Il nuovo status symbol degli ultra ricchi? Molti figli senza dover rinunciare a hobby e agi
di Emma BonottiMILANO – Non più borse, orologi appariscenti e macchine sportive, oggi i super ricchi sfoggiano il proprio status in ben altri modi. Con un aumento vertiginoso del costo della vita e la riduzione delle dimensioni dei nuclei familiari, a cui si aggiungono le incertezze geopolitiche e gli allarmi continui sui rischi della denatalità, forse la più grande dimostrazione di ricchezza nelle economie sviluppate nel 2025 è qualcosa che un tempo era considerato una parte naturale della vita umana. Avere figli, molti.
I più si accontentano di un figlio
Il fenomeno, come detto, è riservato a pochi. Nei Paesi più sviluppati, la “normalità” della cultura genitoriale sembra ormai quella di accontentarmi di un unico figlio, a fronte di spese crescenti per il loro mantenimento. Lo dimostrano i dati ufficiali sul tasso di fecondità – il numero medio di figli per donna – ai minimi storici: nel Regno Unito erano nascono in media 1,44 figli per donna, negli Stati Uniti 1,6. In alcune economie asiatiche co…
MILANO – Non più borse, orologi appariscenti e macchine sportive, oggi i super ricchi sfoggiano il proprio status in ben altri modi. Con un aumento vertiginoso del costo della vita e la riduzione delle dimensioni dei nuclei familiari, a cui si aggiungono le incertezze geopolitiche e gli allarmi continui sui rischi della denatalità, forse la più grande dimostrazione di ricchezza nelle economie sviluppate nel 2025 è qualcosa che un tempo era considerato una parte naturale della vita umana. Avere figli, molti.
I più si accontentano di un figlio
Il fenomeno, come detto, è riservato a pochi. Nei Paesi più sviluppati, la “normalità” della cultura genitoriale sembra ormai quella di accontentarmi di un unico figlio, a fronte di spese crescenti per il loro mantenimento. Lo dimostrano i dati ufficiali sul tasso di fecondità – il numero medio di figli per donna – ai minimi storici: nel Regno Unito erano nascono in media 1,44 figli per donna, negli Stati Uniti 1,6. In alcune economie asiatiche come il Giappone e la Corea del Sud il dato scende rispettivamente al 1,2 e al 0,75.
In Italia nel 2024 il tasso ha toccato il minimo da quando l’Istat lo rileva: 1,18 figli per coppia. Il Bel Paese sta invecchiando così velocemente che il numero di badanti ha superato quello delle colf. “Oggi chi usufruisce dei contributi aumenta più rapidamente dei contribuenti”, ha commentato in un’intervista a Repubblica Francesco Billari, demografo e rettore dell’università Bocconi. “Ci vogliono due redditi per essere genitore, dobbiamo interrompere questo circolo vizioso con leggi stabili per la natalità”.
La nuova normalità dei super ricchi
Chi invece non deve fare i conti a fine mese, prende decisioni diametralmente opposte alla media. Le famiglie numerose sono sempre più presenti tra l'1% più ricco della popolazione, soprattutto nelle città dove è alta la concentrazione di altospendenti, come New York City.
Nel suo libro Primates of Park Avenue, Wednesday Martin osserva che “le famiglie numerose erano ovunque” nell'Upper East Side, un quartiere con alcuni degli immobili, delle scuole, delle tate e degli hobby più costosi d'America.
In questi ambienti, quattro è il nuovo tre: “Prima era un argomento che interrompeva le conversazioni, ma ora non è più niente di insolito”, scrive Martin. “Cinque non è più sinonimo di follia o religiosità: significa solo che sei ricco. E sei è apparentemente la nuova casa di città, o il Gulfstream”.
Miliardari con oltre sette figli
Secondo uno studio condotto da Forbes e riportato dal Financial Times, su oltre 700 miliardari americani almeno 22 hanno sette o più figli (spesso da più matrimoni e adozioni). Celebre è il caso di Elon Musk che, con 14 eredi, è un sostenitore dichiarato del pronatalismo, la teoria secondo cui la procreazione è desiderabile per la continuità della specie e per ragioni sociali. Appena fuori da questa classifica spiccano Angelina Jolie e Brad Pitt con i loro sei figli: Maddox, Pax e Zahara, Shiloh e i gemelli Knox e Vivienne.
Un lusso per pochi
Il fenomeno diventa un simbolo di status symbol per i super ricchi nel momento in cui la classe media, che pur predilige tavolate meno numerose, guarda con ammirazione a chi riesce ad avere una grande famiglia senza rinunciare agli hobby e ai piaceri della vita. Anche se spesso queste storie vengono raccontate e lette attraverso la lente dei social.
Mantenere un certo standard è poi possibile solamente se i genitori sono accompagnati da un esercito di personale per supportarli nella cura dei bambini. Per fare un esempio, secondo l’FT, Kim Kardashian ha 10 tate che si alternano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per aiutarla ad accudire i suoi quattro figli, mentre la famiglia Baldwin ne ha due nel proprio staff. Posizioni di questo tipo negli Stati Uniti hanno una retribuzione annuale media di 85 mila dollari, ma in certi casi possono superare anche i 200 mila. Un lusso riservato a pochi.