Ørsted crolla alla Borsa di Copenhagen, Trump ha fermato i lavori in un parco eolico quasi pronto
di Emma BonottiMILANO – Ancora guai per Ørsted. Il colosso danese delle energie rinnovabili, primo al mondo per la produzione di impianti per l’eolico offshore, ha archiviato una pesante seduta in Borsa (-16,4% a 179,1 corone danesi), finendo in fondo all’indice Stoxx Europe 600. La causa va ricercata oltre oceano, in un ordine esecutivo emesso venerdì scorso dal presidente Donald Trump e che ora rischia di aggravare la già difficile situazione finanziaria dell'azienda.
Lo stop per “preoccupazioni per la sicurezza nazionale”
L’amministrazione Usa, tramite il Bureau of ocean energy management (Boem), ha ordinato alla società controllata dal governo danese di sospendere i lavori del parco Revolution Wind, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale emerse dopo aver revisionato i progetti eolici offshore nelle ac…
MILANO – Ancora guai per Ørsted. Il colosso danese delle energie rinnovabili, primo al mondo per la produzione di impianti per l’eolico offshore, ha archiviato una pesante seduta in Borsa (-16,4% a 179,1 corone danesi), finendo in fondo all’indice Stoxx Europe 600. La causa va ricercata oltre oceano, in un ordine esecutivo emesso venerdì scorso dal presidente Donald Trump e che ora rischia di aggravare la già difficile situazione finanziaria dell'azienda.
Lo stop per “preoccupazioni per la sicurezza nazionale”
L’amministrazione Usa, tramite il Bureau of ocean energy management (Boem), ha ordinato alla società controllata dal governo danese di sospendere i lavori del parco Revolution Wind, citando preoccupazioni per la sicurezza nazionale emerse dopo aver revisionato i progetti eolici offshore nelle acque federali.
Timori che però restano vaghi. Nella lettera firmata dal direttore ad interim del Boem, Matthew Giacona, l'agenzia allude solamente alla necessità di prevenire “interferenze con gli usi ragionevoli della zona economica esclusiva, dell'alto mare e delle acque territoriali”.
Parco già pronto all'80%
Situato al largo della costa del Rhode Island, il progetto da 1,5 miliardi di dollari avrebbe dovuto essere completato l’anno prossimo, producendo energia elettrica sufficiente ad alimentare 350.000 abitazioni. I lavori sono stati completati all’80%, con 45 delle 65 turbine previste già installate. Nonostante lo stop imposto dal governo, il management della società ha ribadito il proprio impegno nei confronti dei progetti statunitensi.
L’avversione di Trump per le rinnovabili (e l’eolico offshore)
L’avversione di Trump per l’energia green – pale eoliche in primis – è ormai cosa nota. In primavera l’amministrazione a stelle e strisce aveva già bloccato i lavori dell’Empire Wind, il parco progettato dalla norvegese Equinor al largo di New York. Salvo poi sollevare lo stop poche settimane più tardi.
Anche in occasione del vertice scozzese sui dazi, il presidente non ha potuto fare a meno di tornare sul tema e, appena atterrato, ha invitato l'Unione europea a “smettere di costruire le pale eoliche” con cui, dice, “state rovinando la bellezza dei vostri Paesi”.
Le ombre sull’industria
Per l’industria globale dell’eolico offshore sono mesi difficili, tra costi in aumento e ritardi nei progetti che rendono sempre più sfidante raggiungere gli ambiziosi obiettivi dei governi. E Ørsted, che è uno dei principali esponenti del settore, ne subisce le conseguenze. Nel 2023 l'azienda è stata costretta a cancellare due grandi progetti nel New Jersey proprio a causa dei maggiori costi.
A inizio agosto il cda ha chiesto agli azionisti 9,4 miliardi di dollari (60 miliardi di corone) per finanziare il suo progetto Sunrise Wind al largo della costa di New York, dopo che i potenziali partner si sono ritirati percependo l’ostilità di Washington. La reazioni in Borsa è stata brusca.
Con la costruzione a Rhode Island ora congelata all'80% del completamento, a Ørsted restano poche possibilità di generare entrate nel breve periodo. Il ministero delle Finanze danese, che sostiene l’emissione dei diritti di prelazione, ha cercato di rasserenare il mercato, specificando che l'ordine di sospensione dei lavori rientra nel profilo di rischio su cui si basa la sua partecipazione all'aumento di capitale.