ROMA – Vendere la propria immagine all’intelligenza artificiale e poi ripensarci e rivolere se stessi. Può succedere, anzi è appena successo, e quindi pensateci bene prima di fare passi falsi. Il Nyt racconta la storia di Scott Jacqmein, un attore 52enne di Dallas, che è diventato l’uomo delle “infinite pubblicità su TikTok”. Naturalmente senza saperlo. Jacqmein ha improvvisamente ricevuto molteplici telefonate di amici e conoscenti che lo hanno visto sponsorizzare (spesso in contemporanea) un marketplace di preventivi assicurativi, una app di oroscopi giornalieri e un sito di rompicapi. In un ulteriore video si esprime persino in un fluente spagnolo.
La crisi di identità
Il problema è che il signor Jacqmein non si riconosce affatto in questi spot: per primo non parla spagnolo, …
ROMA – Vendere la propria immagine all’intelligenza artificiale e poi ripensarci e rivolere se stessi. Può succedere, anzi è appena successo, e quindi pensateci bene prima di fare passi falsi. Il Nyt racconta la storia di Scott Jacqmein, un attore 52enne di Dallas, che è diventato l’uomo delle “infinite pubblicità su TikTok”. Naturalmente senza saperlo. Jacqmein ha improvvisamente ricevuto molteplici telefonate di amici e conoscenti che lo hanno visto sponsorizzare (spesso in contemporanea) un marketplace di preventivi assicurativi, una app di oroscopi giornalieri e un sito di rompicapi. In un ulteriore video si esprime persino in un fluente spagnolo.
La crisi di identità
Il problema è che il signor Jacqmein non si riconosce affatto in questi spot: per primo non parla spagnolo, non ha la sua tipica barba ma soprattutto la voce e i gesti appaiono un po' forzati. A dir poco meccanici. Una sorta di crisi di identità in piena regola. Di conseguenza ora che Scott vede il suo avatar in azione si è amaramente pentito. Ma cosa è successo per provocare simili cambiamenti? Le pubblicità sono state realizzate utilizzando il suo "avatar digitale", alimentato dall'intelligenza artificiale, dopo che l'anno scorso ha concesso in licenza la sua immagine a TikTok. Il risultato è che ad oggi diverse versioni del signor Jacqmein sono in circolazione su Internet, vendendo qualsiasi cosa un inserzionista voglia fargli vendere.
L'anno scorso, TikTok ha introdotto degli Avatar Ai come protagonisti di annunci video che appaiono senza soluzione di continuità nel feed infinito dell'app. L'immagine di Jacqmein è solo una delle oltre dodici tra cui gli inserzionisti di TikTok possono scegliere per promuovere i propri prodotti, a seconda dell'età, del sesso o dell'etnia preferita. Gli attori si trovano così a dover gestire la perdita di controllo sulla propria immagine.
Paghe miserabili
E ad alcuni è stata pagata una miseria per le loro immagini. Viceversa il progetto sembra essere un buon affare per TikTok. Si stima che l'azienda ricaverà oltre 10 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie negli Stati Uniti all'anno. Nello specifico il signor Jacqmein racconta di aver ricevuto una paga di 750 dollari e un viaggio nella Bay Area. E non è uno tra quelli trattati peggio. Tracy Fetter, artista e comica occasionale, ha dichiarato di essere stata pagata meno di 1.000 dollari per lo stesso lavoro.
Un altro artista che ha parlato con il Nyt a condizione di rimanere anonimo perché la sua immagine era stata utilizzata in quelle che considerava pubblicità imbarazzanti, (tra cui quella di un integratore di fibre rivolto agli uomini gay, in cui il suo avatar dichiarava determinate preferenze sessuali) ha dimostrato di essere stato pagato 500 dollari. I compensi sono decisamente più bassi rispetto alle tariffe approssimative per gli attori commerciali. che guadagnano spesso dai 300 ai 2500 dollari per gli spot pubblicitari.
I problemi in passato
TikTok si era già trovata nei guai l'anno scorso quando una selezione dei suoi avatar AI appena rilasciati avevano recitato parti del Mein Kampf di Hitler. TikTok aveva affermato all'epoca che il problema riguardava un piccolo numero di utenti che utilizzavano una "versione di test interna dello strumento", anziché lo strumento offerto agli inserzionisti, e che se la Cnn avesse provato a caricare il contenuto dannoso su TikTok, sarebbe stato respinto per violazione delle sue politiche.