvare il suo Paese.
Meglio se Federer, ancora amato negli Usa, si presentasse a Trump da imprenditore a imprenditore. L’ex tennista controlla la On, florida società che produce sneakers.
Il Mondiale negli Usa
Nel caso Federer dovesse fallire, potrebbe provare Gianni Infantino, presidente Fifa e cittadino svizzero, che ha un rapporto già più stretto con Trump dopo il Mondiale per Club giocato in estate negli Usa.
L’idea di schierare Infantino è di Roland Rino Büchel, parlamentare svizzero, membro del Consiglio nazionale.
A riportare in auge la diplomazia dello sport è stato già il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa che ha voluto con sé due ex grandi golfisti, Ernie Els e Retief Goosen, in un delicato viaggio a Washington, a maggio scorso.