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Nel nuovo documento dei conti arriva l’anteprima della manovra

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L’impegno del governo nella risoluzione al Documento programmatico di finanza pubblica. Vicina l’intesa con le opposizioni, Giorgetti in Parlamento per illustrare il piano
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ROMA - Un’anteprima della manovra nel piano dei conti. Entro il 2 ottobre, quando il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) sarà trasmesso al Parlamento. Ecco la carta che il governo cala sul tavolo per tracciare un percorso comune con le opposizioni sulla legge di bilancio.

Il contatto prende forma al Senato, dove a sera si riunisce il gruppo di lavoro per la riforma della legge di contabilità. Sul tavolo dei parlamentari di maggioranza e opposizione finisce la bozza della risoluzione sui contenuti del documento che sostituisce la vecchia Nadef, la “mappa” dei conti che ogni autunno aggiorna le previsioni economiche e gli obiettivi programmatici.

Non è solo un cambio di nome. Le regole della programmazione e della sorvegl…

ROMA - Un’anteprima della manovra nel piano dei conti. Entro il 2 ottobre, quando il Documento programmatico di finanza pubblica (Dpfp) sarà trasmesso al Parlamento. Ecco la carta che il governo cala sul tavolo per tracciare un percorso comune con le opposizioni sulla legge di bilancio.

Il contatto prende forma al Senato, dove a sera si riunisce il gruppo di lavoro per la riforma della legge di contabilità. Sul tavolo dei parlamentari di maggioranza e opposizione finisce la bozza della risoluzione sui contenuti del documento che sostituisce la vecchia Nadef, la “mappa” dei conti che ogni autunno aggiorna le previsioni economiche e gli obiettivi programmatici.

Non è solo un cambio di nome. Le regole della programmazione e della sorveglianza della finanza pubblica sono state riscritte dal nuovo Patto di stabilità e dovranno essere recepite in una nuova legge di contabilità. Il cantiere è stato avviato, ma i lavori sono ancora in corso. La risoluzione al Dpfp diventa così la soluzione che permette di agire in deroga: di fatto è un’autorizzazione che il Parlamento dà al governo, sotto forma di impegno, per definire i contenuti del documento.

Per evitare lo strappo che si consumò in primavera, quando Pd, M5S, Avs, Italia Viva e Azione dissero no a una risoluzione congiunta sul Documento di finanza pubblica (l’ex Def), l’esecutivo e la maggioranza hanno deciso di arricchire il Dpfp con informazioni aggiuntive.

A Palazzo Madama sono il sottosegretario al Mef, Federico Freni, e la Ragioneria generale dello Stato, Daria Perrotta, a spiegare perché il perimetro si allargherà sensibilmente. Ben oltre quello dell’ex Nota di aggiornamento al Def. Per la prima volta, infatti, saranno anticipate le misure della Finanziaria. Il riferimento è contenuto nella bozza della risoluzione, lì dove c’è scritto che il Dpfp conterrà “l’articolazione, per il successivo triennio, delle misure di prossima adozione nell’ambito della manovra di finanza pubblica e dei relativi effetti finanziari”. Non era mai successo prima d’ora.

Nelle due pagine del documento figura anche l’impegno a indicare “l’andamento delle componenti sottostanti” della spesa primaria netta, l’indicatore di riferimento per l’aggiustamento del bilancio. È una delle richieste delle opposizioni. Non sarà la sola a essere accolta nel testo definitivo della risoluzione che potrebbe essere depositata nelle commissioni Bilancio di Camera e Senato già oggi, comunque in tempo per il voto che sarà calendarizzato tra martedì e mercoledì. L’aggiornamento del quadro macroeconomico avrà un orizzonte ampio, fino al 2028.

Dopo un confronto di circa un’ora, al Senato tira aria di intesa. Il Pd parla di “un buon passo in avanti sulla parte tecnica”, ma chiede che il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, venga a riferire in aula sull’andamento dell’economia prima della presentazione del Dpfp. Alla riunione è Freni ad annunciare che il titolare del Tesoro sarà in Parlamento, come ogni anno, per illustrare il documento programmatico di finanza pubblica.

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