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Ue, stretta sugli sprechi alimentari e sul recupero dei rifiuti tessili. Nuovi obiettivi per il 2030

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Il Parlamento ha approvato in via definitiva la revisione della direttiva del 2008. Per la produzione e la trasformazione alimentare riduzione del 10%, 30% per commercio al dettaglio e ristorazione
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STRASBURGO – Nuovi e più stringenti obiettivi Ue ho per ridurre gli sprechi alimentari e favorire il riciclo dei materiali tessili. Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo al testo di legge che aggiorna la direttiva del 2008 sulla riduzione dei rifiuti alimentari, includendo per la prima volta anche norme per il recupero dei tessuti. Entro il 31 dicembre 2030 andranno ridotti del 10% i rifiuti provenienti dalla produzione e dalla trasformazione alimentare e il 30% pro capite per i rifiuti provenienti dal commercio al dettaglio, dai ristoranti, dai servizi di ristorazione e dai nuclei domestici. Gli obiettivi saranno calcolati sulla media annua 2021-2023.

Riduzione sprechi, l’iter dei target Ue

In prima lettura, un anno e mezzo fa, gli eurodep…

STRASBURGO – Nuovi e più stringenti obiettivi Ue ho per ridurre gli sprechi alimentari e favorire il riciclo dei materiali tessili. Il Parlamento europeo ha dato il via libera definitivo al testo di legge che aggiorna la direttiva del 2008 sulla riduzione dei rifiuti alimentari, includendo per la prima volta anche norme per il recupero dei tessuti. Entro il 31 dicembre 2030 andranno ridotti del 10% i rifiuti provenienti dalla produzione e dalla trasformazione alimentare e il 30% pro capite per i rifiuti provenienti dal commercio al dettaglio, dai ristoranti, dai servizi di ristorazione e dai nuclei domestici. Gli obiettivi saranno calcolati sulla media annua 2021-2023.

Riduzione sprechi, l’iter dei target Ue

In prima lettura, un anno e mezzo fa, gli eurodeputati avevano votato per obiettivi più ambiziosi – il 40 e il 20% – ma nella versione finale si è dovuto trovare un compromesso con la Commissione e il Consiglio. «La nostra linea è stata chiara fin dall'inizio: coniugare obiettivi ambiziosi di riduzione degli sprechi alimentari e tessili con soluzioni praticabili per le imprese», rivendica Flavio Tosi (FI), europarlamentare del gruppo dei Popolari e relatore ombra del provvedimento.

«Abbiamo evitato misure ideologiche e trovato strumenti flessibili, introducendo sistemi di premialità e sostegno procedurale e finanziario che permettono alle aziende, soprattutto pmi e microimprese, di cogliere nuove opportunità produttive». La direttiva verrà pubblicata a breve nella Gazzetta Ufficiale Europea. Dopo, gli Stati membri avranno 20 mesi di tempo per recepire le norme nella legislazione nazionale.

Recupero dei rifiuti tessili: come intervenire

Per quanto riguarda il settore tessile, i Paesi Ue dovranno istituire schemi di responsabilità del produttore, che dovranno coprire i costi per la loro raccolta, la selezione e il riciclaggio non solo degli indumenti, ma anche di prodotti come calzature, coperte, biancheria da letto e da cucina, tende e cappelli, a partire da 30 mesi dopo l'entrata in vigore della direttiva.

Ogni anno, nella Ue si generano quasi 60 milioni di tonnellate di rifiuti alimentari (132 chilogrammi a persona) e 12,6 milioni di tonnellate di rifiuti tessili. Solo l’abbigliamento e le calzature rappresentano 5,2 milioni di tonnellate di rifiuti, equivalenti a 12 chilogrammi a persona ogni anno.

Riciclo automobili: il voto dell’Europarlamento

Il Parlamento Ue inoltre ha approvato in prima lettura anche le nuove misure per ridurre l’impatto ambientale dei riciclo delle automobili. Le misure, sostenute da 431 deputati con 145 contrari e 76 astensioni, «mirano a rafforzare la transizione del settore automobilistico verso un'economia circolare, riducendo l'impatto ambientale legato alla produzione e al trattamento dei veicoli fuori uso e migliorando la sostenibilità dell'industria europea del riciclo delle automobili», spiega un comunicato dell'Eurocamera. Sul testo si aprirà adesso la trattativa con il Consiglio e la Commissione, per l’adozione della versione definitiva.

Gli eurodeputati chiedono che almeno il 20% della plastica contenuta in ciascun modello sia riciclata entro sei anni dall'entrata in vigore delle norme e di innalzare l'obiettivo almeno al 25% entro dieci anni, «se disponibile a prezzi sostenibili», mentre la Commissione «dovrà inoltre introdurre obiettivi per l'uso di acciaio e alluminio riciclati, previa uno studio di fattibilità». I legislatori europei chiedono inoltre una distinzione più chiara tra veicoli usati e veicoli fuori uso, con un divieto di esportazione per questi ultimi.

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