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Banche, Cattaneo (FI): “I patti vanno rispettati, contrari a un contributo bis”

(ansa)

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Il responsabile dei Dipartimenti degli azzurri boccia l’idea di un nuovo intervento sugli istituti di credito: “Basta gabelle estemporanee”. Priorità al taglio dell’Irpef per il ceto medio: “Va fatto ora”
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ROMA - “Siamo assolutamente contrari a chiedere un nuovo contributo alle banche. Abbiamo già fatto un patto con loro e i patti vanno rispettati”. A bocciare l’ipotesi di un nuovo intervento del governo è Alessandro Cattaneo, responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia.

L’ipotesi allo studio ricalca lo schema che Forza Italia ha votato l’anno scorso. Siete favorevoli o contrari a un bis?

“Basta con iniziative azzardate e gabelle estemporanee. L’anno scorso si è raggiunta un’intesa con le banche sugli anticipi fiscali: l’accordo c’è già, dura due anni e va rispettato. Non servono bis”.

Neppure se dal bis possono arrivare le risorse per tagliare l’Irpef del ceto medio come chiedete?

“Il taglio dell’Irpef si può fare senza travasi di questo tipo. Le coperture si poss…

ROMA - “Siamo assolutamente contrari a chiedere un nuovo contributo alle banche. Abbiamo già fatto un patto con loro e i patti vanno rispettati”. A bocciare l’ipotesi di un nuovo intervento del governo è Alessandro Cattaneo, responsabile dei Dipartimenti di Forza Italia.

L’ipotesi allo studio ricalca lo schema che Forza Italia ha votato l’anno scorso. Siete favorevoli o contrari a un bis?

“Basta con iniziative azzardate e gabelle estemporanee. L’anno scorso si è raggiunta un’intesa con le banche sugli anticipi fiscali: l’accordo c’è già, dura due anni e va rispettato. Non servono bis”.

Neppure se dal bis possono arrivare le risorse per tagliare l’Irpef del ceto medio come chiedete?

“Il taglio dell’Irpef si può fare senza travasi di questo tipo. Le coperture si possono trovare altrimenti”.

Come?

“Tagliando la spesa assistenziale contro la povertà. Bisogna aggredire le sacche di assistenzialismo”.

Perché siete contrari a un intervento che non tassa i profitti delle banche?

“Non siamo d’accordo nell’andare a inserirci all’interno di dinamiche di mercato. Attenzione a essere troppo invasivi, i rischi sono tanti”.

A quali rischi si riferisce?

“Quello che si pensa di incassare tassando le banche è molto meno di quello che si perde in una sola giornata nera di Borsa o per l’erosione dell’affidabilità che invece proprio ora l’Italia può rivendicare. Teniamoci stretti lo spread a 80 punti e il fatto di essere considerati un’isola felice dagli investitori esteri. Con le banche si dialoga, ma su altro”.

Su cosa?

“Dobbiamo ragionare insieme su come rendere più facile l’accesso al credito per imprese e famiglie”.

Il contributo delle banche può tornare utile per detassare i salari. È un obiettivo condivisibile?

“La flat tax sugli straordinari rischia di scoraggiare la produttività, sulla detassazione dei premi di produttività siamo invece d’accordo. In ogni caso la priorità è il taglio dell’Irpef”.

Avete lanciato diversi ultimatum al governo. Questo è l’ultimo?

“Il taglio dell’Irpef va fatto ora. Su questo non retrocediamo, così come sul sostegno alle startup”.

Salvini vuole soldi per la rottamazione delle cartelle. Si possono fare entrambe le misure?

“Adesso è il tempo del ceto medio”.

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