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In pensione anticipata con il Tfr: il piano leghista incassa il sì di FdI

Il presidente della Commissione Lavoro della Camera Walter Rizzetto (Fratelli d'Italia) 

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Il meloniano Rizzetto: “Proposta sensata, ci muoveremo insieme come maggioranza”. Coro di no da opposizione e sindacati
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ROMA – Una «proposta sensata». Walter Rizzetto (FdI), presidente della commissione Lavoro della Camera, prende posizione a favore della proposta del sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon di utilizzare il Tfr come rendita per uscire dal lavoro a 64 anni. E assicura: «Ci muoveremo insieme come maggioranza nei prossimi mesi, valutando anche come spingere rispetto al tema della previdenza complementare». L’idea è quella di comporre i primi tasselli di quella che nel tempo potrebbe essere una «riforma previdenziale impattante», perché «dobbiamo fare i conti con un inverno demografico molto importante» e «fare interventi spot non è nella natura di questo governo».

Parole che a questo punto confermano che quella indicata da Durigon è la strada che gover…

ROMA – Una «proposta sensata». Walter Rizzetto (FdI), presidente della commissione Lavoro della Camera, prende posizione a favore della proposta del sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon di utilizzare il Tfr come rendita per uscire dal lavoro a 64 anni. E assicura: «Ci muoveremo insieme come maggioranza nei prossimi mesi, valutando anche come spingere rispetto al tema della previdenza complementare». L’idea è quella di comporre i primi tasselli di quella che nel tempo potrebbe essere una «riforma previdenziale impattante», perché «dobbiamo fare i conti con un inverno demografico molto importante» e «fare interventi spot non è nella natura di questo governo».

Parole che a questo punto confermano che quella indicata da Durigon è la strada che governo e maggioranza intendono seguire compatti (nonostante al momento non ci sia ancora una presa di posizione ufficiale di Forza Italia), anche se rimane ancora da chiarire, precisa Rizzetto, il tema delle risorse: «Serve, certamente, capire quali possono essere le ricadute in termini di copertura finanziaria e nei confronti eventualmente delle aziende che detengono temporaneamente il Tfr dei lavoratori».

Se la maggioranza si presenta compatta, le opposizioni lo sono altrettanto, schierate per il no. «Sulle pensioni si sta giocando una partita tutta interna al governo. Con la Lega che ha iniziato la campagna elettorale per le elezioni regionali. Non è chiaro a nessuno se questo dibattito estivo avrà uno sbocco concreto, intanto si alimentano aspettative», afferma Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro. «Una cosa è certa: il Tfr è dei lavoratori, non di Durigon», conclude. «Dal sottosegretario leghista al Lavoro Durigon arriva l’ennesima ‘geniale’ idea sulle pensioni. - ironizza Orfeo Mazzella (M5S), vicepresidente della commissione Lavoro del Senato - Talmente ‘geniale’ che possiamo sintetizzarla così: cari italiani, la Fornero non l’abbiamo abolita e non lo faremo, se volete andare in pensione prima pagate di tasca vostra rinunciando alla liquidazione».

Contrari anche i sindacati: il no alla proposta, a differenza di altre questioni di rilievo, dal salario minimo ai criteri sulla rappresentanza, vede sullo stesso fronte Cgil e Cisl. «L’idea di utilizzare il Tfr per garantire la flessibilità in uscita è profondamente sbagliata - afferma Lara Ghiglione, segretaria confederale della Cgil - significherebbe far pagare direttamente a lavoratrici e lavoratori il costo della pensione anticipata». «Le regole pensionistiche si cambiano insieme al sindacato - ammonisce la segretaria generale della Cisl Daniela Fumarola - no a fughe in avanti o proposte agostane unilaterali, utili forse ad animare il dibattito mediatico ma non a costruire il clima adatto a riforme eque e durature».

«È un tema delicato, che va affrontato sicuramente con un ampio dibattito in Parlamento, e sentendo tutti i soggetti interessati, a cominciare dai sindacati», riconosce Rizzetto. D’altra parte a confermare la necessità di un intervento per rendere concreta la possibilità di un anticipo pensionistico, ci sono i dati Inps: dopo la stretta dei requisiti da parte del governo, nel primo semestre di quest’anno sono crollate del 17,3% a 98.356, rispetto allo stesso periodo del 2024 quando furono 118.550. Nell’intero 2024 le pensioni anticipate liquidate sono state 224.392, 25mila circa in meno rispetto a due anni prima. Ancora peggio per “Opzione donna”: nel primo semestre del 2025 le pensioni liquidate con questo meccanismo sono state appena 1.134. Nel 2024 erano state nel complesso 3.590, numero già in calo rispetto agli anni precedenti. L’ipotesi proposta da Durigon si sostituirebbe a Quota 103, mentre Opzione Donna rimarrebbe in piedi. L’utilizzo del Tfr per integrare i contributi necessari alla pensione anticipata rimarrebbe assolutamente volontario, garantiscono i sostenitori della proposta.

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