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Auto elettriche, a luglio sale la quota in Europa. Crollo Tesla, sorride Byd

Colonnine elettriche per la ricarica delle auto 

Colonnine elettriche per la ricarica delle auto 

 

Il numero di veicoli venduti aumenta del 5,9% rispetto al 2024, il 15,6% sono full electric. Un anno fa erano il 12,5%. Per l’Acea non basta: “Andare oltre l’idealismo, target CO2 non più fattibili”

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ROMA – In Europa Occidentale - Ue, Efta e Regno Unito - a luglio sono sono state vendute complessivamente 1.085.356 auto, il 5,9% in più dello stesso mese del 2024. Nei primi sette mesi dell'anno le immatricolazioni - secondo i dati dell'Acea, l'associazione dei costruttori europei - sono state 7.900.877, praticamente invariate rispetto all'analogo periodo del 2024: il calo è stato dello 0,4%, ma rispetto allo stesso periodo del 2019, dato antepandemia, il tonfo è stato del 19%. Se invece si guarda al solo mese di luglio 2019 la differenza è del 18,4%, sempre in meno.

Elettriche in salita, ma ibride le preferite

L'Acea rileva che a luglio le auto elettriche hanno raggiunto il 15,6% del mercato, quota in crescita rispetto al 12,5% di un anno fa, ma ancora lontana da quanto sarebbe necessario per la transizione. Le ibride sono il 34,7% del mercato e rimangono le preferite dai consumatori.

Crollo Tesla, salgono le cinesi

Luglio è stato ancora un mese di forte calo per le vendite di Tesla in Europa, quando i produttori cinesi hanno fatto registrare una decisa crescita, in particolare Byd. Secondo i dati Acea, a luglio in Europa (Eu+Efta+Uk) la casa automobilistica che fa capo a Elon Musk ha immatricolato 8.837 unità (-40,2%), con quota di mercato scesa allo 0,8% dall'1,4%. Nel periodo gennaio-luglio, le immatricolazioni di Tesla sono state 119.013, in calo del 33,6% su anno, con quota scesa all'1,5% dal 2,3%.

Per quanto riguarda i marchi cinesi, Saic Motors ha registrato in Europa a luglio 23.316 immatricolazioni (+13,1%), con quota salita al 2,1% dal 2%. Nei 7 mesi, Saic Motors ha immatricolato 176.415 unità (+17,8%) con quota salita al 2,2% dall'1,9%. Boom di vendite per Byd: nel mese di luglio +225,3% a 13.503 unità (quota all'1,2% dallo 0,4%), da inizio anno +290,6% a 84.416 unità (quota all'1,1% dallo 0,3%).

Costruttori a von der Leyen: “Obiettivo irraggiungibile”

«Obiettivi non più raggiungibili». I rappresentanti dei costruttori di auto d’Europa, che fanno parte dell’Acea, e i rappresentanti delle imprese dell’indotto del Vecchio continente, associati alla Clepa, hanno rotto gli indugi: vendere solo auto nuove elettriche nel 2035 «non è fattibile». Lo spiegano in una lettera congiunta mandata alla presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, dove dicono che i piani dell’Ue per l’automotive «dovrebbero andare oltre l’idealismo e riconoscere le attuali realtà industriali e geopolitiche: raggiungere i rigidi obiettivi di CO2 per auto e furgoni per il 2030 e il 2035 non è più fattibile nel mondo di oggi». Missiva inviata a pochi giorni dalla ripresa del dialogo strategico sul futuro del comparto in programma il 12 settembre. L’invito a palazzo Berlaymont di «ricalibrare l’attuale percorso di riduzione delle emissioni di CO2 per garantire il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Ue, salvaguardando la competitività industriale, la coesione sociale e la resilienza strategica delle catene di approvvigionamento europee». La lettera è propedeutica alla revisione del regolamento delle emissioni di CO2. I costruttori chiedono «un approccio orientato al mercato» e il rispetto di un principio di «neutralità tecnologica»: non solo veicoli elettrici, ma ibridi, range extender, idrogeno e i combustibili decarbonizzati. La case produttrici sostengono anche che vanno mantenuti «i motori a combustione interna altamente efficienti».

Centro Studi Promotor: parole condivisibili

“Come non condividere le richieste di Acea e Clepa – dice Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - se si considera che, come i dati pubblicati oggi dicono chiaramente, il mercato auto dell’Unione Europea, rispetto a quello del resto del mondo, ha accumulato un ritardo del 19% per il mancato recupero del calo legato alla pandemia e del 7,5% per la mancata crescita che il mercato auto del resto del mondo ha conseguito dopo aver recuperato integralmente il calo dovuto alla pandemia”.

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