Wikipedia finisce sotto assedio: “Troppi falsi prodotti con l’IA”. Stretta normativa in Inghilterra
di Aldo FontanarosaTUTTI i dolori di Wikipedia. L’enciclopedia popolare – che offre 65 milioni di articoli gratuiti in più di 300 lingue – è sotto attacco. Nuove leggi, ad esempio del Regno Unito, ne minacciano lo spirito libertario. Gli inglesi mal sopportano che gli autori dell’enciclopedia web siano tuttora protetti da un sostanziale anonimato.
E poi c’è l’Intelligenza artificiale. Wikipedia è un servizio che donne e uomini alimentano per aiutare altri umani. L’approccio, che Wikipedia difende, deve misurarsi con algoritmi capaci ormai di rompere ogni argine.
Se andate in Turchia, forse potreste visitare la fortezza di Amberlihisar, vicino Trebisonda. Del monumento ottomano datato 1466, Wikipedia ha parlato in una scheda piena di citazioni e link alle fonti. Peccato solo che la fortezza non esista.
L’imitazione
Wikipedia, che pure ha un sistema di verifica dei contenuti tra i più scrupolosi della Rete, impiega quasi un anno per smascherare il falso d’autore. Se “l’articolo-bufala” inganna i seve…
TUTTI i dolori di Wikipedia. L’enciclopedia popolare – che offre 65 milioni di articoli gratuiti in più di 300 lingue – è sotto attacco. Nuove leggi, ad esempio del Regno Unito, ne minacciano lo spirito libertario. Gli inglesi mal sopportano che gli autori dell’enciclopedia web siano tuttora protetti da un sostanziale anonimato.
E poi c’è l’Intelligenza artificiale. Wikipedia è un servizio che donne e uomini alimentano per aiutare altri umani. L’approccio, che Wikipedia difende, deve misurarsi con algoritmi capaci ormai di rompere ogni argine.
Se andate in Turchia, forse potreste visitare la fortezza di Amberlihisar, vicino Trebisonda. Del monumento ottomano datato 1466, Wikipedia ha parlato in una scheda piena di citazioni e link alle fonti. Peccato solo che la fortezza non esista.
L’imitazione
Wikipedia, che pure ha un sistema di verifica dei contenuti tra i più scrupolosi della Rete, impiega quasi un anno per smascherare il falso d’autore. Se “l’articolo-bufala” inganna i severi radar di Wikipedia è perché è opera di un’intelligenza artificiale. Gli algoritmi, che studiano in pochi secondi centinaia di migliaia di contenuti autentici dell’enciclopedia, hanno facile gioco ad imitarli, appena un falsario chiede loro di farlo.
Intrusioni come queste hanno allarmato Wikipedia, preoccupata anche dalle pagine ibride che miscelano parti scritte dagli umani ad altre opera dell’IA, senza dichiararlo. Il fenomeno non è più trascurabile. Lo studio della Princeton University (“The Rise of AI-Generated Content in Wikipedia”) certifica che gli algoritmi hanno creato – in tutto o in parte - il 5% delle nuove pagine in inglese, ad agosto 2024.
E allora Wikipedia prende delle contromisure. Di norma, i suoi editor e controllori discutono almeno una settimana prima di cancellare una pagina controversa. Ora una procedura accelerata permette a un wikipediano – un membro della comunità, ma con le credenziali di amministratore – di eliminare subito un contenuto IA quando contiene “palesi falsità” o maschera una pubblicità sotto forma di informazione.
La pubblicità
Fuori gioco è finita ad esempio una pagina - algoritmica - che citava ad arte un albergo a Villa Llao Llao mentre descriveva l’omonima regione argentina.
Se affondano subito i contenuti fasulli o pubblicitari, gli editor di Wikipedia vanno a caccia di singoli errori in pagine generate probabilmente dall’Intelligenza artificiale ma corrette, almeno in parte. Un lavoro estenuante.
In questo scenario, arriva il sorpasso. ChatGPT viene visitato più volte di Wikipedia negli Stati Uniti ad aprile 2025: 780 milioni contro 716 (fonte: Similarweb).
Le brevi sintesi
Avvertito il fiato sul collo delle IA, la fondazione che controlla Wikipedia (si chiama Wikimedia) tenta una timida apertura alle tecnologie generative, tra maggio e giugno 2025. Una funzione sperimentale permetteva ai navigatori di leggere brevi sintesi di una pagina: riassunti opera degli algoritmi.
L’esperimento è durato appena 10 giorni perché la comunità di autori volontari di Wikipedia (260.000) si è ribellata all’intrusione.
L’11 agosto, infine, un giudice inglese chiude con un salomonico pareggio la causa che Wikipedia ha intentato contro la legge a tutela della sicurezza in Internet (l’Online Safety Act). La legge può imporre a Wikipedia di identificare i suoi autori volontari (ora forniscono solo un indirizzo email per creare un profilo). L’obbligo, se confermato dal garante Ofcom chiamato a decidere, porterebbe a un’emorragia di autori, contenuti, e a cascata di lettori.