Aerei, power bank in fiamme: “Estintori non bastano, serve abbondante acqua”
di Aldo FontanarosaROMA – Gli americani tornano a richiamare l’attenzione delle compagnie aeree sul rischio che un cellulare, un tablet, un pc portatile, il loro caricatore, una sigaretta elettronica, soprattutto una power bank si surriscaldi in volo, generi fumo, addirittura prenda fuoco.
Questi eventi, riconducibili alle batterie al litio che contengono, sono più rari nel caso di dispositivi complessi come il pc; meno rari nel caso delle power bank.
L’ultimo avviso della FAA statunitense (la Federal Aviation Administration) aggiorna le regole di comportamento sia per gli equipaggi e sia per i passeggeri. Ad allarmare gli americani è il dato sugli incidenti del 2025 che erano già 19 nel mondo, tra gennaio e aprile scorso.
Se questa tendenza fosse confermata dagli ultimi 8 mesi dell’anno, si potrebbe avvicinare il record negativo del 2022 quando gli incidenti di questo tipo furono 64.
ROMA – Gli americani tornano a richiamare l’attenzione delle compagnie aeree sul rischio che un cellulare, un tablet, un pc portatile, il loro caricatore, una sigaretta elettronica, soprattutto una power bank si surriscaldi in volo, generi fumo, addirittura prenda fuoco.
Questi eventi, riconducibili alle batterie al litio che contengono, sono più rari nel caso di dispositivi complessi come il pc; meno rari nel caso delle power bank.
L’ultimo avviso della FAA statunitense (la Federal Aviation Administration) aggiorna le regole di comportamento sia per gli equipaggi e sia per i passeggeri. Ad allarmare gli americani è il dato sugli incidenti del 2025 che erano già 19 nel mondo, tra gennaio e aprile scorso.
Se questa tendenza fosse confermata dagli ultimi 8 mesi dell’anno, si potrebbe avvicinare il record negativo del 2022 quando gli incidenti di questo tipo furono 64.
Le riserve idriche
Il primo messaggio della FAA va agli assistenti di volo: in caso di incendio, l’estintore è un’arma spuntata. Scrive la FAA, al riguardo: “Gli estintori ad Halon – quelli in uso sugli aeromobili, forti di uno speciale gas – possono spegnere temporaneamente le fiamme, certo non arrestano il processo termico”.
L’arma veramente efficace è l’acqua che va buttata copiosamente sul dispositivo in fiamme. L’equipaggio, quindi, deve verificare che le riserve idriche a bordo siano sufficienti e a portata di mano.
Sempre l’equipaggio va formato perché possa valutare le tre fasi del rischio: il surriscaldamento del dispositivo, il fumo (le inalazioni sono molto pericolose a bordo), infine le fiamme.
Basta andare su TikTok per vedere qualche assistente di volo lanciare maldestramente dell’acqua verso un borsone in fiamme nella cappelliera. I video addestrativi degli americani spiegano invece che il bagaglio va portato dalla cappelliera al pavimento dell’aereo perché sia investito pienamente dal gettito dell’acqua.
Mai in stiva
Gli americani raccomandano, poi, di seguire in modo maniacale le prescrizioni di sicurezza già note:
- i dispositivi con batterie al litio non possono finire in stiva;
- i dispositivi portati in cabina (con limitazioni) devono essere ben visibili;
- è vietato dunque metterli nel bagaglio a mano, sistemato poi sotto le gambe o nelle cappelliere;
- la collocazione ideale è la tasca del sedile davanti al passeggero.
Queste regole si scontrano con la realtà dell’esperienza di volo. Un bagaglio, che il passeggero vorrebbe portare in cabina, a volte viene dirottato in stiva soltanto all’arrivo al gate. In questo caso, entra in gioco il senso di responsabilità del viaggiatore che deve ricordarsi di estrarre la power bank dal borsone.
I limiti in wattora
Tutte le compagnie del mondo (anche Ita) si conformano alle limitazioni che la Iata (a livello mondiale), l’Easa in Europa e l’Enac nel nostro Paese impongono all’imbarco delle power bank.
Come scrive Digitworlditalia, il passeggero può portare a bordo senza problemi power bank con capacità fino a 100 wattora. Quando la capacità è tra 100 e 160 wattora, il viaggiatore deve essere autorizzato con anticipo dalla compagnia aerea. Divieto assoluto oltre i 160 wattora.
Il problema è che le confezioni delle power bank non indicano la potenza in wattora, ma in milliampereora (mAh), un’altra unità di misura. Per ricavare la potenza in wattora, bisogna moltiplicare il valore in mAh per la tensione di uscita (in genere 3,7 V o 5 V), quindi dividere il risultato per 1000.
La stretta
L’incognita power bank, dunque, resta forte. Tra le righe, pur senza imporla, la FAA sembra condividere la linea di molte compagnie aeree che vietano di ricaricare una power bank (lo strumento più a rischio) oppure di collegare la power bank ad uno smartphone oppure a un pc. Il divieto è in vigore durante il volo.
Dal primo ottobre 2025, Emirates farà scattare lo stop. E la notizia fa sensazione, viste le dimensioni del vettore degli Emirati Arabi. Peraltro Emirates proibirà ai passeggeri di avere più di una power bank in cabina.
Già dal primo aprile 2025, Singapore Airlines ha in piedi il doppio divieto: di ricaricare un dispositivo con la power bank; come anche di ricaricare la power bank alla porta Usb del velivolo.