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La Francia ha paura dei mercati dopo la bocciatura di Fitch: la strada di Lecornu è più stretta

Sébastien Lecornu, neopremier francese

 (agf)

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Oggi i primi effetti in Borsa in seguito al downgrade dell’agenzia di rating. Il neo premier vede la Cgt, che giovedì scende in piazza con gli altri sindacati
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PARIGI – Dopo il taglio di Fitch, che venerdì ha abbassato il rating della Francia da AA- a A+, il livello più basso mai registrato, i riflettori sono puntati su Parigi. La settimana scorsa, nel giorno della sfiducia a François Bayrou, il Cac 40 aveva chiuso in lieve rialzo (+0,19%) e lo spread era rimasto stabile a 74 punti, con un rendimento al 3,41%, poco sotto quello del Btp italiano. I record dello spread francese risalgono al 2024, con 79 punti base dopo lo scioglimento dell’Assemblée nationale e 88 punti dopo la caduta del governo Barnier a dicembre. Sullo sfondo, un deficit al 5,8% del Pil e il debito al 114%, il terzo più alto dell’eurozona dopo Grecia e Italia.

Tra mercati in allarme, sondaggi negativi e opposizioni …

PARIGI – Dopo il taglio di Fitch, che venerdì ha abbassato il rating della Francia da AA- a A+, il livello più basso mai registrato, i riflettori sono puntati su Parigi. La settimana scorsa, nel giorno della sfiducia a François Bayrou, il Cac 40 aveva chiuso in lieve rialzo (+0,19%) e lo spread era rimasto stabile a 74 punti, con un rendimento al 3,41%, poco sotto quello del Btp italiano. I record dello spread francese risalgono al 2024, con 79 punti base dopo lo scioglimento dell’Assemblée nationale e 88 punti dopo la caduta del governo Barnier a dicembre. Sullo sfondo, un deficit al 5,8% del Pil e il debito al 114%, il terzo più alto dell’eurozona dopo Grecia e Italia.

Tra mercati in allarme, sondaggi negativi e opposizioni in fermento, il nuovo premier Sébastien Lecornu deve convincere i socialisti a trattare senza cedere troppo, rassicurare Bruxelles e la Bce e, allo stesso tempo, contenere le pressioni di sindacati e padronato. Lecornu ha annunciato la rinuncia alla soppressione di due giorni festivi, misura simbolica della manovra da 44 miliardi voluta da Bayrou, e ha assicurato di voler «scommettere sul dialogo» con le parti sociali.

Dopo l’incontro di venerdì con la leader della Cfdt, oggi riceverà quella della Cgt, mentre giovedì i sindacati hanno convocato una giornata di scioperi e cortei contro l’austerità. Anche il presidente del Medef, Patrick Martin, ha minacciato una «grande mobilitazione padronale» in caso di aumenti delle tasse sulle imprese. Intanto la Fnsea, il sindacato agricolo, ha fissato per il 26 settembre una protesta nazionale contro il trattato Mercosur.

La presidente dell’Assemblée nationale, Yaël Braun-Pivet, ha invitato governo e partiti a trovare un compromesso sulla Finanziaria 2026. «Dobbiamo discutere e abbassare l’ambizione dei risparmi», ha detto, fissando l’asticella a 35-36 miliardi di euro.

Sul piano politico, le tensioni restano altissime. I Verdi hanno confermato che voteranno la sfiducia contro Lecornu: «Pensiamo che non ci sia posto per lui come primo ministro», ha spiegato la leader Marine Tondelier. Marine Le Pen non lascia margini di trattativa. Davanti a seimila militanti riuniti a Bordeaux, la leader del Rassemblement National ha predetto che il governo Lecornu «sarà sfiduciato, probabilmente tra qualche settimana o mese», invitando i suoi sostenitori a prepararsi a nuove elezioni legislative.

Lecornu, 39 anni, deve ancora formare il suo governo. Secondo un sondaggio Ipsos/Bva, solo il 16 per cento dei francesi ha un’opinione favorevole del nuovo premier, contro il 40 per cento di giudizi negativi. È un risultato peggiore rispetto a Bayrou, che aveva cominciato con il 20 per cento. In una rilevazione dell’Ifop i consensi salgono al 38 per cento, ma resta una sfiducia di fondo. La maggioranza dei francesi non crede infatti che Lecornu riuscirà a trovare un compromesso politico per far passare la Finanziaria 2026.

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