ROMA – Le Poste britanniche hanno trovato una strada. Le altre europee studiano ancora il caso. Nella infernale storia dei dazi, gli inglesi riprendono le spedizioni verso gli Stati Uniti - per via ordinaria - di pacchi dal piccolo valore.
Sono i pacchi che contengono beni fino a 800 dollari. Questi pacchi erano esentati dal pagamento di dazi all’ingresso negli Usa. A partire da ieri - lo ricordiamo - sono ufficialmente gravati da una gabella del 15 percento (se arrivano dall’Ue) e del 10 percento (se arrivano dal Regno Unito).
Di fronte alla nuova imposizione, in vigore appunto da ieri, i servizi postali europei si sono presi una pausa e cercano una soluzione tecnica adeguata.
Le imprese esportatrici
Da alcuni giorni, La Poste ha sos…
ROMA – Le Poste britanniche hanno trovato una strada. Le altre europee studiano ancora il caso. Nella infernale storia dei dazi, gli inglesi riprendono le spedizioni verso gli Stati Uniti - per via ordinaria - di pacchi dal piccolo valore.
Sono i pacchi che contengono beni fino a 800 dollari. Questi pacchi erano esentati dal pagamento di dazi all’ingresso negli Usa. A partire da ieri - lo ricordiamo - sono ufficialmente gravati da una gabella del 15 percento (se arrivano dall’Ue) e del 10 percento (se arrivano dal Regno Unito).
Di fronte alla nuova imposizione, in vigore appunto da ieri, i servizi postali europei si sono presi una pausa e cercano una soluzione tecnica adeguata.
Le imprese esportatrici
Da alcuni giorni, La Poste ha sospeso gli invii ordinari dei piccoli pacchi dalla Francia verso l’America di Donald Trump. Così ha fatto Correos, l’azienda postale spagnola. Così hanno fatto gli austriaci. Così, alla fine, ha fatto anche Poste Italiane.
Gli inglesi della Royal Mail, invece, propongono da giovedì una strada alle persone e soprattutto alle imprese esportatrici del Paese (in genere piccole per giro d’affari). Royal Mail sta offrendo loro un servizio PDDP, che sta per “postal delivery duties paid”.
In sostanza, il mittente britannico del pacco si fa carico completamente del dazio al 10 percento e lo paga in anticipo alla Royal Mail. Sarà poi la Royal Mail a versare il dazio stesso alla dogana degli Stati Uniti.
Di mezza sterlina
Ovviamente Royal Mail sopporterà dei costi di gestione per questo suo ruolo di esattore del dazio americano. Quindi Royal Mail aumenta la tariffa di spedizione di mezza sterlina per ogni pacco inviato agli americani. Parliamo di soli 57 centesimi di euro. Non si infierisce, visto il momento.
Gli inglesi arrivano per primi a una soluzione perché adottano la più semplice: chi spedisce regge per intero il peso del dazio a stelle e strisce. Agevola il Regno Unito lo storico eccellente rapporto con i “cugini” americani e la lingua comune.
Il Regno Unito, poi, è il quarto esportatore di pacchi dal basso valore verso gli Usa, dopo la Cina, il Canada e il Messico. Ammontano a 41,4 milioni i “colli” spediti in un anno dagli inglesi, che dunque vogliono ricucire subito il vantaggioso rapporto con i consumatori statunitensi.
I servizi veloci
E in Italia? Per il momento c’è il blocco del servizio ordinario. Ma se proprio vogliamo inviare un pacco l’unica soluzione è pagare quello espresso. Poste spedisce in America soltanto attraverso “Poste Delivery International Express”, servizio «gestito con un processo logistico differente».
Spedire un pacco in questo modo costa da 40 euro (per un peso fino a mezzo chilo) a 237,5 euro (tra i 26 e i 30 chili). A questi importi va aggiunta una piccola somma per l’assicurazione del pacco.
Le cifre si fanno ancora più impegnative per una spedizione con Dhl Express Italia, canale che pure resta attivo sulla rotta dal nostro Paese verso gli Usa e Porto Rico.