MILANO – Gli alimentari costano oggi in Italia quasi un terzo in più del 2019. E' quanto sottolinea l'Istat nella Nota sull'andamento dell'economia pubblicata oggi, evidenziando che l'aumento è comunque inferiore alla media della Ue27. "In conseguenza della forte impennata registrata tra la fine del 2021 e i primi mesi del 2023 e al successivo perdurare di una significativa, seppure più moderata, tendenza alla crescita (fenomeni che hanno riguardato l'intera Europa), i prezzi al consumo (indice armonizzato) dei beni alimentari (cibo e bevande non alcoliche) risultano in Italia avere raggiunto a luglio 2025 (ultimo dato disponibile) un livello più elevato del 30,1% rispetto a quello medio del 2019", si legge.
L’Istat segnala che il Pil nel secondo trimestre ha mostrato una lieve flessione (-0,1% su base congiunturale): a fronte di un calo dell'export e di un accumulo di scorte, i consumi privati sono risultati stabili mentre la dinamica degli investimenti, seppure in rallentamento, è stata positiva. Lo sottolinea l'Istat nella sua nota di andamento dell'economia di luglio e agosto. L'interscambio commerciale italiano tra aprile e giugno, in media, ha evidenziato una decelerazione, guidata dal calo delle esportazioni verso i mercati extra-Ue: al rallentamento dell'export verso gli Stati Uniti si sono associate forti flessioni verso Regno Unito, Cina, Russia e Turchia.
A luglio lieve crescita della produzione industriale
Sempre dall’Istat arriva anche l’aggiornamento mensile della produzione industriale. A luglio 2025 l'indice
destagionalizzato è aumentato dello 0,4% rispetto a giugno. Nella media del periodo maggio-luglio si registra un aumento del livello della produzione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti. Mentre l'indice generale, corretto per gli effetti del calendario, aumenta in termini tendenziali dello 0,9% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 23 come a luglio 2024).