MILANO – EssilorLuxottica punta a rafforzarsi nel capitale di Nikon, colosso delle lenti e delle immagini giapponese, di cui il gruppo guidato da Francesco Milleri ha già il 9% del capitale, nonché una joint venture paritetica che risale a 1999. Essilux lo scorso anno è salita dal 4,9 al 9% di Nikon – d’intesa con il management del gruppo guidato da Toshikazu Umatate - e a supporto dell’azienda, la cui strategia era stata criticata dai fondi attivisti. Ora l’obiettivo è superare questa quota, con acquisti che possono arrivare alla soglia del 20%.
Investimento a supporto del management
Come tutte le società specializzate nella fotografia e nelle immagini, Nikon da oltre un decennio ha iniziato a cambiare modello di business per non finire fuori mercato come l’ex competitor Kodak. Il gruppo fondato nel 1917 è infatti un’eccellenza nel comparto ottico, ha una affermata divisione medicale (lenti per microscopi e Raggi X), ha diversificato nella microlitografia per uso industriale (quella…
MILANO – EssilorLuxottica punta a rafforzarsi nel capitale di Nikon, colosso delle lenti e delle immagini giapponese, di cui il gruppo guidato da Francesco Milleri ha già il 9% del capitale, nonché una joint venture paritetica che risale a 1999. Essilux lo scorso anno è salita dal 4,9 al 9% di Nikon – d’intesa con il management del gruppo guidato da Toshikazu Umatate - e a supporto dell’azienda, la cui strategia era stata criticata dai fondi attivisti. Ora l’obiettivo è superare questa quota, con acquisti che possono arrivare alla soglia del 20%.
Investimento a supporto del management
Come tutte le società specializzate nella fotografia e nelle immagini, Nikon da oltre un decennio ha iniziato a cambiare modello di business per non finire fuori mercato come l’ex competitor Kodak. Il gruppo fondato nel 1917 è infatti un’eccellenza nel comparto ottico, ha una affermata divisione medicale (lenti per microscopi e Raggi X), ha diversificato nella microlitografia per uso industriale (quella dei chip dove è seconda solo ad Asml) e tre anni fa ha investito anche nelle stampanti 3D. Tuttavia il piano “vision 2030” di Umatate, presentato al mercato nel 2022, è stato spesso messo in discussione da risultati inferiori alle attese che hanno costretto il gruppo a lanciare un allarme utili sul bilancio. In quest’ottica, e sempre a supporto dell’attuale management, il gruppo guidato da Milleri avrebbe intrapreso per la seconda volta l’inter di autorizzazioni presso l’autorità che regola i mercati e il governo giapponese, per salire sopra il 10% e fino al 19,9% del capitale. Ora se il gruppo ricevesse il via libera, potrebbe investire fino a 280 milioni di euro, ovvero un quinto dell’utile generato nel primo semestre ( 1,37 miliardi).
Nessun diritto di governance, ma know how e brevetti
L’autorizzazione serve per ottemperare a quello che è una sorta di Golden Power in salsa giapponese, una norma che protegge le aziende nipponiche che hanno tecnologie sensibili dalle scalate ostili degli stranieri. Ma Essilux non ha ambizioni di governance, né vuole influenzare la strategia di Nikon, anzi vorrebbe approfondire insieme all’azienda di Tokyo nuovi ambiti, e magari dopo la jv nelle lenti, siglare nuove alleanze su foto e telecamere da utilizzare negli smart glasses, piuttosto che robot, visori, riconoscimento immagini e vista periferica che studia il gruppo. Il leader mondiale dell’ottica infatti crede nel portafoglio di brevetti di Nikon che è un keiretsu (un consorzio di imprese) di Mitsubishi, nonché un pezzo di storia industriale del Giappone.