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Haefele (Ubs): “Intesa sui dazi positiva. L’economia soffrirà ma le Borse possono ancora correre”

Mark Haefele, chief investment officer di Ubs Global Wealth Management 

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Il capo degli investimenti del wealth management della banca svizzera: “Valutazioni sul tech molto elevate, ma non ai livelli di una bolla. La Fed taglierà 100 punti, la Bce ha quasi finito: l’euro si rafforzerà”
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La dichiarazione Ue-Usa sui dazi “è una sorpresa positiva che darà maggiore fiducia a imprese e consumatori sulla tenuta” dell’intesa. Il colpo della guerra commerciale su economia e prezzi ci sarà, ma “la parziale risoluzione delle questioni commerciali, con le opportunità derivanti dalla politica fiscale Usa e dai temi legati all’innovazione nell’IA e nell’elettrificazione dovrebbero sostenere i continui guadagni delle azioni globali nei prossimi sei-dodici mesi”. Mark Haefele, chief investment officer di Ubs Global Wealth Management, vede il bicchiere mezzo pieno dopo una settimana volatile per i listini, aperta dai timori sul tech e chiusa dall’euforia per l’apertura di Jerome Powell ai tagli dei tassi Fed.

Come giudica l’accordo sui dazi?

“Il nostro scenario è che l’a…

La dichiarazione Ue-Usa sui dazi “è una sorpresa positiva che darà maggiore fiducia a imprese e consumatori sulla tenuta” dell’intesa. Il colpo della guerra commerciale su economia e prezzi ci sarà, ma “la parziale risoluzione delle questioni commerciali, con le opportunità derivanti dalla politica fiscale Usa e dai temi legati all’innovazione nell’IA e nell’elettrificazione dovrebbero sostenere i continui guadagni delle azioni globali nei prossimi sei-dodici mesi”. Mark Haefele, chief investment officer di Ubs Global Wealth Management, vede il bicchiere mezzo pieno dopo una settimana volatile per i listini, aperta dai timori sul tech e chiusa dall’euforia per l’apertura di Jerome Powell ai tagli dei tassi Fed.

Come giudica l’accordo sui dazi?

“Il nostro scenario è che l’aliquota tariffaria effettiva degli Usa si stabilizzerà vicino al 15% entro la metà del prossimo anno per la maggior parte dei Paesi. I dazi potrebbero ridurre la crescita del Pil reale americano di circa un punto percentuale e aumentare l’indice dei prezzi al consumo della stessa entità nei prossimi dodici mesi. L’economia europea rimarrà al di sotto della media per il resto dell’anno, con una crescita di circa l’1,1 per cento. L’Europa ha punti di forza che possono attrarre investitori, come la leadership nelle tecnologie verdi. In ottica lungimirante, la sua crescita beneficerebbe se attuasse le raccomandazioni di riforma di Draghi”.

Perché allora i mercati dovrebbero essere ottimisti?

“Gli investitori continuano a seguire da vicino i piani commerciali dell'amministrazione Trump, soprattutto per quanto riguarda i dazi settoriali, ma la gamma di possibili esiti sembra ora più limitata, il che è positivo per i mercati”.

Venerdì c’è stata euforia per le parole del governatore Powell che ha aperto ai tagli al costo del denaro. Cosa si aspetta dalle Banche centrali?

“La Fed inizierà a tagliare i tassi a settembre, prevediamo 100 punti base totali nei prossimi dodici mesi. Al contrario la Bce è più vicina alla fine del suo ciclo: riteniamo probabile un taglio a ottobre prima di una pausa. L’euro sarà un beneficiario chiave di questi sviluppi, perché gli investitori cercheranno di diversificare rispetto al dollaro. Gli sviluppi positivi dei negoziati tra Russia e Ucraina potrebbero dare un ulteriore impulso all'euro”.

Non mancano però i timori di una bolla tech, acuiti da uno studio del Mit per il quale il 95% dei progetti IA non è profittevole: c’è da avere paura?

"Quel dato va contestualizzato in una recente performance di mercato molto forte, dopo la quale un breve periodo di presa di profitto non sorprende. Non sottovalutiamo i rischi, viste le elevate valutazioni di mercato. Il rapporto prezzo/utili dell'S&P 500 è a 22,5, nel 99esimo percentile degli ultimi 20 anni, con i "Magnifici 7" a 29,5. Ma nel 1999 le principali aziende tech raggiungevano un multiplo di 82. Oggi non ci sono livelli preoccupanti di leva finanziaria e il sentiment non è eccessivamente ottimista, inoltre il calo dei tassi dovrebbe sostenere i mercati”.

Scommette ancora sull’IA?

"Ci saranno vincitori e vinti ed è anche possibile un periodo di "indigestione". Ma nel lungo termine restiamo fiduciosi che l’investimento darà un ritorno. L’IA offre un'opportunità di fatturato annuo di circa 1.500 miliardi di dollari, rispetto agli attuali 500 miliardi di dollari di spese in conto capitale”.

Quali suggerimenti per un portafoglio autunnale?

"I due messaggi più importanti per gli investitori in questo momento sono di investire la liquidità e acquistare azioni durante i ribassi del mercato. Gli investitori sottoallocati in azioni dovrebbero aumentare gradualmente l'esposizione, concentrandosi su tecnologia, health care, utilities e finanza statunitensi, nonché su dividendi svizzeri di alta qualità, industriali europei, tecnologia cinese e India. Apprezziamo anche i temi di crescita strutturale nell'intelligenza artificiale, nell'energia e nelle risorse e nella longevità, poiché la storia dimostra che l'innovazione guida i rendimenti a lungo termine. Infine, preferiamo cercare diversificatori di portafoglio. L'oro rimane una potenziale copertura contro i rischi politici ed economici, come dimostrato dal nostro recente aumento del target di prezzo a 3.700 dollari l'oncia entro giugno prossimo. Nel lungo termine, riteniamo inoltre che sia opportuno diversificare con strumenti alternativi, attraverso hedge fund, private credit e asset reali globali, per offrire nuove fonti di rendimento, a condizione di un'attenta gestione di rischi come l'illiquidità e l'utilizzo di denaro preso in prestito”.

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