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Che cos’è il “dumping fiscale” di cui la Francia accusa l’Italia

Le parole del premier francese François Bayrou fanno riferimento alla norma per cui chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia può beneficiare per 15 anni di una tassa forfettaria annuale da 200 mila euro sui redditi e gli asset globali detenuti all’estero
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MILANO – Il premier francese François Bayrou ha accusato l’Italia di praticare dumping fiscale, puntando il dito contro lo schema di flat tax per i milionari che trasferiscono la residenza nel Paese. Un trend che negli ultimi mesi si è intensificato, tanto da spingere il Financial Times a definire Milano la nuova capitale dei grandi patrimoni. Ma in cosa consiste esattamente l’accusa di Parigi che ha così indispettito Roma, dal governo all’opposizione?

Che cosa significa dumping fiscale

Il termine dumping fiscale è utilizzato per indicare una pratica, messa in campo da uno Stato, per accaparrarsi contribuenti singoli o aziende straniere, attraverso agevolazioni fiscali che risultano molto attrattive e quindi competitive …

MILANO – Il premier francese François Bayrou ha accusato l’Italia di praticare dumping fiscale, puntando il dito contro lo schema di flat tax per i milionari che trasferiscono la residenza nel Paese. Un trend che negli ultimi mesi si è intensificato, tanto da spingere il Financial Times a definire Milano la nuova capitale dei grandi patrimoni. Ma in cosa consiste esattamente l’accusa di Parigi che ha così indispettito Roma, dal governo all’opposizione?

Che cosa significa dumping fiscale

Il termine dumping fiscale è utilizzato per indicare una pratica, messa in campo da uno Stato, per accaparrarsi contribuenti singoli o aziende straniere, attraverso agevolazioni fiscali che risultano molto attrattive e quindi competitive rispetto ad altri Stati. Già nel 2016, il governo Renzi aveva introdotto nella finanziaria un regime fiscale particolarmente favorevole per i nuovi residenti stranieri, permettendogli di beneficiare di una tassa forfettaria annuale da 100 mila euro (la cosiddetta flat tax) sui redditi e gli asset globali detenuti all’estero, in sostituzione all’Irpef sui redditi prodotti in altri Paesi.

La cosiddetta norma CR7

La legge, entrata in vigore l’anno seguente, è meglio conosciuta con il nome di “norma CR7”, perché permise a Cristiano Ronaldo di trasferirsi alla Juventus pagando un’unica tassa su tutti i redditi provenienti dall'estero. Oggi, il regime fiscale speciale consente a chi trasferisce la residenza sul suolo italiano di saldare la propria posizione con il Fisco per 15 anni pagando una tassa piatta di 200 mila euro l’anno su interessi di obbligazioni, dividendi da partecipazioni azionarie, plusvalenze da cessione di imprese, successioni o donazioni quando maturati all’estero. Quanto ai redditi maturati in Italia, vigono le normali trattenute fiscali.

In effetti, la tassazione favorevole – unito al fascino della “dolce vita” – negli ultimi tempi ha attratto a Milano personaggi del calibro del vicepresidente di Goldman Sachs, Richard Gnodde, l’imprenditore egiziano Nassef Sawiris e il cofondatore del fondo Cvc Capital, che ha diversi investimenti nel Bel Paese, Rolly van Rappard. Nel 2023, hanno spostato la propria residenza nel capoluogo lombardo persone che prima la avevano in noti paradisi fiscali (Antigua, Bahamas, Barbados, Panama e Cipro), oltre che 1.627 dagli Stati Uniti, il dato più alto dal 2003.

In quattro anni 315 milioni all’Erario

La fotografia più aggiornata arriva dalla Relazione sul Rendiconto generale dello Stato ad opera della Corte dei Conti. Ebbene, nel 2023 il numero di adesioni – tra contribuenti e loro familiari – è salito a 1.495 dai 549 del 2020, mentre il gettito complessivo per lo Stato è triplicato, passando da 43,9 a 117,7 milioni di euro. Nei quattro anni monitorati dai magistrati contabili, l’Erario ha incamerato 315,4 milioni di euro con l’adesione di quasi quattro mila contribuenti.

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