ROMA – Banca Itaú ha licenziato circa mille dipendenti, secondo le stime dei sindacati, sulla base del monitoraggio dell’attività dei pc aziendali. Secondo i report la produttività di una parte degli impiegati che usufruiva di una forma di lavoro ibrida, tra ufficio e smartworking, durante le ore da casa calava vistosamente. "In alcuni casi sono stati individuati standard incompatibili con i nostri principi di fiducia, che per la banca non sono negoziabili", ha scritto in una nota l’istituto, il più grande per dimensioni in Brasile e con 96 mila tra dipendenti e collaboratori. "Queste decisioni fanno parte di un processo di gestione responsabile e mirano a preservare la nostra cultura e il rapporto di fiducia che abbiamo costruito con i clienti, i dipendenti e la società".
ROMA – Banca Itaú ha licenziato circa mille dipendenti, secondo le stime dei sindacati, sulla base del monitoraggio dell’attività dei pc aziendali. Secondo i report la produttività di una parte degli impiegati che usufruiva di una forma di lavoro ibrida, tra ufficio e smartworking, durante le ore da casa calava vistosamente. "In alcuni casi sono stati individuati standard incompatibili con i nostri principi di fiducia, che per la banca non sono negoziabili", ha scritto in una nota l’istituto, il più grande per dimensioni in Brasile e con 96 mila tra dipendenti e collaboratori. "Queste decisioni fanno parte di un processo di gestione responsabile e mirano a preservare la nostra cultura e il rapporto di fiducia che abbiamo costruito con i clienti, i dipendenti e la società".
I sindacati: “Criteri discutibili”
Per i sindacati si tratta di una decisione assurda ed eccessiva. “I lavoratori sono stati licenziati senza alcun preavviso e senza alcun dialogo con il sindacato, in una chiara mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti della banca e del rapporto con il movimento sindacale”, hanno replicato in un comunicato. I rappresentanti dei lavoratori contestano il monitoraggio delle attività dei pc aziendali e l’attendibilità dei risultati.
Durante il periodo di tracciamento non è stato dato alcun feedback agli impiegati per tentare di correggere le presunte irregolarità. “Riteniamo questo criterio estremamente discutibile, poiché non tiene conto della complessità del lavoro bancario a distanza, dei possibili guasti tecnici, dei contesti sanitari, del sovraccarico di lavoro o persino dell'organizzazione del lavoro da parte dei team”, aggiungono. E sottolineano come nell’ultimo anno siano stati tagliati altri 518 posti di lavoro.