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Aeroitalia all’angolo: “Cambiamo nome e livrea degli aerei”

Uno dei Boeing 737-800 della flotta Aeroitalia

 

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“Brand simile a Alitalia”: la compagnia si adegua all’ordinanza dei giudici del tribunale civile di Roma. Ma la battaglia legale sarà ancora lunga
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ROMA – E adesso Aeroitalia dovrà ridipingere i suoi aerei bianchi, troppo simili a quelli della nobile defunta Alitalia. Anche il marchio Aeroitalia uscirà di scena per lo stesso motivo: ricorda Alitalia.

E non sparirà solo dai velivoli, anche dai check-in degli scali e dal sito aziendale. La giovane compagnia nazionale Aeroitalia si arrende, almeno per ora, al pressing giudiziario di Ita.

A ottobre del 2021, Ita stacca un assegno da 90 milioni per comprare il marchio Alitalia dai commissari gestori del fallimento. La mossa sottrae il brand Alitalia – popolare in tutto il mondo – alle grinfie delle compagnie concorrenti.

Nel 2022, intanto, muove i primi passi (nei cieli del Paese) un vettore nuovo, Aeroitalia. E subito i manager di Ita storcono il naso per quel nome (Aeroitalia), il marchio, le livree degli aeromobili, bianche con il tricolore. Tutto troppo simile – pensano – ad Alitalia.

Due contestazioni

Ita avvia così due contestazioni legali contro Aeroitalia, davanti al trib…

ROMA – E adesso Aeroitalia dovrà ridipingere i suoi aerei bianchi, troppo simili a quelli della nobile defunta Alitalia. Anche il marchio Aeroitalia uscirà di scena per lo stesso motivo: ricorda Alitalia.

E non sparirà solo dai velivoli, anche dai check-in degli scali e dal sito aziendale. La giovane compagnia nazionale Aeroitalia si arrende, almeno per ora, al pressing giudiziario di Ita.

A ottobre del 2021, Ita stacca un assegno da 90 milioni per comprare il marchio Alitalia dai commissari gestori del fallimento. La mossa sottrae il brand Alitalia – popolare in tutto il mondo – alle grinfie delle compagnie concorrenti.

Nel 2022, intanto, muove i primi passi (nei cieli del Paese) un vettore nuovo, Aeroitalia. E subito i manager di Ita storcono il naso per quel nome (Aeroitalia), il marchio, le livree degli aeromobili, bianche con il tricolore. Tutto troppo simile – pensano – ad Alitalia.

Due contestazioni

Ita avvia così due contestazioni legali contro Aeroitalia, davanti al tribunale civile di Roma. La prima deciderà la lite nel merito: un percorso lungo.

La seconda procede lungo una corsia preferenziale, per ragioni “cautelari”. Ita chiede ai giudici di fermare con urgenza il danno che ritiene di subire, ogni giorno, dalla mano alata di Aeroitalia. Vettore accusato di avere un nome e un marchio sfacciatamente simili a quelli di Alitalia. E nel cautelare Ita perde in primo grado, ma vince nel secondo, l’8 maggio 2025.

Le spese legali

Nella difesa complessiva dei suoi brand – ma anche dei brevetti e domini web – Ita non risparmia le cartucce. Tra il 2023 e il 2025, la compagnia – ora partecipata da Lufthansa al 41% – paga 741.696 euro a due studi legali. Sempre in questo triennio, versa a uno studio di consulenza altri 392.270 euro. E l’incarico per il 2025 (da 100.000 euro) rimanda al contenzioso con Aeroitalia. Ita chiede “assistenza legale per marchi, brevetti e domini ex Alitalia”.

L’ordinanza del tribunale civile dell’8 maggio 2025, quindi, dà ragione a Ita. Il giudice vieta «l’uso sia del marchio denominativo e figurativo Aeroitalia» sia«della lettera A tricolore stilizzata». Non solo in Italia, in tutta l’Ue. Blocca inoltre «l’utilizzo del dominio aeroitalia.com». Lo stop partirà dal primo gennaio 2026. E per ogni giorno di mancata osservanza, Aeroitalia verserà 1.000 euro di penale.

A maggio, l’ad di Aeroitalia Gaetano Intrieri cerca di aprire una trattativa con Ita. Spera anche che il governo Meloni lo aiuti. Ma Ita, ora a guida tedesca, rifiuta ogni dialogo. Intrieri allora decide una strategia d’emergenza.

Il risarcimento

Per tre mesi, fino al primo gennaio 2026, il marchio e il nome nuovi (sconosciuti) conviveranno con il vecchio sugli aerei, ai check-in, sul sito. Da gennaio, gli aerei – per andare al sodo – avranno solo il marchio e il nome nuovi, con sotto la scritta “operated by aeroitalia”.

Siamo dunque alla resa? Se dovesse vincere la lunga causa nel merito, Aeroitalia consumerà la sua vendetta. Chiederà a Ita un risarcimento del danno per 900 milioni di euro.

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