Altman, Zuck, Cook. Tutti a cena da Donald Trump (tranne Musk): “Sull’IA la Cina non deve superarci”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliWASHINGTON – Si scrive corsa globale per la supremazia nel campo tecnologico dell’intelligenza artificiale, ma si legge sfida epocale con la Cina per la supremazia economica e geopolitica. Con l’Europa a fare da spettatrice, a parte qualche regolamento per infilare paletti qui e là, qualche dazio da pagare agli Usa, o qualche tassa digitale per recuperare almeno in parte il maltolto. Infatti Trump ora minaccia nuove sanzioni contro Bruxelles, per punirla della multa da 3,5 miliardi di dollari inflitta a Google. Salta agli occhi questa realtà, osservando la cena organizzata giovedì sera dal presidente Trump alla Casa Bianca con i capi dei colossi americani del settore, da Mark Zuckerberg a Bill Gates, passando per Sergey Brin, Tim Cook, Sam Altman e i ceo di Google e Microsoft Sundar Pichai e Satya Nadella. Unici assenti l’ex amico Musk e Bezos.
WASHINGTON – Si scrive corsa globale per la supremazia nel campo tecnologico dell’intelligenza artificiale, ma si legge sfida epocale con la Cina per la supremazia economica e geopolitica. Con l’Europa a fare da spettatrice, a parte qualche regolamento per infilare paletti qui e là, qualche dazio da pagare agli Usa, o qualche tassa digitale per recuperare almeno in parte il maltolto. Infatti Trump ora minaccia nuove sanzioni contro Bruxelles, per punirla della multa da 3,5 miliardi di dollari inflitta a Google. Salta agli occhi questa realtà, osservando la cena organizzata giovedì sera dal presidente Trump alla Casa Bianca con i capi dei colossi americani del settore, da Mark Zuckerberg a Bill Gates, passando per Sergey Brin, Tim Cook, Sam Altman e i ceo di Google e Microsoft Sundar Pichai e Satya Nadella. Unici assenti l’ex amico Musk e Bezos.
La cena con Trump alla Casa Bianca
Il pool accreditato per seguire la cena, a cui è invitata Repubblica, si raduna nella Red Room della Casa Bianca, sotto un ritratto di John Kennedy, con vista spettacolare sul Washington Monument, l’obelisco dedicato al fondatore della patria che domina il National Mall. Quando ci aprono la porta della State Dining Room, dove la serata è stata spostata a causa della pioggia, la prima cosa che si vede è Trump seduto al fianco della first lady Melania, che ha appena lanciato il suo allarme per l’avvento dei robot.
Sono al centro del lungo tavolo rettangolare che riempie l’intera sala, sotto ai quadri d’epoca sulle origini del Paese. Le posate formali disposte intorno ai piatti annunciano un menu di almeno cinque portate. Alla destra del presidente siede Zuckerberg, alla sinistra della moglie Gates, subito davanti Brin, Cook e Altman. Aziende che sommate insieme fanno più del Pil dell’intera Unione Europea, o quasi.
Casa Bianca, il giro di tavolo con i Ceo
Trump invita gli ospiti a fare un giro di tavolo di commenti. Comincia Zuckerberg: "Grazie per aver ospitato questo evento. È un bel gruppo da riunire. Le aziende qui presenti stanno investendo molto nel Paese per costruire i data center e le infrastrutture necessarie ad alimentare la prossima ondata di innovazione". Segue Gates: "Il lavoro svolto dalle persone sedute a questo tavolo sta cambiando il mondo. Arriva velocemente, quindi è fantastico che tutti noi possiamo essere qui e parlare di come gli Stati Uniti possano guidare questo settore chiave e applicarlo, anche al di fuori del Paese. Quindi grazie per la vostra incredibile leadership".
Infine Cook: "Voglio ringraziarvi per aver dato il tono necessario, affinché potessimo fare un investimento importante negli Usa e avere qui un'industria manifatturiera avanzata, di importanza strategica. Credo che questo la dica lunga sulla vostra leadership e attenzione all'innovazione. Voglio anche ringraziarvi per aver aiutato le nostre aziende in tutto il mondo. È un aspetto fondamentale. Mi piace molto lavorare con l'amministrazione su questi temi, perché li ritengo fondamentali per il futuro del Paese. E voglio ringraziare la First Lady per il suo impegno nell'istruzione, che è la cosa più importante".
Gli investimenti in IA e la corsa con la Cina
Altman e Brin riconoscono il richiamo di Melania, ma anche le opportunità straordinarie offerte dall’intelligenza artificiale, a partire dalla costruzione dei data center che creeranno migliaia di posti di lavoro. Qualche imbarazzo lo tradisce Pichai, quando il presidente rivendica il merito della sentenza che evita lo spezzatino della compagnia: "Meno male che è finita”, dice il ceo.
Tutti gli ospiti, su invito di Trump, annunciano quanto intendono investire negli Usa: 600 miliardi Meta e Apple, oltre 200 Google, quasi 100 Microsoft. Uno schieramento compatto per un’operazione strategica, che il governo aiuta e le aziende private guidano. Il presidente sorride soddisfatto, avvertendo che "gli effetti positivi sull’economia si vedranno tra un anno", ossia in tempo per le elezioni midterm.
Poi però è lui a spiegare il senso dell’offensiva, che va oltre l’economia: "Siamo i primi al mondo nell’intelligenza artificiale, ma soprattutto siamo avanti alla Cina e dobbiamo garantire di restarci". Il vertice fra Xi, Putin e Kim lo ha colpito, anche se dice di non avere paura: "Non mi preoccupano Cina, Russia e Corea del Nord sull'intelligenza artificiale. Pechino può copiare ma non creare come facciamo noi". Giura anche di non temerli sul piano militare: "Noi abbiamo le forze armate più potenti al mondo, non si azzarderanno ad attaccarci". A patto però di vincere la corsa all’intelligenza artificiale, che potrebbe cambiare tutti gli equilibri strategici.