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I dazi frenano l’export di yacht

Cannes, France - September 14, 2024: Yachting Festival Cannes with general Atmosphere. Yachts, Yachten, Yacht, Boote, Boot, Boats, Mandoga Media Germany (Photo by Mandoga Media/picture alliance via Getty Images) 

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Pesa l’incertezza sul mercato Usa. I big italiani guardano al Medio Oriente
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Lo stato di salute del settore è buono, ma la vera incognita riguarda i dazi imposti da Trump e come il comparto riuscirà ad ammortizzare questo 15%. «Le tariffe rappresentano uno dei principali fattori di incertezza che caratterizzano le aspettative di performance di vendite e marginalità per il 2025», sottolinea Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader Italia. Il report annuale The State of the Art of the Global Yachting Market 2025 Edition, realizzato in collaborazione con Confindustria Nautica, conferma che l’Italia è la prima industria nautica esportatrice a livello mondiale: il 90% della produzione tricolore è destinata all’export, rappresentando circa il 13% del surplus della bilancia commerciale nazionale, in forte crescita dal 3% del 2015. Un’ascesa inarrestabile con un balzo dopo gli anni della pandemia.

Lo stato di salute del settore è buono, ma la vera incognita riguarda i dazi imposti da Trump e come il comparto riuscirà ad ammortizzare questo 15%. «Le tariffe rappresentano uno dei principali fattori di incertezza che caratterizzano le aspettative di performance di vendite e marginalità per il 2025», sottolinea Ernesto Lanzillo, Deloitte Private Leader Italia. Il report annuale The State of the Art of the Global Yachting Market 2025 Edition, realizzato in collaborazione con Confindustria Nautica, conferma che l’Italia è la prima industria nautica esportatrice a livello mondiale: il 90% della produzione tricolore è destinata all’export, rappresentando circa il 13% del surplus della bilancia commerciale nazionale, in forte crescita dal 3% del 2015. Un’ascesa inarrestabile con un balzo dopo gli anni della pandemia.

Il triplete di saloni

Nei tre saloni dedicati alla nautica che caratterizzano il mese di settembre, il Cannes Yachting Festival, che apre domani i battenti in Francia fino al 14 settembre, seguito dal Salone Nautico di Genova, dal 18 al 23 settembre, e dal Monaco Boat Show, dal 24 al 27 settembre, gli operatori proveranno a trovare nuove soluzioni per superare l’effetto dazi Usa. «Per un comparto industriale come quello della nautica, che ha un peso rilevantissimo sul surplus di bilancia commerciale del Paese, risulta ancor più importante un esame critico delle strategie doganali sin qui adottate. Bisogna essere sicuri di aver beneficiato di tutti i vantaggi regolamentari disponibili oltre ad analizzare opportunità in nuovi mercati di sbocco delle esportazioni, meno esposti alle turbolenze tariffarie, o di delocalizzazione produttiva tramite alleanze con operatori internazionali», rimarca Lanzillo di Deloitte, uno degli autori del report che fotografa il settore a livello mondiale. E aggiunge: «Torna di grande rilevanza il ruolo delle fiere di settore, non solo per accrescere la visibilità dei prodotti, ma anche per instaurare nuove connessioni strategiche».

Il mercato globale della cantieristica ha toccato il record nel 2023 toccando quota di 34,8 miliardi di euro, in crescita del 7%, per poi accusare una fase di stasi nel 2024 e un probabile rallentamento nel 2025, mentre gli esperti prevedono una ripresa nel biennio 2026/2027, una volta che saranno metabolizzate le tariffe. «Il problema non sono i dazi, quanto l’incertezza di quanto fossero. Una volta stabilito, anche i nostri importatori hanno ricominciato a far partire i container e le imbarcazioni. Le tariffe limitano un pochino la forza delle nostre industrie ma crea danni anche a tutto il sistema di vendita di barche, imbarcazioni, motori in America, perché comunque ci sono tantissime aziende, anche americane, che vivono di quello che noi esportiamo negli Stati Uniti», dice Paolo Formenti, presidente di Confindustria Nautica. La sua fotografia della situazione è nitida. «I grandi stanno ancora crescendo, non tantissimo come prima, ma stanno ancora crescendo. I medi sono stabili. La piccola nautica è in calo, però ha cominciato a recuperare verso la fine della stagione e in questo momento c’è molto fermento».

La reazione italiana

Il Salone che si apre a Cannes domani darà un primo assaggio di come i marchi italiani intendono reagire. Per l’anno nautico 2024-2025, il gruppo Azimut-Benetti prevede ricavi pari a 1,5 miliardi, in crescita del 15% rispetto al precedente. Il portafoglio ordini acquisito dal 1 gennaio è pari a 2.5 miliardi di euro con estensione al 2029. Previsto un piano di potenziamento dei cantieri fino al 2027 e la ricerca di ampliare mercati alternativi agli Stati Uniti con il Medio Oriente, in particolare l’Arabia Saudita. E in Francia debutta il Magellano 27M, barca i cui interni sono firmati da Michele De Lucchi e dal suo team Amdl Circle. È la prima volta.

Il gruppo Sanlorenzo, che festeggia i 20 anni della guida di Massimo Perotti e ha chiuso i primi 6 mesi dell’anno con ricavi in crescita del 9,4% a 454 milioni (+7% utile), porta dieci yacht e le novità di Bluegame e Nautor Swan. Ferretti conta sei anteprime tra i marchi Ferretti Yachts, Itama e Riva, come il nuovo Ferretti Yachts 800 che completa il rinnovamento della gamma iniziato nel 2018.

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