ROMA – La guerra tra la Cina e gli Stati Uniti sui chip e l’intelligenza artificiale tiene accese le tensioni tra le due superpotenze. Dopo i divieti di vendita dei processori più evoluti della gamma Nvidia al mercato cinese, Pechino vuole colmare il divario puntando sui colossi interni, come Huawei e Cambricon. Nel frattempo Alibaba registra un utile di 6,02 miliardi di dollari nel primo trimestre fiscale del 2025 e tira fuori un microchip più versatile dei precedenti, unendosi agli sforzi per riempire il vuoto nel mercato lasciato da Nvidia.
La battaglia sui chip tra Usa e Cina
Il Wall Street Journal spiega che la Cina, che ha già ingaggiato una battaglia commerciale con Washington sui semiconduttori utilizzati per la produzione dei chip, non è ancora in grado di competere con prodotti dello stesso livello tecnologico delle aziende americane. Almeno di quelli più sviluppati, che Washington impedisce di esportare nel Paese. Ad aprile l’amministrazione Trump aveva imposto un divieto c…
ROMA – La guerra tra la Cina e gli Stati Uniti sui chip e l’intelligenza artificiale tiene accese le tensioni tra le due superpotenze. Dopo i divieti di vendita dei processori più evoluti della gamma Nvidia al mercato cinese, Pechino vuole colmare il divario puntando sui colossi interni, come Huawei e Cambricon. Nel frattempo Alibaba registra un utile di 6,02 miliardi di dollari nel primo trimestre fiscale del 2025 e tira fuori un microchip più versatile dei precedenti, unendosi agli sforzi per riempire il vuoto nel mercato lasciato da Nvidia.
La battaglia sui chip tra Usa e Cina
Il Wall Street Journal spiega che la Cina, che ha già ingaggiato una battaglia commerciale con Washington sui semiconduttori utilizzati per la produzione dei chip, non è ancora in grado di competere con prodotti dello stesso livello tecnologico delle aziende americane. Almeno di quelli più sviluppati, che Washington impedisce di esportare nel Paese. Ad aprile l’amministrazione Trump aveva imposto un divieto con l’obiettivo dichiarato di non favorire la crescita della Cina nel settore militare.
Tre mesi più tardi, era stato revocato il divieto per alcuni di questi processori, come l’H20 di Nvidia, considerati comunque di gamma alta ma non i più performanti. Ma Pechino ha chiesto alle aziende di non acquistare i chip per il momento, denunciando potenziali rischi per la sicurezza interna. Il Ceo del colosso americano Jensen Huang, in visita a Taiwan, ha assicurato che non ci sono backdoor segrete nei propri prodotti per “rubare” informazioni.
Pechino sfida gli Usa con le sue aziende
A luglio, MetaX, con sede a Shanghai, ha presentato un nuovo chip che, a suo dire, potrebbe sostituire l'H20, scrive il Wsj. Il chip ha più memoria dell'H20, ma consuma più elettricità. E ora ha dichiarato che si sta preparando alla produzione di massa del chip.
Un altro aspirante rivale di Nvidia, Cambricon Technologies, società di Pechino che progetta chip per l'intelligenza artificiale, ha avuto un trimestre di grande successo, registrando un fatturato di 247 milioni di dollari grazie agli ordini del suo chip Siyuan 590. Il prezzo delle azioni della società è salito vertiginosamente, e la capitalizzazione di mercato di Cambricon supera gli 87 miliardi di dollari.
Alibaba e Huawei
Poi c’è Alibaba, considerata un competitor di Amazon per le attività di e-commerce, ma che compete con Amazon Web Services, Microsoft e Google anche per il business del cloud, soprattutto in Asia. L'azienda dispone anche di uno dei modelli di IA più quotati al mondo, chiamato Qwen. I precedenti chip di cloud computing sviluppati da Alibaba sono stati per lo più progettati per applicazioni specifiche. Il nuovo chip, ora in fase di test, è destinato a servire una gamma più ampia di compiti per l'intelligenza artificiale, aggiunge il quotidiano. Il chip è prodotto da un'azienda cinese, a differenza di un precedente processore di IA di Alibaba fabbricato da Taiwan Semiconductor Manufacturing, che ora ha il divieto di produzione di chip di IA per la Cina che utilizzano tecnologie all'avanguardia.
Come spiegava il Financial Times, Huawei punta ad avviare la produzione in uno stabilimento dedicato alla produzione di chip per l'intelligenza artificiale entro la fine dell'anno, con l'apertura di altri due stabilimenti nel 2026, ha affermato il quotidiano citando fonti vicine alla questione. Gli impianti sono progettati specificamente per supportare Huawei, ma la loro proprietà rimane poco chiara.
La produzione combinata dei tre potenziali impianti potrebbe superare l'attuale capacità produttiva di linee simili presso il principale produttore di chip cinese, Semiconductor Manufacturing International Corporation (Smic), ha affermato il Financial Times. Smic, a sua volta, punta a raddoppiare nel 2026 la produzione di chip a 7 nanometri, con Huawei come cliente principale.