ROMA – C’è un doppio semaforo verde per l’integrazione tra Tim e Poste Italiane, mentre un semaforo giallo resta acceso sullo sfondo.
Il Garante della concorrenza, l’Antitrust, si prepara ad autorizzare l’acquisto del 15% delle azioni di Tim. Acquisto che farà di Poste Italiane il primo azionista della società di telecomunicazioni (con una quota del 24,81%). Nell’attesa dell’Antitrust, ufficializza un via libera all’integrazione un secondo Garante (quello delle Comunicazioni, l’AgCom).
Il secondo Garante (l’AgCom) ha valutato se Tim – con Poste come primo azionista – acquisirà una forza eccessiva nel mercato dei media. La circostanza, spiega l’AgCom nel suo provvedimento, è esclusa.
Il Sic
Nell’ambito specifico dei media, Tim è presente soltanto con la sua paytv (TimVision). Ora, in termini di ricavi, l’emittente ha un peso marginale sulla torta generale dei ricavi del settore (ribattezzata Sic). Parliamo di un modesto 1% in capo a TimVision. E la quota dei ricavi non potrà certo d…
ROMA – C’è un doppio semaforo verde per l’integrazione tra Tim e Poste Italiane, mentre un semaforo giallo resta acceso sullo sfondo.
Il Garante della concorrenza, l’Antitrust, si prepara ad autorizzare l’acquisto del 15% delle azioni di Tim. Acquisto che farà di Poste Italiane il primo azionista della società di telecomunicazioni (con una quota del 24,81%). Nell’attesa dell’Antitrust, ufficializza un via libera all’integrazione un secondo Garante (quello delle Comunicazioni, l’AgCom).
Il secondo Garante (l’AgCom) ha valutato se Tim – con Poste come primo azionista – acquisirà una forza eccessiva nel mercato dei media. La circostanza, spiega l’AgCom nel suo provvedimento, è esclusa.
Il Sic
Nell’ambito specifico dei media, Tim è presente soltanto con la sua paytv (TimVision). Ora, in termini di ricavi, l’emittente ha un peso marginale sulla torta generale dei ricavi del settore (ribattezzata Sic). Parliamo di un modesto 1% in capo a TimVision. E la quota dei ricavi non potrà certo decollare con le nozze tra Tim e Poste Italiane, società questa che non ha alcuna attività nei media.
La criticità
I semafori verdi, quindi, sono due: il primo dell’Antitrust e il secondo dell’AgCom (sui ricavi nel comparto dei media). Resta acceso, però, un semaforo giallo. Come anticipato dal Domani, i tecnici dell’AgCom individuano una criticità in questo matrimonio industriale.
Poste – società controllata dal Tesoro, dunque pubblica – si prepara a esercitare una «influenza determinante» e un «controllo di fatto» su Tim, appena nominerà sue persone nel consiglio di amministrazione.
Dopo l’ingresso nel cda di Tim, a cascata Poste controllerà anche TimVision. Condizione che la legge sembra vietare proprio perché Poste è una società pubblica. L’articolo che si sospetta violato è il 5 (comma 3) del Tusma, il codice unico che comprende tutte le norme sui media.