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“Sui dazi vinceremo ancora”: il Davide dei vini che ha battuto Trump prepara il terzo round

Victor Schwartz

 

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L’importatore di bottiglie italiane Victor Schwartz da cui è partita la causa racconta commosso: “Lo stato di diritto esiste
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«ORMAI non c’è più alcun dubbio, perché due tribunali di primo e secondo grado lo hanno affermato: il presidente Trump ha commesso un abuso di potere, quando ha imposto i suoi dazi a tutto il mondo. La legge è chiara e per questo motivo vinceremo anche il ricorso alla Corte Suprema».

Sono passate da poco le sette di venerdì sera, quando Ilya Somin pronuncia il suo atto di fede. Pochi minuti prima la Corte d’Appello degli Stati Uniti di Washington ha riaffermato la decisione della Court of International Trade, secondo cui il capo della Casa Bianca ha violato la legge, quando il 2 aprile ha imposto i dazi usando l’International Emergency Economic Powers Act.

Il Liberty Justice Center, guida della causa contro questo provvedimento, organizza un giro di tavolo col querelante, l’importatore di vini italiani Victor Schwartz, e il suo avvocato Somin, a cui invita Repubblica. Schwartz, che ama il nostro paese e ha visitato i vigneti delle cantine pugliesi da cui importa il Cacc’e Mmitte, fa…

«ORMAI non c’è più alcun dubbio, perché due tribunali di primo e secondo grado lo hanno affermato: il presidente Trump ha commesso un abuso di potere, quando ha imposto i suoi dazi a tutto il mondo. La legge è chiara e per questo motivo vinceremo anche il ricorso alla Corte Suprema».

Sono passate da poco le sette di venerdì sera, quando Ilya Somin pronuncia il suo atto di fede. Pochi minuti prima la Corte d’Appello degli Stati Uniti di Washington ha riaffermato la decisione della Court of International Trade, secondo cui il capo della Casa Bianca ha violato la legge, quando il 2 aprile ha imposto i dazi usando l’International Emergency Economic Powers Act.

Il Liberty Justice Center, guida della causa contro questo provvedimento, organizza un giro di tavolo col querelante, l’importatore di vini italiani Victor Schwartz, e il suo avvocato Somin, a cui invita Repubblica. Schwartz, che ama il nostro paese e ha visitato i vigneti delle cantine pugliesi da cui importa il Cacc’e Mmitte, fatica a contenere l’emozione: «Non mi ero mai sognato di fare causa al governo Usa, ma è straordinario sentirsi dare ragione per due volte dai tribunali. Significa che lo stato di diritto nel nostro paese resiste ancora».

“Un abuso di potere”

Trump ha subito scritto che i dazi restano in vigore, come a dire che lui delle sentenze se ne infischia, ma Somin precisa: «È solo un tecnicismo. La Corte d’Appello ha sospeso l’esecuzione della propria decisione per dare tempo al presidente di fare ricorso alla Corte Suprema, ma il pronunciamento è chiaro: i tribunali di primo e secondo grado hanno stabilito che i dazi sono illegali. Imponendoli, Trump ha commesso un abuso di potere».

I legali della Casa Bianca avevano sostenuto che toglierli avrebbe arrecato un enorme danno agli Usa, ad esempio nullificando l’accordo commerciale appena firmato con l’Unione Europea: «La Corte d’Appello ha chiarito che questo argomento non ha alcun fondamento legale. Se i dazi sono stati imposti violando le norme, non possono restare in vigore solo perché eliminarli farebbe fare una brutta figura al governo. Se l’accordo con la Ue è basato su un atto illegale, l’esecutivo ha sbagliato a firmarlo».

Somin scende nei dettagli del ragionamento sostenuto durante i due giudizi, che entrambe le corti hanno recepito: “L’International Emergency Economic Powers Act richiede la presenza di emergenze nazionali per essere applicato ed entrambi i tribunali di primo e secondo grado non hanno riconosciuto la loro esistenza. Ma anche se ci fossero, non prevede in alcun caso come rimedio l’uso dei dazi, che non sono mai citati nel testo».

“Un giudizio solo tecnico”

Trump ha obiettato che la Corte d’Appello di Washington è un tribunale partigiano che lo osteggia per motivi politici, ma Somin sorride davanti a questa accusa: «Il Chief Judge è Kimberly Moore, nominata dal presidente repubblicano George W. Bush, mentre il parere dissenziente è stato firmato da Richard Taranto, nominato dal presidente Obama. I fatti smentiscono Trump, dimostrando che si tratta solo di giudici impegnati a fare con coscienza il proprio lavoro tecnico».

Che poi è il motivo per cui gli avvocati di Schwartz sono fiduciosi di poter prevalere anche davanti alla Corte Suprema, nonostante la sua super maggioranza conservatrice di 6 giudici contro 3, creata proprio da Trump: «I dazi sono tasse e la Costituzione assegna chiaramente al Congresso il potere esclusivo di imporle. Ci sono altri strumenti che il presidente può usare per decretare delle tariffe, ma non quello impiegato dall’amministrazione. Se Trump vuole imporre questi dazi, deve andare dal Congresso e chiedere di autorizzarli, non esiste altra via legale. Quindi quelli stabiliti violando le norme vanno cancellati. Anche i giuristi più conservatori condividono questa interpretazione, di cui la Corte Suprema dovrà tenere conto».

Schwartz allora interviene per spiegare cosa c’è in gioco: «Stiamo parlando di vite umane distrutte. I dazi stanno già facendo danni enormi all’economia, provocando fallimenti, chiusure di aziende e licenziamenti. Se sono illegali, non possono restare in vigore».

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