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Dal marchio di moda ai ristoranti. Leo Dell'Orco alla guida della fondazione che gestirà l'impero

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La successione a Giorgio Armani era stata già pianificata dal 2016 prevedendo un triumvirato di persone di fiducia: c’è anche Andrea Camerana, nipote del fondatore della maison
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MILANO – Giorgio Armani, stilista e imprenditore, lascia un marchio globale con 8.700 dipendenti, 650 negozi, per non parlare di alberghi, ristoranti e locali, tra cui la storica Capannina di Forte dei Marmi rilevata lo scorso agosto. L’azienda ha chiuso il 2024 con 2,3 miliardi di ricavi, e non ha mai smesso di investire (332 milioni lo scorso anno, il doppio dei 168,5 milioni del 2023). Ma Armani è sempre stato anche un imprenditore prudente, allergico al debito, che consegna alla fondazione un’azienda sana: a fine 2024 aveva poco meno di 600 milioni di liquidità con cui sostenere anche la crescita futura.

La successione dell’impero

La gestione, come programmato da tempo, passa alla fondazione guidata da Pantaleo Dell’Orco, braccio destro del fondat…

MILANO – Giorgio Armani, stilista e imprenditore, lascia un marchio globale con 8.700 dipendenti, 650 negozi, per non parlare di alberghi, ristoranti e locali, tra cui la storica Capannina di Forte dei Marmi rilevata lo scorso agosto. L’azienda ha chiuso il 2024 con 2,3 miliardi di ricavi, e non ha mai smesso di investire (332 milioni lo scorso anno, il doppio dei 168,5 milioni del 2023). Ma Armani è sempre stato anche un imprenditore prudente, allergico al debito, che consegna alla fondazione un’azienda sana: a fine 2024 aveva poco meno di 600 milioni di liquidità con cui sostenere anche la crescita futura.

La successione dell’impero

La gestione, come programmato da tempo, passa alla fondazione guidata da Pantaleo Dell’Orco, braccio destro del fondatore, e da Irving Bellotti, ad di Rothschild italia, storico banchiere d’affari che ha sempre accompagnato lo stilista piacentino nel suo percorso imprenditoriale. Il posto dell’ex fondatore dovrebbe invece essere preso dal nipote Andrea Camerana. È dal 2016 che è stata pianificata la successione, con la nascita della fondazione e di un triumvirato di persone di fiducia, capaci di traghettare l’azienda nel prossimo secolo di successi. La mission della fondazione, che ora dovrebbe ereditare anche il controllo dell’azienda, è “assicurare l’attenzione all’innovazione, all’eccellenza, qualità e ricerca del prodotto”. L’approccio alle acquisizioni dovrà essere “cauto”, con la stessa cautela con cui è stata gestita l'azienda finora, e volto a sviluppare competenze non ancora presenti in azienda.


La fondazione dovrà "perseguire un adeguato livello di investimenti per lo sviluppo dei marchi, una gestione finanziaria equilibrata e un moderato ricorso all’indebitamento, oltre a un adeguato livello di reinvestimento degli utili della Giorgio Armani”. È inoltre previsto che la fondazione non distribuisca utili, patrimonio o avanzi di gestione, operazioni "espressamente vietate” anche in via indiretta: “eventuali utili e avanzi saranno impiegati per le attività istituzionali".

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