Manovra, le richieste della maggioranza a Giorgetti
di Giuseppe ColomboEcco, partito per partito, le richieste delle forze di maggioranza al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in vista della manovra di fine anno.
Fratelli d’Italia: meno imposte al ceto medio e spinta alla natalità
Meno tasse per il ceto medio e più aiuti alle famiglie numerose. La ricetta di Fratelli d’Italia punta sul taglio di due punti percentuali, dal 35% al 33%, dell’aliquota Irpef, con un allargamento dello scaglione da 50 mila a 60 mila euro. Nel menù anche la detassazione degli straordinari e l’allungamento di quella prevista attualmente per i premi di risultato (aliquota al 5% con tetto a 3 mila euro per i lavoratori con redditi fino a 80 mila euro).
Un’attenzione particolare è rivolta alle famiglie: nello specifico si punta a rafforzare il meccanismo di defiscalizzazione crescente in base al numero dei figli, in alternativa a introdurre un sistema strutturale di quoziente familiare. Tra le misure auspicate anche il rinnovo della social card “Dedicata a te”, introdotta…
Ecco, partito per partito, le richieste delle forze di maggioranza al ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in vista della manovra di fine anno.
Fratelli d’Italia: meno imposte al ceto medio e spinta alla natalità
Meno tasse per il ceto medio e più aiuti alle famiglie numerose. La ricetta di Fratelli d’Italia punta sul taglio di due punti percentuali, dal 35% al 33%, dell’aliquota Irpef, con un allargamento dello scaglione da 50 mila a 60 mila euro. Nel menù anche la detassazione degli straordinari e l’allungamento di quella prevista attualmente per i premi di risultato (aliquota al 5% con tetto a 3 mila euro per i lavoratori con redditi fino a 80 mila euro).
Un’attenzione particolare è rivolta alle famiglie: nello specifico si punta a rafforzare il meccanismo di defiscalizzazione crescente in base al numero dei figli, in alternativa a introdurre un sistema strutturale di quoziente familiare. Tra le misure auspicate anche il rinnovo della social card “Dedicata a te”, introdotta l’anno scorso (un contributo di 500 euro destinato ai nuclei familiari con Isee fino a 15 mila euro per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità).
Per le imprese si punta sull’Ires premiale, lo sconto per le aziende che assumono e investono: l’obiettivo è rendere la misura strutturale alleggerendo i requisiti legati al lavoro (meno paletti sull’assenza di cassa integrazione e sul numero delle unità lavorative per anno da garantire per beneficiare della riduzione dell’imposta).
Forza Italia: tredicesime più pesanti per dipendenti e pensionati
Gli azzurri hanno preparato un documento con undici richieste. Come per FdI, la priorità è il taglio dell’Irpef per il ceto medio. Le affinità non finiscono qui: nel pacchetto fiscale c’è anche la detassazione delle voci variabili degli stipendi dei lavoratori dipendenti (straordinari, festivi e premi di produzione).
Le agende convergono anche sull’Ires premiale. Fin qui le proposte condivise, ma nella lista figurano anche misure identitarie che richiamano la stagione berlusconiana. Come le pensioni: meno tasse sulle tredicesime. Capitolo salari: oltre alla detassazione di straordinari e festivi, l’attenzione è focalizzata sugli stipendi più bassi, tra i 7,5 e i 9 euro l’ora. L’idea è eliminare la parte contributiva.
A completare l’elenco ci sono misure per la casa (detrazione al 50% delle provvigioni per le intermediazioni) e la sanità (più medici, infermieri e posti letto), oltre al taglio delle bollette e crediti di imposta per ricerca e sviluppo più generosi.
Aumento dello Sme supporting factor per agevolare i finanziamenti alle piccole e medie imprese, semplificazioni burocratiche, riduzione del costo del denaro da parte della Bce e nuovi meccanismi di recupero dell’evasione. No alla tassa sugli extraprofitti delle banche. Ieri è stato il leader di FI, Antonio Tajani, a dire che è «da regime comunista».
Lega: prima casa fuori dall’Isee e sanatoria sulle cartelle
La Lega condivide l’idea di detassare gli incrementi di stipendio (straordinari o festivi), ma per il partito guidato da Matteo Salvini le priorità sono altre. In testa alla lista delle richieste c’è la rottamazione quinquies delle cartelle fiscali: una maxi-rateizzazione in 120 rate mensili tutte uguali senza pagare sanzioni e interessi.
Al Carroccio non dispiace il taglio dell’Irpef per il ceto medio, ma la misura-bandiera è la flat tax per le partite Iva: dopo l’aumento, da 65 mila a 85 mila euro, della soglia di ricavi e compensi che consente di applicare un’imposta forfettaria del 15%, ora si punta ad alzare l’asticella fino a 100 mila euro. Tra le misure fiscali c’è anche la revisione dell’Isee, con l’esclusione della prima casa dal calcolo.
Focus sulle pensioni. Oltre al congelamento dei requisiti pensionistici (in aumento dal 2027), i leghisti puntano su Opzione donna. Addio alle quote: al loro posto la possibilità di utilizzare il Tfr per andare in pensione a 64 anni invece che a 67, con 25 di contributi, insieme al ricalcolo dell’assegno secondo il metodo contributivo.