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Estée Lauder, conti in rosso: il gruppo crolla a Wall Street

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Il colosso dei cosmetici Usa, che controlla il marchio Tom Ford, chiude l’anno fiscale a fine giugno con 1,13 miliardi di dollari di perdite
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MILANO – L’effetto rossetto, ovvero quello che in tempi di incertezza favorisce la vendita dei trucchi non funziona più, e i conti del colosso Usa dei cosmetici Estée Lauder si tingono di rosso

Il gruppo controllato dall’omonima famiglia ha infatti chiuso l’anno fiscale che termina al 30 giugno con una perdita netta di 1,13 miliardi di dollari, una brutta notizia per il gruppo che controlla il marchio Tom Ford ed è un cliente dell’italiana Intercos. Il brand dello stilista texano è in licenza con il gruppo Zegna, che produce i vestiti e gli accessori di Ford, mentre Marcolin ha comprato la licenza perpetua degli occhiali del marchio Usa.

Ricavi in calo da tre anni, ma primo bilancio in rosso

Fatto sta che i ricavi annuali di Estée Lauder sono scesi dell’8% a 14,3 …

MILANO – L’effetto rossetto, ovvero quello che in tempi di incertezza favorisce la vendita dei trucchi non funziona più, e i conti del colosso Usa dei cosmetici Estée Lauder si tingono di rosso

Il gruppo controllato dall’omonima famiglia ha infatti chiuso l’anno fiscale che termina al 30 giugno con una perdita netta di 1,13 miliardi di dollari, una brutta notizia per il gruppo che controlla il marchio Tom Ford ed è un cliente dell’italiana Intercos. Il brand dello stilista texano è in licenza con il gruppo Zegna, che produce i vestiti e gli accessori di Ford, mentre Marcolin ha comprato la licenza perpetua degli occhiali del marchio Usa.

Ricavi in calo da tre anni, ma primo bilancio in rosso

Fatto sta che i ricavi annuali di Estée Lauder sono scesi dell’8% a 14,3 miliardi di dollari — che invece ha difeso un margine lordo pari al 74% delle vendite. Tuttavia a crollare è stato l’utile operativo, passato dai 970 milioni del 2024 a un rosso di 785 milioni di dollari al 30 giugno. Inoltre anche l’esercizio che è appena iniziato non sarà in discesa: sui conti di Estée Lauder, oltre gli oneri della ristrutturazione in corso, peseranno 100 milioni di maggiori costi legati ai dazi.

«Dopo aver chiuso l’anno fiscale 2025 come previsto, rimaniamo totalmente concentrati sulla continua realizzazione della nostra visione strategica di una bellezza reinventata con eccellenza — ha dichiarato Stéphane de La Faverie, che a gennaio è subentrato al timone al posto dello storico ad Fabrizio Freda — nonostante la continua volatilità del contesto esterno, abbiamo iniziato l’anno fiscale 2026 con segnali di slancio e fiducia nelle nostre prospettive di crescita organica delle vendite quest’anno, dopo tre anni di flessione, e di inizio della ricostruzione della redditività operativa, con l’obiettivo di raggiungere un solido margine operativo rettificato a due cifre nei prossimi anni».

Il management è fiducioso, ma il mercato un po’ meno

Se il ceo di Lauder La Faverie si aspettava un 2025 di questo tenore, il mercato è rimasto sorpreso da una perdita per azione pari a 3,15 dollari (dagli 1,08 dollari di utile per azione dell’esercizio precedente) e il titolo a Wall Street ieri ha perso quasi il 6% pari a una capitalizzazione di oltre 30 miliardi di dollari.

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