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Sconti e incentivi: due vie per tagliare il prezzo del gas

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Bozza del decreto Energia: così il governo darà sostegno alle imprese energivore. L’approvazione attesa a giorni
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ROMA – Tariffe negative – ovvero sconti – al punto d’ingresso svizzero del gas in Italia e un “servizio di liquidità” gestito da Snam. Sono queste le due armi che il governo vuole mettere in campo per tagliare il differenziale di prezzo tra il gas italiano (Psv) e quello di Amsterdam (Ttf), oggi pari a 2 euro al megawattora in più. Una forbice che in percentuale significa circa il 6-10% in più pagato da chi compra gas in Italia rispetto ai competitor del Nord Europa. «La formula scelta è di azzerare i due euro sui 6 miliardi di metri cubi di gas che entrano in Italia dal passo Gries, ribaltandoli sugli altri 58 miliardi di metri cubi importati», ripete il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. La bozza di decreto legge “Energia” – che Repubblica ha potuto visionare – è attesa in Cdm entro settembre.

ROMA – Tariffe negative – ovvero sconti – al punto d’ingresso svizzero del gas in Italia e un “servizio di liquidità” gestito da Snam. Sono queste le due armi che il governo vuole mettere in campo per tagliare il differenziale di prezzo tra il gas italiano (Psv) e quello di Amsterdam (Ttf), oggi pari a 2 euro al megawattora in più. Una forbice che in percentuale significa circa il 6-10% in più pagato da chi compra gas in Italia rispetto ai competitor del Nord Europa. «La formula scelta è di azzerare i due euro sui 6 miliardi di metri cubi di gas che entrano in Italia dal passo Gries, ribaltandoli sugli altri 58 miliardi di metri cubi importati», ripete il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin. La bozza di decreto legge “Energia” – che Repubblica ha potuto visionare – è attesa in Cdm entro settembre.

Il ruolo di Arera

Il cuore del provvedimento affida ad Arera, l’authority dell’energia, il compito di ridurre lo spread che pesa soprattutto sulle imprese energivore. La prima via propone corrispettivi di capacità negativi, cioè sconti sul pedaggio per chi importa gas dal Nord Europa attraverso la Svizzera, così da cancellare il cosiddetto “doppio pedaggio”. La seconda prevede un “servizio di liquidità”. Snam dovrà selezionare con gare pubbliche operatori che si impegnino a offrire quotidianamente sul mercato italiano quantitativi prefissati di gas a un prezzo agganciato al Ttf, con un piccolo margine calmierato per ridurre la volatilità. In cambio riceveranno un premio economico, ma dovranno restituire alla maggiore impresa di trasporto del gas italiano, cioè Snam, eventuali extra-profitti. E immettere fisicamente il gas nella rete nazionale nei punti indicati da Arera.

Chi paga il conto

Il costo dell’operazione non ricadrà sul bilancio pubblico, ma sarà spalmato sulle tariffe di trasporto del gas fissate da Arera, cioè redistribuito tra tutti gli operatori e quindi in ultima analisi anche sulle bollette di famiglie e imprese. Qui la scommessa del governo: il sovrapprezzo tariffario dovrebbe più che compensare un calo consistente dei prezzi all’ingrosso. Per una famiglia l’impatto diretto potrebbe essere limitato, di sicuro più importante per le aziende energivore che da tempo con Confindustria chiedono al governo di agire per rendere il sistema Italia più competitivo.

Gas nazionale, rinnovabili e data center

Il decreto interviene poi anche sulla produzione nazionale di gas, semplificando e accelerando le autorizzazioni: nuove concessioni e proroghe passeranno da un procedimento unico con tempi dimezzati per la valutazione ambientale e sei mesi di durata massima. Cambia inoltre il metodo di calcolo del prezzo del gas estratto, che includerà anche le royalties allo Stato, e i contitolari di una concessione potranno partecipare singolarmente alle gare di fornitura a lungo termine.

Sul fronte elettrico vengono semplificati gli allacci degli impianti rinnovabili: Terna dovrà aggiornare ogni trimestre la capacità disponibile, evitando colli di bottiglia che frenano fotovoltaico ed eolico. Arrivano poi regole veloci per i data center, con un’autorizzazione unica di dieci mesi e tempi dimezzati per la Via. Infine, Arera avrà 90 giorni per fissare le regole di accesso e le tariffe per il trasporto e lo stoccaggio della CO2 catturata dalle industrie.

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