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Nvidia oltre le attese fa il pieno di ricavi. La Cina vuole triplicare i suoi superchip

Il quartier generale di Nvidia in California

 

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Malgrado una trimestrale da record, i numeri non hanno fugato del tutto i timori che possa formarsi una bolla dell’IA
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NEW YORK - Nvidia non ha deluso, i ricavi battono le attese ma non fugano del tutto i timori di una incipiente bolla dell’intelligenza artificiale. Il colosso dei microchip ha chiuso il secondo trimestre dell’esercizio fiscale con ricavi per 46,7 miliardi di dollari, sopra le previsioni, +6% rispetto al primo trimestre. Con i ricavi delle attività di data center saliti del 56% in un anno a 41,1 miliardi, ma leggermente al di sotto delle attese.

E il mancato raggiungimento di quanto stimato dagli analisti non allontana del tutto i timori di un possibile rallentamento del settore tech legato all’IA. Per il terzo trimestre il colosso dei semiconduttori prevede ricavi per 54 miliardi, circa il 2%.

L’utile per azione è risultato pari a 1,05 dollari. Nvidia ha approvato anche un p…

NEW YORK - Nvidia non ha deluso, i ricavi battono le attese ma non fugano del tutto i timori di una incipiente bolla dell’intelligenza artificiale. Il colosso dei microchip ha chiuso il secondo trimestre dell’esercizio fiscale con ricavi per 46,7 miliardi di dollari, sopra le previsioni, +6% rispetto al primo trimestre. Con i ricavi delle attività di data center saliti del 56% in un anno a 41,1 miliardi, ma leggermente al di sotto delle attese.

E il mancato raggiungimento di quanto stimato dagli analisti non allontana del tutto i timori di un possibile rallentamento del settore tech legato all’IA. Per il terzo trimestre il colosso dei semiconduttori prevede ricavi per 54 miliardi, circa il 2%.

L’utile per azione è risultato pari a 1,05 dollari. Nvidia ha approvato anche un piano di riacquisto delle proprie azioni da 60 miliardi di dollari. Dopo la corsa al rialzo dei titoli S&P 500, i trader avevano spostato nel pomeriggio la loro attenzione su quello che era considerato l’evento più importante per Wall Street. Anche perché il successo del gigante si ripercuote sul settore globale dell’intelligenza artificiale.

Gli indici azionari

Le sue azioni, che rappresentano circa l’8% dell’S&P 500, erano oscillate in attesa dei risultati. I conti della società più valutata al mondo - quasi 700 miliardi di dollari in più rispetto a Microsoft - sono arrivati dopo la chiusura dei mercati. I risultati dovevano rappresentare un banco di prova per il mercato al rialzo, trascinato dall’IA che in questi mesi ha spinto verso l’alto gli indici azionari statunitensi.

Gli esperti adesso analizzeranno eventuali aggiornamenti sulle attività dell’azienda in Cina. Nvidia ha sospeso la produzione di un chip per l’IA, dopo che Pechino ha ordinato alle imprese di non acquistarlo. T

utto questo è avvenuto mentre dall’Asia erano arrivati segnali di una svolta per aggirare la guerra commerciale lanciata da Donald Trump. Secondo il Financial Times, i produttori di chip cinesi puntano a triplicare la produzione complessiva nazionale.

Uno stabilimento dedicato alla produzione dei processori IA di Huawei dovrebbe avviare le attività già entro la fine di quest’anno, mentre altri due sono previsti per l’anno prossimo. Nonostante i nuovi impianti siano progettati per supportare in modo specifico la produzione Huawei, non è chiaro chi ne sia effettivamente il proprietario.

Lo standard di DeepSeek

La compagnia asiatica ha negato di avere piani per aprire proprie fonderie e non ha fornito ulteriori dettagli. Intanto le aziende cinesi stanno correndo per sviluppare la prossima generazione di chip IA adattabili a uno standard promosso da DeepSeek, che si è affermata come la principale start up di intelligenza artificiale del Paese.

Al momento, Nvidia non corre il rischio di fare la fine di Intel e ritrovarsi come azionista il governo americano. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha sì confermato che l’amministrazione acquisirà partecipazioni in altri settori, dopo aver concluso la scorsa settimana un accordo con Intel, ma ha escluso l’assalto a Nvidia.

«Il presidente Trump - ha dichiarato Bessent, parlando a Fox News - sarà l’unico presidente dei tempi moderni a creare asset per il popolo americano, invece che debito. Abbiamo visto che a Intel erano stati concessi sussidi e volevamo sapere perché i contribuenti americani non dovessero partecipare ai guadagni.

La cantieristica

Quindi c’è un valore immediato di 11 miliardi di dollari. E credo che ci sia una buona possibilità che possa diventare molto di più». «State considerando di acquisire partecipazioni in Nvidia?», ha chiesto la conduttrice, Maria Bartiromo.

«Non credo che Nvidia abbia bisogno di supporto finanziario - ha risposto Bessent - ma potrebbero esserci altri settori in cui stiamo rimodellando qualcosa, come la cantieristica navale».

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