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Raccolto il 38,5% dei titoli Mediobanca: Monte dei Paschi completa la scalata

Rocca Salimbeni, sede del Monte dei Paschi di Siena (ansa)

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Dal 30,1% di martedì le adesioni sono salite oltre ‘quota 35%’. Scarna nota serale della banca senese: “Il superamento della soglia minima realizza una delle condizioni di efficacia dell’offerta”. Che ora può essere riaperta dal 16 al 22 settembre
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MILANO – Quota 35% è superata, il Monte dei Paschi è virtualmente il nuovo socio di controllo di Mediobanca, la più importante banca d’affari italiana.

Ieri le adesioni all’offerta di scambio senese sono salite dal 30,12% al 38,51%, grazie alla consegna di tre pacchetti rotondi che fonti finanziarie indicano nel 2,2% della famiglia Benetton, nell’1,1% della famiglia Tortora e nel 2% dell’Enpam dei medici. Così è verificata la “condizione soglia minima” del 35%. Il primo obiettivo, minimo appunto: ma che già cambia la storia finanziaria nostrana, e dal 15 settembre, data di regolamento dell’Ops, renderà Piazzetta Cuccia una propaggine della Rocca Salimbeni senese.

Mps ha comunicato il traguardo con una nota molto formale e sobria, che in serata rilevava come «sulla base de…

MILANO – Quota 35% è superata, il Monte dei Paschi è virtualmente il nuovo socio di controllo di Mediobanca, la più importante banca d’affari italiana.

Ieri le adesioni all’offerta di scambio senese sono salite dal 30,12% al 38,51%, grazie alla consegna di tre pacchetti rotondi che fonti finanziarie indicano nel 2,2% della famiglia Benetton, nell’1,1% della famiglia Tortora e nel 2% dell’Enpam dei medici. Così è verificata la “condizione soglia minima” del 35%. Il primo obiettivo, minimo appunto: ma che già cambia la storia finanziaria nostrana, e dal 15 settembre, data di regolamento dell’Ops, renderà Piazzetta Cuccia una propaggine della Rocca Salimbeni senese.

Mps ha comunicato il traguardo con una nota molto formale e sobria, che in serata rilevava come «sulla base delle azioni apportate è stata superata la soglia minima», realizzando un’altra delle condizioni di efficacia. Tuttavia l’Ops non è ancora “irrevocabile”, perché ancora sussistono le clausole di forza maggiore di rito di questi dossier.

Pur avendo posto, nel documento d’offerta approvato da Bce e Consob, la soglia del 66,67% tra le «condizioni di efficacia» dell’acquisizione da 13,5 miliardi, Mps s’era infatti riservata di rinunciarvi, in caso di adesioni «almeno pari al 35% dei diritti di voto». Tale rinuncia è stata resa nota martedì, e ora si verifica la «condizione soglia minima», che fa accettare ai senesi anche un controllo debole, “di fatto”. Uno status comunque a suo tempo autorizzato, con pochi caveat, dalla Bce vigilante, spiazzando osservatori e detrattori, timorosi di un aumento dei rischi sistemici qualora la banca salvata dal Tesoro nel 2017 si fosse trovata, con poco più del 35%, al comando della catena che lega Mediobanca al colosso Generali, di cui la banca ha il 13%.

Un altro effetto del traguardo di ieri è che avvera i presupposti per riaprire l’offerta, che in Borsa chiude lunedì. Ma il documento informativo consente a Mps di riaprirla, dal 16 al 22, sussistendo due condizioni. La prima è la rinuncia alla soglia superiore, già annunciata con il rilancio di martedì. La seconda è, appunto, “quota 35%”: anche se il management guidato da Luigi Lovaglio non l’ha mai ritenuta un obiettivo, poiché non consentirebbe a Mps di consolidare Mediobanca – trasformando 1,3 miliardi di imposte differite in crediti fiscali da scontare a breve - né tantomeno di fonderla, cogliendo i 700 milioni di sinergie promessi. Chi conosce Lovaglio, che ieri non ha festeggiato, lo vede proiettato almeno al 51%, per garantirsi il controllo di diritto di Mediobanca, e fiducioso anche di raccogliere il 66,67% del capitale; specie con la riapertura dei termini, che però sarà decisa all’ultimo giorno di offerta.

In Borsa ieri i due titoli si sono mossi in sintonia cedente. Segno, per gli operatori, che gli scambi dopo il rilancio in contanti di martedì sono dominati dagli arbitraggi speculativi. Ieri Mediobanca valeva 19,71 euro (-1,99%), contro 7,483 euro di Mps (-1,97%), con un concambio di 19,85 euro, lo 0,73% oltre la quotazione della preda: è il guadagno per gli hedge fund che hanno rastrellato quasi un 10% e presto lo apporteranno all’Opas.

Anche a simili negozi fa riferimento, dicono fonti finanziarie, il 5,07% di Mediobanca che Ubs, advisor di Mps, ha reso noto in Consob il 25 agosto come «partecipazione potenziale tramite 16 controllate». Si tratta per lo 0,182% di azioni votanti, lo 0,873% in prestito titoli, il 3,224% e lo 0,794% in «altre posizioni lunghe con regolamento fisico e in contanti».

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