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Fate spazio all’IA, ora gli Stati Uniti costruiscono più data center che uffici

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Negli Stati Uniti è corsa a realizzare edifici per ospitare i centri di calcolo dell’intelligenza artificiale. Cantieri in aumento anche in Italia e in Europa. Ma c’è chi chiede: serviranno davvero?
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ROMA – Molti pensano che l’Intelligenza artificiale toglierà il posto di lavoro a milioni di colletti bianchi, altri che si limiterà ad assisterli. Di certo gli Stati Uniti e il mondo si stanno già attrezzando per un lavoro diverso, con meno posto – nel senso di spazio – per gli esseri umani e molto di più per le IA. Lo mostra un dato epocale pubblicato qualche giorno fa dal dipartimento di Statistica americano, secondo cui le costruzioni di centri di calcolo, che da tre anni a questa parte stanno esplodendo, hanno quasi raggiunto quelle dei tradizionali uffici. Di questo passo il sorpasso potrebbe avvenire a breve, nel giro di qualche mese, certificando il fatto che sul pianeta è comparsa un’intelligenza che garantisce maggiori ritorni per metro quadro di quella umana.

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ROMA – Molti pensano che l’Intelligenza artificiale toglierà il posto di lavoro a milioni di colletti bianchi, altri che si limiterà ad assisterli. Di certo gli Stati Uniti e il mondo si stanno già attrezzando per un lavoro diverso, con meno posto – nel senso di spazio – per gli esseri umani e molto di più per le IA. Lo mostra un dato epocale pubblicato qualche giorno fa dal dipartimento di Statistica americano, secondo cui le costruzioni di centri di calcolo, che da tre anni a questa parte stanno esplodendo, hanno quasi raggiunto quelle dei tradizionali uffici. Di questo passo il sorpasso potrebbe avvenire a breve, nel giro di qualche mese, certificando il fatto che sul pianeta è comparsa un’intelligenza che garantisce maggiori ritorni per metro quadro di quella umana.

La corsa all’oro

Data center in campagna, dunque, invece di open space in centro città. Colonne di server anziché sedie e scrivanie. Centrali energetiche e poderosi impianti di raffreddamento al posto di mense e aria condizionata. Dall’inizio del 2023, cioè dopo che il debutto in società di ChatGPT ha rivelato le potenzialità dell’IA, gli investimenti nei centri dati, e in particolare in quelli più potenti – gli hyperscaler – sono decollati. Solo nei primi tre mesi del 2025 negli Stati Uniti hanno raggiunto i 134 miliardi di dollari, in crescita del 53% in un anno. Quasi la metà viene da quattro giganti della potenza di calcolo in cloud, cioè Amazon, Google, Meta e Microsoft, che in parte la tengono per sé e in parte la vendono ad altri. Ma in questa corsa all’oro si sono lanciati anche operatori specializzati nei data center, gruppi dell’immobiliare – quelli che un tempo costruivano uffici e centri commerciali – e ovviamente i maggiori fondi di investimento. Domina la scena l’America, ancora di più dopo che Trump ha steso un tappeto rosso davanti ai big del settore, con ampio vantaggio sulla Cina e abissale sugli altri. Ma i cantieri si moltiplicano anche in Europa e in Italia, specie attorno a Milano, capitale economica e snodo delle nostre reti di connessione.

Domanda di calcolo

Alcuni sottolineano l’impatto che questi mastodontici impianti pieni di superchip creano sui territori, con il consumo di suolo e la loro insaziabile fame di energia (si spera più rinnovabile possibile). E ora qualcuno inizia anche a mettere in dubbio il fatto che tanta potenza di calcolo serva davvero, avvertendo che se l’IA si rivelasse meno utile e redditizia del previsto questi investimenti potrebbero far esplodere una gigantesca bolla tecno-immobiliare. La decisione di Microsoft di fermare un cantiere in Ohio è stata un piccolo campanello d’allarme. Ma convinzioni e numeri, almeno per ora, puntano in direzione opposta, quella di un’ulteriore accelerazione. L’adozione delle applicazioni dell’IA, sia da parte delle aziende che dei privati, è appena agli inizi. La società di consulenza McKinsey stima che da qui al 2030 serviranno investimenti in data center per quasi 7 mila miliardi di dollari. «Per quanto veloci siamo ad aggiungere capacità, viene subito consumata», ha detto l’amministratore delegato di Amazon, Andy Jassy. Tradotto: al momento nessun investimento è più lucrativo di costruire un centro dati in più.

Di rado nella storia dell’economia si è visto qualcosa di simile. Basti pensare che in questi mesi lo sviluppo di data center sta da solo supportando oltre un terzo della crescita americana. E mentre questi nuovi uffici si popolano di intelligenze sintetiche, dei vecchi uffici, quelli per le persone, si sente meno bisogno.

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