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La Consob tedesca frena Orcel: “Si valutano conflitti d’interesse”

Mark Branson, presidente Bafin

 

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Branson si è mostrato scettico sulla necessità di grandi fusioni bancarie in Europa: “Una maggiore concorrenza porta benefici ai clienti”
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MILANO – Ancora strali tedeschi contro la scalata di Unicredit, al 26% della rivale Commerzbank e con derivati per arrivare al 29%. Il presidente della Bafin, Mark Branson, ha detto in un’intervista all’Handelsblatt che l’autorità tedesca di vigilanza finanziaria «valuta sempre i potenziali conflitti di interesse in caso di acquisizioni, soprattutto quando si tratta di partecipazioni tra concorrenti e di eventuali ingressi nei consigli di sorveglianza».

Pur senza commentare «i singoli casi», e benché per le banche europee più rilevanti l’ultima parola in materia spetti della Bce, Branson si è mostrato scettico sulla necessità di grandi fusioni bancarie in Europa, sostenuta dal management di Unicredit (e da diversi rappresentanti della Bce). «Non perseguiamo politiche indus…

MILANO – Ancora strali tedeschi contro la scalata di Unicredit, al 26% della rivale Commerzbank e con derivati per arrivare al 29%. Il presidente della Bafin, Mark Branson, ha detto in un’intervista all’Handelsblatt che l’autorità tedesca di vigilanza finanziaria «valuta sempre i potenziali conflitti di interesse in caso di acquisizioni, soprattutto quando si tratta di partecipazioni tra concorrenti e di eventuali ingressi nei consigli di sorveglianza».

Pur senza commentare «i singoli casi», e benché per le banche europee più rilevanti l’ultima parola in materia spetti della Bce, Branson si è mostrato scettico sulla necessità di grandi fusioni bancarie in Europa, sostenuta dal management di Unicredit (e da diversi rappresentanti della Bce). «Non perseguiamo politiche industriali e non siamo ossessionati dalle dimensioni. Più grande non significa automaticamente migliore, né per i clienti né per la concorrenza», ha detto Branson. Che per non essere frainteso da nessuno ha aggiunto: «È positivo che in Germania esistano istituti grandi, medi e piccoli. Una maggiore concorrenza porta benefici ai clienti, che pagano meno per i servizi rispetto ai mercati oligopolistici».

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