✕

Mercosur, via libera della Ue all’accordo: si apre un mercato di oltre 700 milioni di consumatori

Ascolta l'audio

Garantiti gli standard di sicurezza alimentare e potenziate le salvaguardie, che arrivano a 6,5 miliardi di euro. Protette le indicazioni geografiche tipiche. Ma le organizzazioni agricole rimangono contrarie. Tra i Paesi, non favorevoli Francia, Irlanda, Polonia e Austria. In bilico Belgio e Olanda
3 minuti di lettura

ROMA – Un mercato di 700 milioni di consumatori, con la previsione della crescita dell’export di beni e servizi Ue nei Paesi del Mercosur e in Messico del 40% nel giro di pochi anni, con un vantaggio che si traduce in 50 miliardi di entrate in più. Tanto vale l’intesa commerciale con i paesi americani che la Commissione europea ha appena siglato. "Questi accordi storici costituiscono una parte fondamentale della strategia dell'Ue volta a diversificare le sue relazioni commerciali", ha spiegato l’esecutivo Ue. "L'accordo - si sottolinea - garantisce una protezione completa e globale per ogni aspetto sensibile nel settore agricolo". Secondo le stime, porterà ad un aumento del "39%" dell'export Ue verso i Paesi Mercosur e sosterrà "440mila posti di lavoro in tutta Europa". Per il commissario Ue Raffaele Fitto l’accordo con il Mercosur “è una scelta strategica, politica ed economia per rafforzare il ruolo dell’Europa nel mondo”.

I numeri promessi dalla nuova intesa non bastano a compensa…

ROMA – Un mercato di 700 milioni di consumatori, con la previsione della crescita dell’export di beni e servizi Ue nei Paesi del Mercosur e in Messico del 40% nel giro di pochi anni, con un vantaggio che si traduce in 50 miliardi di entrate in più. Tanto vale l’intesa commerciale con i paesi americani che la Commissione europea ha appena siglato. "Questi accordi storici costituiscono una parte fondamentale della strategia dell'Ue volta a diversificare le sue relazioni commerciali", ha spiegato l’esecutivo Ue. "L'accordo - si sottolinea - garantisce una protezione completa e globale per ogni aspetto sensibile nel settore agricolo". Secondo le stime, porterà ad un aumento del "39%" dell'export Ue verso i Paesi Mercosur e sosterrà "440mila posti di lavoro in tutta Europa". Per il commissario Ue Raffaele Fitto l’accordo con il Mercosur “è una scelta strategica, politica ed economia per rafforzare il ruolo dell’Europa nel mondo”.

I numeri promessi dalla nuova intesa non bastano a compensare la perdita di esportazioni americane dovute alla politica tariffaria di Trump, ma che sono sicuramente una ottima apertura per diversificare le esportazioni e garantire una maggiore sicurezza ai produttori Ue, oltre che «l’accesso a importanti materie prime», spiegano fonti Ue. Ma con l’abbattimento reciproco delle tariffe a crescere saranno anche le importazioni della Ue: da qui il timore degli agricoltori, in particolare dei produttori di carni bovine, pollame, riso e zucchero, espressi nel corso degli ultimi mesi con robuste manifestazioni di protesta europee e nazionali. Dalle preoccupazioni degli agricoltori dipendono anche le posizioni dei Paesi europei. Contrari Francia, Polonia, Irlanda, Austria, in bilico Belgio e Olanda.

Fino a pochi giorni fa era nota anche l’opposizione dell’Italia, che però adesso sta valutando il sì ai trattati. Dipenderà molto dal peso delle salvaguardie aggiuntive, spiega un comunicato di Palazzo Chigi: «Il governo italiano accoglie con favore l'inserimento di un pacchetto di salvaguardie aggiuntive a tutela degli agricoltori europei. Tali salvaguardie aggiuntive prevedono, come attivamente chiesto negli scorsi mesi dall'Italia, un meccanismo di monitoraggio e intervento rapido in caso di perturbazioni nei prezzi, anche a livello di singolo Stato membro, il rafforzamento dei controlli fito-sanitari sulle merci in ingresso per assicurarne il pieno rispetto di standard e regolamentazioni UE e l'impegno a prevedere compensazioni adeguate per le filiere agricole eventualmente danneggiate. In vista dei prossimi passaggi di approvazione formale dell'Accordo a Bruxelles, l'Italia valuterà, anche attraverso il coinvolgimento delle rilevanti associazioni di categoria, l'efficacia delle garanzie aggiuntive previste e la conseguente possibilità di sostenere o meno l'approvazione finale dell'Accordo UE-Mercosur».

