Rossinyol: “Il calo dei voli negli Usa non frena la crescita di Avolta. Autogrill è centrale”
di Sara BennewitzMILANO – Nonostante il calo dei voli Usa a causa dei timori di una recessione legata ai dazi, Avolta cresce da dodici trimestri consecutivi e, spiega l’ad Xavier Rossinyol, mantiene un cuore a Milano con Autogrill e uno a Zurigo con i duty-free: «In Italia abbiamo vendite record di parmigiano, limoncello e tiramisù».
Tre anni fa unendo Autogrill con Dufry in Avolta siete diventati leader mondiale del travel retail, qual è il vantaggio di essere un solo gruppo?
«Nel settembre 2022, quando abbiamo presentato il nostro piano al 2027, molti investitori erano scettici. Dopo 12 trimestri di crescita abbiamo dimostrato che la nostra visione era corretta. Così come ci piace stupire quei 2,5 miliardi di passeggeri che ogni anno transitano nei nostri punti vendita, ugualmente non ci piace sorprendere chi investe su di noi: questo è un business in costante crescita, e avere una forte diversificazione a livello geografico e a livello di offerta ci consente di contrastare i rischi geopolitici, …
MILANO – Nonostante il calo dei voli Usa a causa dei timori di una recessione legata ai dazi, Avolta cresce da dodici trimestri consecutivi e, spiega l’ad Xavier Rossinyol, mantiene un cuore a Milano con Autogrill e uno a Zurigo con i duty-free: «In Italia abbiamo vendite record di parmigiano, limoncello e tiramisù».
Tre anni fa unendo Autogrill con Dufry in Avolta siete diventati leader mondiale del travel retail, qual è il vantaggio di essere un solo gruppo?
«Nel settembre 2022, quando abbiamo presentato il nostro piano al 2027, molti investitori erano scettici. Dopo 12 trimestri di crescita abbiamo dimostrato che la nostra visione era corretta. Così come ci piace stupire quei 2,5 miliardi di passeggeri che ogni anno transitano nei nostri punti vendita, ugualmente non ci piace sorprendere chi investe su di noi: questo è un business in costante crescita, e avere una forte diversificazione a livello geografico e a livello di offerta ci consente di contrastare i rischi geopolitici, le fluttuazioni valutarie, e di garantire ricavi in aumento del 5-7% l’anno, margini in espansione con un’accelerazione nella capacità di generare cassa. A guardare gli investimenti in infrastrutture e flotte aeree, se nel 2024 c’erano 9,5 miliardi di passeggeri in volo, nel 2045 saliranno a 18,7 miliardi. Non tutti i Paesi cresceranno alla stessa velocità, ma nel lungo periodo l’aumento dei voli salirà del 3-4% all’anno, trend che neppure la pausa legata al Covid ha invertito».
Tra guerre e dazi, come procede l’estate 2025?
«Le tendenze, con i conflitti in Israele e in Ucraina, sono di una forte affluenza di viaggi nell’Europa occidentale, e di un calo, per la prima volta da anni, dei voli interni negli Usa. Lì la paura di una recessione, che man mano che si chiariscono gli accordi sui dazi va calando, ha indotto gli americani a tagliare sui viaggi. Detto questo, dal nostro osservatorio, l’Italia anche con il dollaro debole resta una delle mete preferite dei turisti americani, a scapito del Messico».
Quali sono i prodotti più venduti nel nostro Paese?
«Il parmigiano reggiano sotto vuoto, il limoncello, e tra i voli spopola il tiramisù. Nel resto del mondo vendiamo in prevalenza profumi e alcolici, in Italia la spesa dei viaggiatori stranieri si concentra in modo particolare sul cibo e sul vino».
Ma i rincari in Autogrill allarmano i consumatori…
«Siamo sempre molto attenti a trovare un prezzo giusto nel rispetto dei nostri clienti, senza lesinare su servizi e qualità. Autogrill però è un ristorante particolare, difficile da paragonare agli altri: resta aperto 24 ore al giorno; pur essendo in concessione, sono a nostro carico tutte le spese di manutenzione, comprese le toilette. Infine il costo medio delle concessioni di Avolta a livello mondiale è pari a circa il 25% dei ricavi, e il traffico nelle autostrade cresce meno che in aeroporto. Detto questo, puntiamo molto su Autogrill: Milano è il nostro hub del f&b (la divisione food and beverage, ndr), Zurigo quello dei duty free: abbiamo un cuore in Italia e uno in Svizzera».
Italiano è anche il vostro maggior azionista: la Edizione dei Benetton ha in mano il 22%.
«Edizione è un socio importante di lungo termine che esprime tre consiglieri su 12, tra cui Alessandro Benetton come presidente onorario. Alessandro dice sempre quello che pensa e ha portato un grande contributo sull’innovazione, la digitalizzazione, l’IA e l’analisi dei dati per meglio servire i nostri clienti. Inoltre si è speso moltissimo per la componente sociale di Avolta e per i suoi 70mila dipendenti. Abbiamo tante iniziative benefiche per non sprecare cibo e per aiutare le comunità locali, un esempio è la partnership con One water per progetti speciali nei Paesi dove l’acqua è una risorsa scarsa».
Richemont ha il 5% di Avolta...
«Siamo felici che Richemont veda nei duty-free e in Avolta un partner importante, tanto da aver investito nel capitale, ma i rapporti commerciali con il gruppo del lusso e i suoi marchi sono gli stessi che abbiamo con tutti gli altri clienti».
Con i margini che salgono e il debito sceso a 2,1 volte il Mol, studiate nuove acquisizioni?
«Non siamo ossessionati dalla crescita, ma dalla creazione di valore. Siamo già il leader mondiale del travel retail e F&B, ci sono aree geografiche dove siamo poco presenti e dove vediamo un potenziale di crescita, come l’Africa, che in futuro potrebbero essere interessanti. Continuiamo a studiare possibili operazioni, ma non vedo all’orizzonte iniziative come quella tra Dufry e Autogrill: passaggi che richiedano un aumento di capitale. Ora un terzo della nostra cassa è destinato al pagamento dei dividendi, quello che non sarà investito nel deleverage - la diminuzione del debito - e in nuove operazioni di fusioni e acquisizioni sarà restituito ai soci».