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Labubu vola nelle vendite e in Borsa: perché per i “pupazzi” cinesi siamo pronti a tutto

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Pop Mart, l’azienda del 38enne Wang Ning che li produce, capitalizza ora 27 miliardi di dollari e cresce a ritmi vertiginosi
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L’ultima ossessione della nostra estate, e l’ultima frontiera della tiktokizzazione dei nostri gusti - sempre più virali, frivoli ed effimeri - ha le orecchie a punta, gli occhi spiritati e i denti aguzzi dei pupazzotti Labubu. Li vuole perfino Madonna, icona delle icone pop, che qualche giorno fa per il suo compleanno toscano se n’è fatto mettere uno gigante (e rosa) sulla torta. Li vogliono bambini, giovani e giovani adulti disposti a ore di fila sotto il solleone di agosto pur di comprarne uno. Ma avutone uno bisogna averli tutti, e quindi comprarsi un’altra delle “blind box” da 20 euro in cui si nascondono, e poi un’altra, e poi un’altra ancora.

Le “blind box” e la formula cinese

Gioco della collezione e della scoperta vecchio come le figurine Panini, ma che nella moltiplicazione dei social è diventato spettacolo globale. E sta fruttando all’azienda cinese Pop Mart e al suo fondatore Wang Ning una fortuna miliardaria.

L’ultima ossessione della nostra estate, e l’ultima frontiera della tiktokizzazione dei nostri gusti - sempre più virali, frivoli ed effimeri - ha le orecchie a punta, gli occhi spiritati e i denti aguzzi dei pupazzotti Labubu. Li vuole perfino Madonna, icona delle icone pop, che qualche giorno fa per il suo compleanno toscano se n’è fatto mettere uno gigante (e rosa) sulla torta. Li vogliono bambini, giovani e giovani adulti disposti a ore di fila sotto il solleone di agosto pur di comprarne uno. Ma avutone uno bisogna averli tutti, e quindi comprarsi un’altra delle “blind box” da 20 euro in cui si nascondono, e poi un’altra, e poi un’altra ancora.

Le “blind box” e la formula cinese

Gioco della collezione e della scoperta vecchio come le figurine Panini, ma che nella moltiplicazione dei social è diventato spettacolo globale. E sta fruttando all’azienda cinese Pop Mart e al suo fondatore Wang Ning una fortuna miliardaria.

Già, perché con TikTok, oltre che l’universo estetico ed emotivo, Labubu condivide anche il passaporto. Quello della Repubblica popolare cinese, superpotenza che - dicono molti - non riesce proprio ad affascinare i cuori e l’immaginario del mondo come fanno i rivali americani. Ma le cui aziende ci riescono eccome, dai prodotti più tecnologici come auto e smartphone a quelli più quotidiani, per di più con la cinesissima formula che punta tutto sul potere della viralità e dei grandi numeri.

La storia di Labubu: vale più di Barbie, Transformers e Hello Kitty

A inventarsi Labubu una decina di anni fa è stato un illustratore di nome Kasing Lung, oggi 52enne, cresciuto tra Hong Kong e l’Olanda. Dice di essersi ispirato alle creature delle mitologia nordica. Ma la sua trasformazione in fenomeno globale è tutta farina del sacco di Wang Ning, che nel 2010 subito dopo una laurea (breve) da pubblicitario aveva aperto a Pechino un negozio di nome Pop Mart, e che poi - scopiazzando dal Giappone - lo ha trasformato in un produttore di giochi disegnati in partnership con artisti più o meno noti. L’azienda è quotata in Borsa dal 2020, ma è un paio di anni fa, quando Labubu è diventato mania in Cina e in Asia, che le vendite - e il suo patrimonio - hanno iniziato davvero a decollare. Per ora non si fermano: a settembre, ha detto, si dovrebbero superare le 10 milioni di unità vendute al giorno. Così in questo momento Pop Mart vale 46 miliardi di euro, più di Barbie, Transformers e Hello Kitty messi insieme, tre concorrenti mica da ridere. E secondo la classifica “in tempo reale” di Forbes il 38enne Wang ha una fortuna di 26 miliardi di dollari, 83esimo uomo più ricco al mondo e nono più ricco della Cina, davanti al fondatore di Byd, il colosso delle batterie e delle auto elettriche, e a un’incollatura da Jack Ma, grande maestro del digitale cinese.

Labubu dopo Labubu

Mica male per un pupazzetto peloso. Così importante da farsi bandire dalle autorità, come gli è successo nel Sud della Libia, per “non conformità alla morale islamica”. Ci si chiede ora del fenomeno Labubu: quanto durerà? E guardando ad analoghe manie del recente passato, come per esempio i pupazzetti digitali chiamati Nft, verrebbe da rispondere: non molto, sparirà veloce come è arrivato. Pop Mart proverà a mantenere vivo l’interesse moltiplicando collezioni e rarità: una versione verde menta alta oltre un metro, per dire, è stata battuta all’asta a Pechino per 170 mila dollari. Per un po’ ci riuscirà, poi non più. Ma non è detto che la fortuna di Wang finisca con quello del suo mostriciattolo, se riuscirà a inventarsene un altro che scateni la stessa ondata globale. Dimenticato Labubu, avremo ancora bisogno di qualche feticcio per cui ossessionarci, metterci ore in fila sotto la pioggia o sotto il sole, sentirci parte di qualcosa di più grande, e spendere i nostri soldi. È questo il vero gioco.

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