I due accordi richiedono in Consiglio la maggioranza qualificata, anche se, spiega un funzionario Ue che segue l’accordo, “l’obiettivo della Commissione non è quello di fare un conteggio al millimetro, ma di ottenere un largo consenso”. Nella fase successiva, invece, che richiede il via libera del Parlamento europeo, basterà la maggioranza semplice.

Due accordi

Si parla sempre e solo di Mercosur, unione di Paesi che include Brasile (attuale presidente di turno), Paraguay, Uruguay e Argentina, ma in effetti gli accordi che vengono presentati oggi dalla Commissione Ue sono due, perché c’è anche quello con il Messico. In entrambi i casi si tratta di Paesi con la quale la Ue da tempo intrattiene importanti rapporti commerciali, in particolare poi con il Messico è già in vigore un trattato, che però era di portata assai limitata,e non copre i servizi.

I due accordi prevedono l’eliminazione o la forte riduzione dei dazi reciproci. Per i prodotti agricoli si prevede l’eliminazione dei dazi sull’82% dei prodotti agricoli del Mercosur, e del 93% dei prodotti europei. Ci saranno quote per prodotti considerati sensibili, come la carne di manzo e la carne di pollo. Nel giro di dieci anni saranno revocati i dazi dei prodotti industriali provenienti dal Mercosur. E quest’ultimo li eliminerà sul 90% dei prodotti industriali europei.

Le salvaguardie

Per venire incontro alle preoccupazioni delle organizzazioni agricole europee, la Commissione ha previsto speciali salvaguardie. Innanzitutto, se si ritiene che l’import di un bene possa minacciare momentaneamente la produzione europea, è possibile ritornare ai dazi originari, preaccordo. Inoltre c’è un fondo per le compensazioni, che è arrivato a 6 miliardi e mezzo di euro.

Il no degli agricoltori

Tuttavia assicurazioni e salvaguardie non convincono gli agricoltori. Ieri, in previsione delle decisioni assunte oggi, Copa-Cogeca, la principale federazione agricola europea, ha diffuso un comunicato in cui ribadisce la propria contrarietà, e le proprie preoccupazioni: «La spinta per la ratifica dell'accordo Ue-Mercosur acuirà ulteriormente il divario tra le comunità agricole e la Commissione europea», si afferma. «La prospettiva di sottoporre alla ratifica del Parlamento europeo e del Consiglio un accordo che non si è ancora evoluto nella sostanza, e attraverso una procedura che equivale a una pressione politica, è profondamente dannosa e invia un ulteriore segnale negativo all'inizio di questa nuova stagione politica. Se confermata nei prossimi giorni, la presentazione dell'accordo Ue-Mercosur si aggiungerebbe a una serie di annunci negativi fatti durante l'estate – dai tagli alla dotazione di bilancio agricola, all'indebolimento della dimensione comune della Pac, fino alle concessioni nell'ambito dell'accordo Ue-Usa – tutti elementi che dimostrano come l'agricoltura europea venga relegata al secondo livello delle priorità dell'Unione».

Dall’Italia arriva il no deciso di Filiera Italia e Coldiretti: «L’accordo con il Mercosur deve essere vincolato a precise garanzie sul rispetto del principio di reciprocità degli standard produttivi e su controlli puntuali su tutti i prodotti agroalimentari che entrano in Europa, se non vogliamo mettere a rischio la salute dei consumatori e il futuro delle filiere agroalimentari.». Tuttavia non tutto il mondo agricolo è contro, anzi c’è un ampio schieramento a favore, costituito dai consorzi di prodotti come il vino, il Grana, il Parmigiano, che avranno invece maggiori tutele dagli accordi, e un forte impulso all’export a condizioni convenienti. «L'apertura al Mercosur è un segnale importante in favore del libero mercato proprio in un periodo in cui sembrava se ne fossero perse le tracce. Questi sono gli accordi commerciali che ci piacciono», afferma il presidente dell’Unione Italiana Vini Lamberto Frescobaldi.

Leggi i commenti