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L’Europa conserva ancora qualche primato, ma Cina e Stati Uniti vincono nei settori strategici

Il Vecchio continente è primo nell’energia pulita, nei trasporti e in parte nella manifattura. Ma tecnologia e spesa militare sono in mano a Washington e Pechino
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MILANO – L’Europa supera gli Stati Uniti in alcuni indicatori di produzione manifatturiera, e primeggia a livello mondiale nella quota di energia pulita e in alcune branche dell’industria dei trasporti. Tuttavia, quando si parla di tecnologia e spesa militare, il Vecchio continente resta indietro rispetto al Nuovo Mondo e all’altra superpotenza mondiale, la Cina.

La Cina è il più grande produttore del mondo

Partiamo dal Pil. In dollari correnti, il più grande rimane quello americano: con 29,2 trilioni nel 2024, supera del 50% i 19,4 dell’Ue (Figura 1). Il Pil dell’Ue risulta solo di poco superiore a quello cinese (18,7 trilioni), ma aggiungendo il Regno Unito (3,6 trilioni) il totale sale a 23,1 trilioni, circa a metà strada tra Cina e Usa.

(reuters)

Il Pil a parità di potere d’acquisto (PPP), correggendo quindi per il fatto che i prezzi dei prodotti cinesi o europei a cambi correnti sono più bassi di…

MILANO – L’Europa supera gli Stati Uniti in alcuni indicatori di produzione manifatturiera, e primeggia a livello mondiale nella quota di energia pulita e in alcune branche dell’industria dei trasporti. Tuttavia, quando si parla di tecnologia e spesa militare, il Vecchio continente resta indietro rispetto al Nuovo Mondo e all’altra superpotenza mondiale, la Cina.

La Cina è il più grande produttore del mondo

Partiamo dal Pil. In dollari correnti, il più grande rimane quello americano: con 29,2 trilioni nel 2024, supera del 50% i 19,4 dell’Ue (Figura 1). Il Pil dell’Ue risulta solo di poco superiore a quello cinese (18,7 trilioni), ma aggiungendo il Regno Unito (3,6 trilioni) il totale sale a 23,1 trilioni, circa a metà strada tra Cina e Usa.

(reuters)

Il Pil a parità di potere d’acquisto (PPP), correggendo quindi per il fatto che i prezzi dei prodotti cinesi o europei a cambi correnti sono più bassi di quelli americani, produce un quadro diverso: il Pil dell’Ue (28,1 trilioni di dollari PPP) è molto vicino a quello degli Stati Uniti (29,1), superandolo se si aggiunge il Regno Unito (32,3 trilioni in totale). La Cina (38,2 trilioni) rimane però di gran lunga il più grande produttore al mondo.

Il Pil pro capite dell’Ue è pari a 43.145 dollari correnti (44.410 includendo il Regno Unito), circa la metà di quello americano (85.810 dollari). A cambi PPP le distanze si accorciano, ma gli Usa restano al comando, con oltre 20mila dollari in più dell’Ue (Figura 2).

Passiamo ai settori specifici:

  • Manifattura e prodotti di base: l’Ue rappresenta il 16,2% della produzione manifatturiera globale, una quota leggermente inferiore agli Stati Uniti (17,3%). Includendo il Regno Unito, la quota europea sale al 17,9%, superando gli USA. Il principale polo manifatturiero mondiale rimane la Cina (27,7%), che domina in tutti i settori. Rimanendo lontana dal gigante asiatico, l’Ue supera gli Stati Uniti nel comparto chimico (13% della produzione mondiale contro l’11%), nella produzione di acciaio (126 milioni di tonnellate, 6,8% della produzione mondiale, a fronte di 81 milioni, 4,4%), nell’alluminio (3,2 milioni di tonnellate, 4,5% di quota mondiale, invece di 818mila, 1,2%) e nel cemento (l’Ue 161 milioni, 4%, gli Usa 90, 2,2%). Gli Stati Uniti superano l’Ue nel carbone (539 milioni, 6,5%, a fronte di 242 milioni, 2,9%), nel rame (1,2 milioni, 5,7%, e 790mila, 3,7%) e nel titanio, dove l’Ue è praticamente assente.

