Mps-Mediobanca, il cda valuta il rilancio
di Giovanni PonsUn passante di fronte alla sede del Monte dei Paschi a Siena: Francesca Volpi/Bloomberg via Getty Images
Milano – È attesa per oggi la riunione del consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena che dovrà decidere se effettuare un rilancio del prezzo dell’Ops lanciata su Mediobanca il 24 gennaio scorso. Il rilancio è atteso dal mercato dal momento che i prezzi dei due titoli a Piazza Affari, in base al concambio di 2,533 azioni Mps per ogni Mediobanca, lascia aperto un divario del 4%, pari a 700 milioni. E il rilancio, se ci sarà, sarà con ogni probabilità in contanti da aggiungere allo scambio azionario, come è successo anche all’Ops di Bper su Popolare di Sondrio.
Il cda della banca guidata da Luigi Lovaglio dovrà valutare la convenienza di un rilancio per rendere più attraente agli investitori istituzionali, che pesano per circa il 35% del capitale di Piazzetta Cuccia, e ai privati che non hanno già venduto le loro azioni sul mercato, aderire all’offerta. Ma è una valutazione che non mette in dubbio il successo dell’Ops in quanto la soglia minima del 35%, essendo le adesi…
Milano – È attesa per oggi la riunione del consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena che dovrà decidere se effettuare un rilancio del prezzo dell’Ops lanciata su Mediobanca il 24 gennaio scorso. Il rilancio è atteso dal mercato dal momento che i prezzi dei due titoli a Piazza Affari, in base al concambio di 2,533 azioni Mps per ogni Mediobanca, lascia aperto un divario del 4%, pari a 700 milioni. E il rilancio, se ci sarà, sarà con ogni probabilità in contanti da aggiungere allo scambio azionario, come è successo anche all’Ops di Bper su Popolare di Sondrio.
Il cda della banca guidata da Luigi Lovaglio dovrà valutare la convenienza di un rilancio per rendere più attraente agli investitori istituzionali, che pesano per circa il 35% del capitale di Piazzetta Cuccia, e ai privati che non hanno già venduto le loro azioni sul mercato, aderire all’offerta. Ma è una valutazione che non mette in dubbio il successo dell’Ops in quanto la soglia minima del 35%, essendo le adesioni già arrivate al 28,7% del capitale, è facilmente raggiungibile. Non solo i due soci forti di Mediobanca, cioé Delfin (la finanziaria della famiglia Del Vecchio) e Francesco Gaetano Caltagirone hanno già consegnato i loro pacchetti di azioni, ma c’è una altissima probabilità che un altro 5,5% in possesso della casse di previdenza Enpam, Enasarco, Forense, venga consegnato all’Ops. Questi investitori si sono infatti sempre schierati a fianco di Caltagirone e del governo che sostiene questa operazione, prima entrando in Mps e contribuendo a far passare l’aumento di capitale, e poi reinvestendo in Mediobanca e astenendosi nell’assemblea che doveva valutare l’Ops su Banca Generali. Un altro 2,1% dovrebbe poi arrivare dalla Edizione holding della famiglia Benetton, che non ha interesse a schierarsi contro il governo avendo il gruppo delle attività in concessione dallo Stato, mentre un ulteriore 2% potrebbe arrivare da Unicredit che ha rastrellato azioni Mediobanca sul mercato e si è astenuta su Banca Generali.
Il rilancio, se vi sarà, servirà dunque a Mps per incrementare la raccolta di azioni Mediobanca almeno fino al 51%, una soglia che gli permette di conquistare con sicurezza il controllo del cda di Piazzetta Cuccia e anche di utilizzare i crediti fiscali maturati con le perdite pregresse. Se le adesioni superassero la soglia del 66,7% Mps avrebbe anche i numeri per deliberare in assemblea straordinaria la fusione con Mediobanca.
In presenza di un rilancio i termini di chiusura dell’offerta, oggi fissati all’8 settembre, potrebbero slittare. O più probabilmente potrebbe verificarsi una riapertura dell’offerta per qualche giorno dopo il 15 settembre, data in cui è previsto il passaggio di proprietà dei titoli.
Se le adesioni all’offerta di Mps supereranno il 50% a quel punto il cda di Mediobanca si riunirà per definire le condizioni di un passaggio di consegne ordinato. Lovaglio e il vicepresidente indipendente di Mediobanca, Vittorio Pignatti Morano, potrebbero definire una tabella di marcia per arrivare all’assemblea che nominerà un nuovo consiglio, probabilmente oltre l’assemblea del 28 ottobre che approverà il bilancio. Meno chiaro, invece, il percorso in caso di adesioni all’Ops sotto il 50%, che non farebbero scattare il controllo di diritto.