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Mediobanca, l’apertura del dg Vinci a Mps: “Chiuderà all’80%, la fusione è il male minore”

(ansa)

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Il vice dell’ad Alberto Nagel prova a rassicurare in video i dipendenti: “Unire i due istituti è più razionale, nel rispetto del nostro brand che per noi è il migliore al mondo”
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MILANO – Il direttore generale di Mediobanca, Francesco Saverio Vinci, parla ai banchieri di Piazzetta Cuccia. Un videocollegamento con 776 dipendenti, in cui ieri sera il secondo manager dell’istituto si è mostrato notevolmente accomodante rispetto all’acquisizione in corso di Mps, dopo che per mesi il suo capo, l’ad Alberto Nagel, l’aveva criticata sotto tutti i punti di vista, e per due volte il cda della merchant l’aveva rigettata dichiarandola ostile e inadeguata.

Vinci ha chiesto ai colleghi di “restare focalizzati perché la forza di questo gruppo siete voi. Se l’offerente ha pagato un prezzo ragionevolmente alto per comprarci, è evidente che lo ha fatto riconoscendo qualità, capacità, esperienza e professionalità di tutto il gruppo Mediobanca. Questo è un elemento che non dobbiamo mai perdere di vista, restando focalizzati sui risultati, la professionalità la competenza che ci distinguono, e che saranno elementi vincenti anche nel futuro”. Anche per questo il manager ha esorta…

MILANO – Il direttore generale di Mediobanca, Francesco Saverio Vinci, parla ai banchieri di Piazzetta Cuccia. Un videocollegamento con 776 dipendenti, in cui ieri sera il secondo manager dell’istituto si è mostrato notevolmente accomodante rispetto all’acquisizione in corso di Mps, dopo che per mesi il suo capo, l’ad Alberto Nagel, l’aveva criticata sotto tutti i punti di vista, e per due volte il cda della merchant l’aveva rigettata dichiarandola ostile e inadeguata.

Vinci ha chiesto ai colleghi di “restare focalizzati perché la forza di questo gruppo siete voi. Se l’offerente ha pagato un prezzo ragionevolmente alto per comprarci, è evidente che lo ha fatto riconoscendo qualità, capacità, esperienza e professionalità di tutto il gruppo Mediobanca. Questo è un elemento che non dobbiamo mai perdere di vista, restando focalizzati sui risultati, la professionalità la competenza che ci distinguono, e che saranno elementi vincenti anche nel futuro”. Anche per questo il manager ha esortato i colleghi a “rassicurare la nostra rete e i nostri clienti”.

“Abbiamo un azionista al 62% e rotti, e di questo dobbiamo prendere atto: questo è un fatto, non un'opinione – ha detto Vinci -. Sappiamo che ci sarà una riapertura e per la nostra esperienza sappiamo anche che le riaperture in questi casi portano un incremento della partecipazione che si avvicinerà probabilmente all'80% e questo perché molti fondi legati agli indici saranno costretti a ridurre la quota in Mediobanca in quanto usciremo progressivamente dai singoli indici, quindi alla fine immaginiamo che la partecipazione complessiva del Monte dei Paschi raggiunga una soglia dell'80%".

Come noto, dal 16 al 22 settembre gli scalatori della banca senese riapriranno l’Ops, chiusa con il 62,3% delle adesioni, e si aspetta che gli ultimi arbitraggisti, come diversi fondi indicizzati, consegnino le loro azioni. Lo storico manager della banca d’affari, membro del cda che probabilmente offrirà le dimissioni in blocco nella riunione del 18 per esaminare i conti chiusi a giugno, ha aggiunto: “Cosa accadrà dopo? Finora non abbiamo interlocuzione con l’offerente, immagino ne avremo nei prossimi giorni e vi terrò aggiornati. Abbiamo letto sui giornali che l’intenzione di Mps era di non fare una fusione, ma è chiaro che una partecipazione attorno all’80% renderà difficile mantenere Mediobanca quotata, con un flottante così piccolo, e sicuramente anche la Bce spingerà per la fusione. Io credo che la fusione possa essere il male minore, per disegnare in maniera più razionale il gruppo, pur nel rispetto dei marchi. Chiaro che si porrà un problema di gestione del brand Mediobanca, che noi riteniamo sia il migliore al mondo: ma questo sarà un tema degli azionisti, non credo che abbiano fatto uno sforzo finanziario così grande (l’offerta valorizza 13,5 miliardi la preda, ndr) se non intendono valorizzarne il marchio, le persone e le attività”.

Vinci ha anche aggiunto, sempre per rassicurare i colleghi, che l’azionariato del nuovo gruppo non sarà poi tanto diverso rispetto a quello che Mediobanca ha attualmente: “Tenete conto che alla fine del gioco gli azionisti di Mediobanca manterranno circa il 60% del polo congiunto”. Un altro aspetto sottolineato dal numero due del management di Piazzetta Cuccia è la complementarità del business, rispetto a quello senese: “Di positivo c’è il fatto che non ci sono aree di sovrapposizione, solo piccole aree di contiguità per esempio nel credito al consumo, che può trovare sviluppo potenziale, o per qualche cliente corporate loro che può essere interessante per noi. Questo può essere un buon punto di partenza”.

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