  • Energia: l’Ue nel 2024 ha prodotto 2.698 terawattora (TWh) di elettricità, meno sia degli Usa che della Cina, con una forte componente rinnovabile: il 45% è arrivato da solare, eolico, idroelettrico e bioenergia; aggiungendo il nucleare, la quota sale al 68%. L’Ue ha una quota di energia pulita molto più alta di quella degli Stati Uniti, dove le rinnovabili valgono il 24% dell’energia, 42% con il nucleare, e della Cina, nella quale le rinnovabili pesano per il 34%, 38% con il nucleare.

  • Industria high-tech e R&D: l’Ue si posiziona a metà nel mercato dei semiconduttori (quota di mercato del 9,2% nel 2024, meglio del 4,5% cinese), dove gli Stati Uniti sono i leader indiscussi (50,4%), e nell’intelligenza artificiale (nel 2024, 14 miliardi di investimenti privati in Ue contro i 9 cinesi; entrambe lontane dai 109 americani). Tuttavia, i Paesi europei sono piuttosto indietro in altri indicatori: le richieste di brevetto sono state solo 81mila nel 2021, meno di un terzo di quelle statunitensi (262mila) e 17 volte inferiori a quelle cinesi (1,43 milioni). L’export tecnologico pesa per il 19,2% delle esportazioni manifatturiere europee, meno del 21,9% americano e del 26,6% cinese. Anche nell’utilizzo di robot industriali (219 ogni 10.000 occupati) l’Ue si colloca dietro ai 295 Usa e ai 470 cinesi

  • Trasporti e infrastrutture: in questa categoria l’Ue si colloca dietro alla Cina ma davanti agli Stati Uniti, primeggiando in diversi indicatori. Nella produzione di veicoli terrestri i Paesi europei (13,4 milioni) superano gli Usa (10,6), pur rimanendo lontani dal gigante cinese (31,3). Delle auto prodotte in Europa, il 21% è elettrico; meno del 48% cinese, ma meglio del 10% americano. L’Ue e la Cina si eguagliano grossomodo per ricavi provenienti dall’industria ferroviaria (rispettivamente 31,5 miliardi e 30,4), con gli Usa dietro a 12,6. Riguardo il settore marittimo, i porti europei sono dietro a quelli cinesi per numero di container movimentati (96 milioni in Ue, 280 in Cina), ma superano gli Stati Uniti (54 milioni). Inoltre, la flotta mercantile più numerosa è quella dei Paesi europei (13.791 includendo il Regno Unito); la Cina conta 10.440 navi, gli Stati Uniti solo 1.702. Infine, l’UE è leader anche nella produzione di aerei: 766 nel 2024, più dei 348 statunitensi e dei 33 cinesi.
  • Industria della difesa e spazio: nel 2024, i Paesi dell’Ue hanno complessivamente speso in difesa 370 miliardi (1,9% del Pil), che diventano 451 (2% del Pil) aggiungendo il Regno Unito; sono più dei 314 miliardi cinesi, ma molti meno dei 997 Usa. A parità di potere d’acquisto, la sola Ue (535 miliardi) scivola dietro anche alla Cina (639). Tuttavia, aggiungendo il Regno Unito il dato europeo sale a 632 miliardi, eguagliando la Cina. Nel settore spaziale, in termini di lanci di oggetti nello spazio l’Ue è molto indietro: solo 86, a fronte dei 266 cinesi e dei 2263 a stelle e strisce.

  • Produzione agroalimentare: l’Ue è il primo produttore mondiale di latte (127 milioni di tonnellate nel 2023, 17,4% del totale), ma ha una produzione di carne, mais e cereali molto inferiore alle altre due potenze mondiali.

Qualche primato, ma in tecnologia e difesa l’Europa è indietro

Nel confronto con le due superpotenze, l’Europa si distingue nei settori manifatturieri tradizionali come chimica, acciaio, alluminio e cemento, nella transizione energetica grazie all’elevata quota di rinnovabili e di nucleare, e in alcune branche del settore dei trasporti, dove primeggia nella produzione di aerei, nel settore marittimo e nell’industria ferroviaria. Il Vecchio continente è però indietro sul versante tecnologico e nelle capacità militari e spaziali.

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