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Perché Piazza Affari corre (ai massimi dal 2007) e i Btp sono più cercati dagli investitori esteri

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L’instabilità politica in Germania e Francia ha effetti sullo spread italiano. Ma a Milano l’impulso agli scambi potrebbe essere a tempo
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Mentre Piazza Affari continua la sua corsa portandosi sui valori del 2007, superando le flessioni di tutte le crisi economiche e finanziarie degli ultimi 18 anni, il debito pubblico italiano spaventa sempre meno gli investitori stranieri nonostante sia ormai sopra i 3 mila miliardi di euro. Banca d’Italia ieri ha evidenziato l’apprezzamento crescente dei titoli italiani per gli investitori stranieri.

Secondo le statistiche di giugno sulla bilancia dei pagamenti e posizione patrimoniale sull’estero, sono cresciuti di 45,5 miliardi gli investimenti internazionali sui titoli di portafoglio italiani. Di questi, 34,2 miliardi sono in titoli pubblici, come non succedeva dal pre-Covid, ai massimi dal 2019. Ormai gli investitori stranieri detengono oltre un terzo del debito ital…

Mentre Piazza Affari continua la sua corsa portandosi sui valori del 2007, superando le flessioni di tutte le crisi economiche e finanziarie degli ultimi 18 anni, il debito pubblico italiano spaventa sempre meno gli investitori stranieri nonostante sia ormai sopra i 3 mila miliardi di euro. Banca d’Italia ieri ha evidenziato l’apprezzamento crescente dei titoli italiani per gli investitori stranieri.

Secondo le statistiche di giugno sulla bilancia dei pagamenti e posizione patrimoniale sull’estero, sono cresciuti di 45,5 miliardi gli investimenti internazionali sui titoli di portafoglio italiani. Di questi, 34,2 miliardi sono in titoli pubblici, come non succedeva dal pre-Covid, ai massimi dal 2019. Ormai gli investitori stranieri detengono oltre un terzo del debito italiano, e le ultime aste di Btp non hanno che confermato l’appetibilità per i titoli emessi da Roma.

Lo spread con Germania e Francia

L’Italia fa meno fatica a trovare investitori disposti ad acquistarli e questa fiducia si trasmette anche nel calo dei rendimenti. Lo spread con i Bund decennali tedeschi prosegue da quasi tre anni ma dallo scorso giugno il differenziale di rendimento è stabilmente sotto i 100 punti. Ieri è risalito a 80,6, dopo esser sceso anche a 79 punti, registrando un calo di rendimento inferiore a quello tedesco. A incidere sull’assottigliamento tra gli interessi dei titoli dei due Paesi non è (solo) la fiducia assegnata ai conti del nostro Paese. Ma un segnale che i mercati danno a Berlino e alle aspettative sulla sua solidità, soprattutto politica. Dopo l’annuncio dell’allentamento delle rigorose politiche di spesa pubblica del cancelliere Merz lo scorso marzo, i rendimenti sui Bund erano schizzati in alto per poi riscendere. Ora stanno lentamente tornando ai valori massimi registrati nel 2023 e prima ancora nel 2011.

A saltare agli occhi in questi giorni poi è un altro spread, quello con la Francia. Anche se ai cugini d’Oltralpe «fa male sentirlo dire», come ha scritto Le Monde, il differenziale tra le obbligazioni statali a 10 anni è scivolato sotto i 10 punti e ieri è risalito a 11,6. A pesare sulle valutazioni del mercato è l’instabilità del governo di Parigi, con il primo ministro François Bayrou che viene da mesi turbolenti e senza una solida maggioranza in Assemblea. Dal 2011-2012 si sono quasi azzerati i 400 punti base in più che Roma doveva offrire al mercato per rendere le sue obbligazioni appetitose come quelle di Parigi.

Lo sprint di Piazza Affari

In stato di grazia anche Piazza Affari che, dopo il crollo a inizio aprile per gli annunci sui dazi, prosegue la sua ascesa e ieri ha chiuso a +0,89% superando i 43 mila punti, ai massimi dal maggio del 2007. Per ora, gli effetti negativi delle tensioni geopolitiche e commerciali sono assorbiti dal risiko bancario. A Milano i record sono infatti alimentati dagli acquisti sugli istituti di credito, che fanno segnare all’indice Ftse Italia banche +53% da gennaio. Un impulso che tra qualche mese si esaurirà.

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