ROMA - Uno sconto fiscale sui libri di scuola. Ecco l’idea del governo per aiutare le famiglie alle prese con l’acquisto dei testi didattici. Allo studio c’è una detrazione del 19%: una novità dato che oggi le spese per i volumi scolastici non possono essere scalate dalle tasse. Cosa che invece potrebbe accadere a partire dall’anno prossimo se la misura, come auspica l’esecutivo, entrerà nella legge di bilancio.
Le simulazioni dei tecnici sono concentrate in queste ore proprio sulla definizione di una proposta in vista della manovra: l’idea è fissare un’aliquota della detrazione fiscale in linea con quella in vigore per altre spese relative all’istruzione, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Di fatto si allargherebbe il perimetro di quelle detraibili al 19% e che attualmente include le tasse di iscrizione e frequenza, le gite, lo scuolabus, la mensa e i contributi per i corsi e i laboratori di lingue, teatro e musica organizzati dagli istituti. Nell’elenco non ci sono, invece, …
ROMA - Uno sconto fiscale sui libri di scuola. Ecco l’idea del governo per aiutare le famiglie alle prese con l’acquisto dei testi didattici. Allo studio c’è una detrazione del 19%: una novità dato che oggi le spese per i volumi scolastici non possono essere scalate dalle tasse. Cosa che invece potrebbe accadere a partire dall’anno prossimo se la misura, come auspica l’esecutivo, entrerà nella legge di bilancio.
Le simulazioni dei tecnici sono concentrate in queste ore proprio sulla definizione di una proposta in vista della manovra: l’idea è fissare un’aliquota della detrazione fiscale in linea con quella in vigore per altre spese relative all’istruzione, dalla scuola dell’infanzia alle superiori. Di fatto si allargherebbe il perimetro di quelle detraibili al 19% e che attualmente include le tasse di iscrizione e frequenza, le gite, lo scuolabus, la mensa e i contributi per i corsi e i laboratori di lingue, teatro e musica organizzati dagli istituti. Nell’elenco non ci sono, invece, le spese per l’acquisto di libri di testo, zaini, astucci e materiali di cancelleria.
Il valore della nuova detrazione dipenderà dalle risorse a disposizione. In ogni caso sarà selettiva. Non solo per contenere i costi delle coperture dell’intervento, ma anche per evitare che il beneficio vada indistintamente a tutti, anche ai redditi più alti. Per queste ragioni si pensa a introdurre un tetto legato all’Isee: la platea, quindi, verrebbe definita in base a un valore massimo dell’indicatore della situazione economica della famiglia.
Non sarebbe l’unico paletto: lo sconto fiscale avrebbe anche un limite massimo. Da decidere se in base al tipo di scuola frequentata, come avviene oggi per le altre spese scolastiche. Un esempio: per gli asili nido, l’importo massimo detraibile è pari a 632 euro per ogni figlio (la detrazione può arrivare, quindi, fino a 120 euro all’anno). Se invece l’alunno è iscritto a una scuola materna, elementare, media o superiore, il tetto è fissato a 800 euro e quindi si può scaricare fino a 152 euro.
Le prossime settimane saranno decisive per la definizione puntuale della misura. Ma intanto i lavori preparatori sono già a buon punto. L’obiettivo è dare seguito all’impegno preso dal titolare dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, al question time del 30 luglio. Rispondendo a un’interrogazione di Azione nell’emiciclo di Montecitorio, il ministro aveva parlato della necessità di "misure di ulteriore sostegno” alle famiglie, affacciando proprio l’idea di una detrazione per le spese sostenute dalle famiglie per l’acquisto dei libri scolastici. Non solo. Il ministro aveva sottolineato anche l’urgenza di erogare gli aiuti in tempo, e non quando l’anno scolastico è iniziato, se non addirittura dopo. Anche su questo tema è stata avviata una riflessione. E sempre la manovra potrebbe essere il contenitore per arrivare a una soluzione.