Spread, Francia e Italia sempre più vicine. Ora i mercati non fanno più differenza tra Roma e Parigi
MILANO – Italia e Francia non sono mai state così vicine. Non si parla ovviamente di geografia ma di finanza: per i mercati, che a bussare alle porte degli investitori in cerca di soldi in prestito sia Roma o Parigi oggi fa poca differenza.
I tre spread
Questo dicono i numeri. O almeno i due spread a confronto, più uno. I primi due, i differenziali di rendimento tra Italia e Germania e tra Francia e Germania sono sempre più allineati: 76 questa mattina per l’Italia, 65 per la Francia. Poi ci sarebbe anche un terzo spread, quello tra i due Paesi. Non è mai stato così basso: appena undici punti differenza, meno di tre anni fa, ad ottobre 2019, era a 189 e tornando indietro all’autunno nero della crisi dei debiti sovrani, il differenziale era addirittura oltre 380.
Le nubi su Parigi
Come spiega oggi il Financial Times pesano sull’avvicinament…
MILANO – Italia e Francia non sono mai state così vicine. Non si parla ovviamente di geografia ma di finanza: per i mercati, che a bussare alle porte degli investitori in cerca di soldi in prestito sia Roma o Parigi oggi fa poca differenza.
I tre spread
Questo dicono i numeri. O almeno i due spread a confronto, più uno. I primi due, i differenziali di rendimento tra Italia e Germania e tra Francia e Germania sono sempre più allineati: 76 questa mattina per l’Italia, 65 per la Francia. Poi ci sarebbe anche un terzo spread, quello tra i due Paesi. Non è mai stato così basso: appena undici punti differenza, meno di tre anni fa, ad ottobre 2019, era a 189 e tornando indietro all’autunno nero della crisi dei debiti sovrani, il differenziale era addirittura oltre 380.
Le nubi su Parigi
Come spiega oggi il Financial Times pesano sull’avvicinamento diversi fattori. Da una parte pesano in Francia le incognite sulla tenuta del governo, con il primo ministro Bayrou che ha già presentato una manovra da 44 miliardi che non ha numeri sufficienti in Parlamento per andare avanti e il deficit schizzato al 5,8% nel 2024, con impatto quindi anche sul debito, dall’altro c’è il giudizio complessivamente positivo dei mercati verso l’Italia, percepito meno rischiosa di un tempo
“È il cambiamento nei livelli di debito che conta — la Francia continua a registrare grandi disavanzi di bilancio ed è un rischio di credito in deterioramento”, ha dichiarato al Ft Mike Riddell, gestore di fondi di Fidelity International. “L’Italia gestisce la nave in modo più rigoroso, e viene ricompensata per questo”.
I mercati sembrano quindi avere archiviato una volta per tutte la distinzione tra paesi tradizionalmente “periferici” come Italia e Grecia, considerati un tempo più vulnerabili e un gruppo di Paesi “core” come la Francia, considerati più affidabili. I Paesi periferici ora sono “politicamente calmi”, ha detto ancora all’Ft Rohan Khanna, strategist di Barclays, mentre “tutto il rumore e il caos politico si sono spostati nei mercati core”.