✕

Stellantis riparte dagli Usa. Filosa: l’Ue incentivi le city car

Antonio Filosa, Ceo di Stellantis

 

Ascolta l'audio

Il Ceo prevede volumi in aumento e in Borsa il titolo fa +9%. Oggi l’incontro dei produttori con i commissari europei
1 minuti di lettura

ROMA – Più modelli e più vendite negli Stati Uniti, che in questo momento sono «la priorità» dell’azienda. La richiesta di super incentivi per l’acquisto di auto piccole e regole ambientali più flessibili in Europa, dove il mercato continua a soffrire. Il nuovo amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa inizia anticipare qualche elemento del suo piano strategico per portare il gruppo fuori dalla crisi di settore, piano che presenterà all’inizio del 2026. Parla di «grandi opportunità» davanti, di una «crescita dei volumi che si vedrà nel quarto trimestre e soprattutto il prossimo anno». Accenni che piacciono ai mercati, con Stellantis che chiude a Piazza Affari con un guadagno di oltre il 9%.

Priorità agli Stati Uniti

L’ottimismo di Filosa, va detto, è riferi…

ROMA – Più modelli e più vendite negli Stati Uniti, che in questo momento sono «la priorità» dell’azienda. La richiesta di super incentivi per l’acquisto di auto piccole e regole ambientali più flessibili in Europa, dove il mercato continua a soffrire. Il nuovo amministratore delegato di Stellantis Antonio Filosa inizia anticipare qualche elemento del suo piano strategico per portare il gruppo fuori dalla crisi di settore, piano che presenterà all’inizio del 2026. Parla di «grandi opportunità» davanti, di una «crescita dei volumi che si vedrà nel quarto trimestre e soprattutto il prossimo anno». Accenni che piacciono ai mercati, con Stellantis che chiude a Piazza Affari con un guadagno di oltre il 9%.

Priorità agli Stati Uniti

L’ottimismo di Filosa, va detto, è riferito soprattutto al mercato americano, dove l’azienda (controllata da Exor come Gedi, editore di Repubblica) «sta concentrando la maggior parte degli sforzi». La priorità numero uno del manager - che ha parlato a un seminario della Autumn Conference di Kepler Cheuvreux - è invertire la tendenza nel flusso di cassa, in primis incrementando le vendite. Negli Stati Uniti, dove negli ultimi mesi Stellantis ha visto ridursi la sua quota di mercato, questo dovrebbe avvenire con l’introduzione di nuovi modelli e la reintroduzione di alcuni modelli che erano stati eliminati, come la Jeep Cherokee. Nel frattempo, ha spiegato, «continua uno scambio di idee molto produttivo con l’amministrazione Trump» sui dazi. Il quadro delle tariffe non è ancora definitivo, ma Stellantis dice di comprendere l’obiettivo del presidente di portare più produzione negli Stati Uniti, di avere capacità per farlo e di essere «pronta ad agire».

Le richieste all’Europa

Quanto all’Europa, alla vigilia del terzo dialogo strategico tra le case e la Commissione che si terrà oggi, Filosa è tornato a ribadire che i target di azzeramento delle emissioni fissati dalla Ue per il 2035 - data in cui non si potranno più vendere auto con motori endotermici - «non sono raggiungibili». Maggiore «flessibilità» è quello che chiedono a Bruxelles tutti i costruttori (oltre che gli esponenti del Partito popolare e governi come quelli italiano e tedesco). Nel caso di Stellantis Filosa declina tutto questo in un piano di rinnovo del parco circolante con modelli ibridi, in «super incentivi» per l’acquisto delle auto di più piccole dimensioni e nel principio della «neutralità tecnologica».

Mercoledì nel suo discorso sullo stato dell’Unione Ursula von der Leyen è sembrata aprire a molti di questi principi, oltre che annunciare un’iniziativa per una piccola e-car europea capace di sfidare i produttori cinesi. Oggi al tavolo si capirà fino a che punto le parole si tradurranno in fatti.

Leggi i commenti