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Fitch declassa la Francia, mercati e sindacati assediano il governo

Le proteste a Nantes del 10 settembre

 

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L’agenzia di rating boccia Parigi: “Male le finanze pubbliche”. Giovedì ci sarà un’ondata di scioperi e mobilitazioni
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PARIGI – Per Sébastien Lecornu i problemi sono cominciati subito. Il nuovo premier deve fronteggiare la pressione dei mercati finanziari e quella della piazza, con i sindacati pronti a scendere in strada tra pochi giorni. Ieri l’attenzione era tutta sul verdetto di Fitch, chiamata a valutare la Francia in un momento di grande tensione. Lo spread con i titoli tedeschi ha sfiorato più volte quota 80 punti negli ultimi giorni. E purtroppo per Lecornu il giudizio è stato negativo: l’agenzia di rating ha bocciato lo stato delle finanze pubbliche, declassando di un gradino i titoli di stato, da AA- ad A+.

Molti analisti ritengono che i mercati avessero già cominciato a prezzare un eventuale downgrade. Dopo la dissoluzione a sorpresa dell’Assembl…

PARIGI – Per Sébastien Lecornu i problemi sono cominciati subito. Il nuovo premier deve fronteggiare la pressione dei mercati finanziari e quella della piazza, con i sindacati pronti a scendere in strada tra pochi giorni. Ieri l’attenzione era tutta sul verdetto di Fitch, chiamata a valutare la Francia in un momento di grande tensione. Lo spread con i titoli tedeschi ha sfiorato più volte quota 80 punti negli ultimi giorni. E purtroppo per Lecornu il giudizio è stato negativo: l’agenzia di rating ha bocciato lo stato delle finanze pubbliche, declassando di un gradino i titoli di stato, da AA- ad A+.

Molti analisti ritengono che i mercati avessero già cominciato a prezzare un eventuale downgrade. Dopo la dissoluzione a sorpresa dell’Assemblée nationale nel giugno 2024 e le crisi politiche a catena che hanno travolto Michel Barnier e François Bayrou, molte delle principali agenzie avevano collocato la Francia in categoria AA- e outlook negativo. Il calendario segna altre due date cruciali: il 24 ottobre, quando arriverà il rating di Moody’s, e il 28 novembre, con quello di Standard & Poor’s, che a maggio aveva confermato l’AA-.

Gli economisti insistono sul fatto che i fondamentali non siano ancora compromessi. La crescita in Francia resta superiore a quella della Germania, l’inflazione è sotto controllo e l’occupazione stabile. Ciò che attendono gli investitori è capire se Lecornu avrà la forza di far approvare la legge di Bilancio e con quali misure di riduzione del debito. La Finanziaria presentata da François Bayrou a luglio, con tagli record da 44 miliardi, sarà ritoccata ma probabilmente non stravolta. La soppressione di due giorni festivi, la misura più esplosiva, potrebbe essere cancellata.

Per sopravvivere politicamente, Lecornu dovrà mandare segnali chiari alla sinistra e ottenere almeno un patto di non sfiducia con i socialisti. Senza questo appoggio, rischia di fare la stessa fine dei suoi predecessori caduti in parlamento. Il premier ha iniziato le consultazioni partendo dai sindacati, ricevuti a pochi giorni dal loro appello alla mobilitazione generale. Giovedì prossimo è prevista una giornata di scioperi e manifestazioni contro l’austerità che metterà subito sotto assedio l’esecutivo, dopo le 200mila persone scese in piazza mercoledì con il movimento “Blocchiamo tutto”.

La leader della Cgt, Sophie Binet, ha promesso che la prossima settimana ci saranno ancora più manifestazioni e scioperi rispetto alla protesta spontanea esplosa sui social. «Siamo più motivati che mai ad andare in piazza e riusciremo nella mobilitazione del 18 settembre» ha aggiunto Marylise Léon, segretaria generale della Cfdt, il sindacato più moderato. Tutte le confederazioni chiedono di rimettere mano alla riforma delle pensioni. Bayrou aveva tentato un “conclave” con le parti sociali, ma il confronto si era chiuso senza accordi.

Lecornu, per ora, non si è espresso chiaramente sulla controversa riforma che alza da 62 a 64 l’età pensionabile. Durante l’incontro di ieri con i sindacati, non ha smentito l’ipotesi di un contributo straordinario sui redditi più alti, una misura richiesta dalla sinistra. Il partito socialista propone però qualcosa di radicale, ossia cancellare la riforma delle pensioni e introdurre una tassa “Zucman”, imposta straordinaria sui grandi patrimoni. Bayrou aveva escluso un prelievo del genere, sostenendo che avrebbe provocato fughe di capitali.

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